La nozione di disponibilità del denaro, pertanto, si collega direttamente all'esercizio del potere di decisione in ordine all'utilizzo e alla destinazione, posto che mediante tali atti il pubblico agente può porre in essere la condotta appropriativa, che costituisce l'elemento tipico dal reato di peculato.

Corte di cassazione - Sezioni Unite penali - Sentenza 16 ottobre 2025 n. 34036

LA MASSIMA

Reato - Attività di raccolta del risparmio postale - Prestazione di pubblico servizio - Sussiste - Dipendente delle Poste italiane s.p.a. - Qualifica di incaricato di pubblico servizio - Sussiste - Appropriazione dell'altrui risparmio - Peculato. (Codice penale, articoli 314 e 646)

«L'attività di raccolta del risparmio postale, ossia la raccolta di fondi attraverso libretti di risparmio postale e buoni postali fruttiferi effettuata da Poste italiane s.p.a. per conto della Cassa depositi e prestiti, costituisce prestazione di un pubblico servizio». Ne consegue che «l'operatore di Poste italiane s.p.a. addetto alla vendita e gestione dei prodotti derivanti dalla raccolta del risparmio postale, e segnatamente da libretti di risparmio postale e da buoni postali fruttiferi, nello svolgimento di tale attività, riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio».

Al termine di un lungo ordito motivazionale - nel quale viene tracciato il quadro normativo, interno ed euro-unitario, e il corposo compendio giurisprudenziale sui passaggi chiave delle questioni sottopostele - il Massimo consesso, rispondendo alla versata quaestio in materia di white collar crimes, ritiene che:

  • l’attività di raccolta del risparmio postale, ossia la raccolta di fondi attraverso libretti di risparmio postale e buoni postali fruttiferi effettuata da Poste italiane s.p.a. per conto della Cassa depositi e prestiti, costituisce prestazione di un pubblico servizio;
  • nel passaggio successivo, si afferma che l’operatore di Poste italiane s.p.a. addetto alla vendita e gestione dei prodotti derivanti dalla raccolta del risparmio postale, e segnatamente da libretti di risparmio postale e da buoni postali fruttiferi, nello svolgimento di tale attività, riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio;
  • alla luce di tali passaggi, le relative condotte contestate non vanno inquadrate (come sostenuto dal ricorrente) all’interno del perimetro del delitto di appropriazione indebita descritto dall’articolo 646 Cp, ma in quello (punito più gravemente proprio in ragione dell’elemento specializzante della qualifica del soggetto attivo del reato) di peculato.

L'attività di raccolta del risparmio postale effettuata da Poste italiane Spa per conto di Cassa depositi e prestiti, costituisce prestazione di un pubblico servizio

Ma procediamo con ordine.

I fatti contestati e i motivi del ricorso per cassazione

Le condotte ascritte nei capi di imputazione vedono l'accusato che, agendo in qualità di dipendente dell'ente Poste italiane s.p.a., e segnatamente...

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