STATUS E CAPACITÀ
Amministrazione di sostegno - Presupposti per la nomina - Mancanza di supporto familiare - Necessità. (Cc, articolo 404)
IL PRINCIPIO
In tema di amministrazione di sostegno, l'equilibrio della decisione deve essere garantito dalla necessità di privilegiare il rispetto dell'autodeterminazione della persona interessata, così da discernere le fattispecie a seconda dei casi: se cioè la pur riscontrata esigenza di protezione della persona (capace ma in stato di fragilità) risulti già assicurata da una rete familiare all'uopo organizzata e funzionale, oppure se, al contrario, non vi sia per essa alcun supporto e alcuna diversa adeguata tutela; nel secondo caso il ricorso all'istituto può essere giustificato, mentre nel primo non lo è affatto, in specie ove all'attivazione si opponga, in modo giustificato, la stessa persona del cui interesse si discute.
Sull'argomento, i supremi giudici hanno affermato che il giudice tutelare, prima di procedere alla nomina dell'amministratore di sostegno, deve accertare i bisogni della persona del beneficiario, intesi come bisogni oggettivi, ma anche come desideri ed aspirazioni, valutando in che misura questi desideri non siano frutto di volontà distorte ed in contrasto con i bisogni oggettivi. Accertati i bisogni, è necessario procedere ad accertare le competenze della persona e cioè le sue capacità ed abilità, e, correlativamente, quali siano i suoi punti deboli, poiché la persona potrebbe essere in grado di autodeterminarsi e di esercitare con sufficiente avvedutezza taluni diritti, ovvero operare in taluni ambiti della vita sociale, eventualmente con il supporto e la protezione della rete familiare, mentre potrebbe non essere abile e competente in altri settori. Il giudice deve tener conto, secondo criteri di proporzionalità e di funzionalità, del tipo di attività che deve essere compiuta per conto dell'interessato, della gravità e della durata della malattia o della situazione di bisogno in cui versa l'interessato, nonché di tutte le altre circostanze caratterizzanti la fattispecie. (M.Pis.)
CONDOMINIO
Amministratore di condominio - Esercizio dell'azione ex articolo 1669 del Cc - Estensione alle domande risarcitorie relative alle singole proprietà condominiali - Esclusione. (Cc, articoli 1130, 1669 e 2943)
La legittimazione dell'amministratore di condominio a promuovere l'azione di cui all'art. 1669 c.c. è infatti limitata alle pretese che investono la tutela indifferenziata dell'edificio nella sua unitarietà, quindi in relazione ai pregiudizi che investono le parti comuni dell'immobile, ancorché interessanti di riflesso anche quelle costituenti proprietà esclusiva di condomini; essa non si estende anche alle azioni risarcitorie relative ai danni subiti dai singoli condomini per il ridotto uso dei beni su cui vantano diritti individuali, essendo tali diritti estranei al potere di rappresentanza dell'amministratore fissato dagli articoli 1130 e 1131 del Cc. (M.Pis.)
CONSUMATORE
Oneri informativi a carico del produttore - Indicazione della generica pericolosità del prodotto - Sufficienza per l'esonero di responsabilità - Esclusione. (Cc, articoli 1227, 1490, 1494, 1495 e 2937)
Gli oneri informativi posti a carico del produttore sono diretti a rendere edotto il consumatore - nella maniera più minuziosa possibile e in base allo stato delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili al momento dell'immissione in commercio - dei potenziali effetti collaterali connessi all'impiego del prodotto e dei rischi a cui può essere esposto; ne consegue che l'indicazione di una generica pericolosità del prodotto non vale ad esentare il produttore da responsabilità, essendo necessaria una specifica informativa dei rischi connessi al suo utilizzo in rapporto ad eventuali condizioni personali in cui il consumatore può versare. (M.Pis.)
CONTRATTO
Clausola penale - Manifesta eccessività - Valutazione da parte del giudice - Comparazione con il danno - Necessità. (Cc, articoli 1175, 1384, 1337, 1359, 1366 e 1375)
Per la valutazione della manifesta eccessività della clausola penale ai fini dell'articolo 1384 del Cc, il criterio di riferimento per il giudice all'adempimento è costituito dall'interesse del creditore e, cioè, dell'effettiva incidenza dell'inadempimento sullo squilibrio delle prestazioni e sulla concreta situazione contrattuale nel corso di rapporto, sicché non può prescindersi da una comparazione con il danno che sarebbe stato ipoteticamente risarcibile in mancanza della clausola, la quale è una predeterminazione forfettaria di tale pregiudizio. (M.Pis.)
DEMANIO E PATRIMONIO
Tutela dei beni demaniali - Strade - Qualifica del suolo come pubblico - Necessità di un atto o di un fatto come l'esproprio o l'usucapione - Sussiste. (Cc, articoli 822, 2727, 2728 e 2729)
Le strade, ai sensi dell'articolo 822, secondo comma, del codice civ., fanno necessariamente parte del Demanio (statale, provinciale o comunale, a seconda dell'Ente al quale appartengono), ma, affinché un suolo possa essere così qualificato, occorre anzitutto che esso risulti di proprietà dell'ente pubblico territoriale in base a un atto o a un fatto (convenzione, espropriazione, usucapione e altro) idoneo a trasferirne il dominio e, secondariamente, che esso venga destinato, con una manifestazione di volontà anche tacita dell'ente, all'uso pubblico. Non ha, dunque, rilievo l'articolo 2 del cod. strada, in quanto la classificazione delle strade come "comunali" (quando esse "quando congiungono il capoluogo del comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro"), è fatta ai soli fini dell'applicazione dello stesso codice (articolo 2, primo comma) e, comunque, presuppone che la porzione di suolo così definita sia già sottoposta "ad uso pubblico" e "destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali". (M.Pis.)
FALLIMENTO
Effetti del fallimento - Beneficio dell'esdebitazione - Presupposti. (Legge fallimentare, articolo 142)
In tema di riconoscimento del beneficio dell'esdebitazione, ai fini della sussistenza della condizione ostativa indicata dall'articolo 142, primo comma, n. 6, della legge fallimentare l., deve ritenersi equiparata alla sentenza penale di condanna la sentenza di "patteggiamento" della pena, alla luce del disposto normativo contenuto nell'ultimo periodo dell'art. 445, comma 1bis, del cpp ratione temporis applicabile, prima della riforma dettata dall'art. 25, comma 1, lettera b), del Dlgs n. 150 del 2022 (cosiddetta "Riforma Cartabia"). (M.Pis.)
Effetti - Operazione straordinaria di fusione ex articolo 2504 e seguenti del Cc - Estinzione della società incorporata - Successione universale della società incorporante in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali della prima - Insolvenza della società incorporata - Applicazione dell'articolo 10 della legge fallimentare - Contraddittorio ex articolo 15 della legge fallimentare - Società incorporata - Destinatario della notifica del ricorso e dell'avviso di convocazione - Conservazione della propria identità ai fini della dichiarazione del fallimento. (Legge fallimentare, articoli 10 e 15; Cc, articolo 2504)
Nel caso di dichiarazione di fallimento di una società entro l'anno dall'estinzione per fusione, il diritto ad essere sentito in camera di consiglio, ai sensi dell'articolo 15 del regio decreto 16 marzo 1942 n. 267, spetta al legale rappresentante della società estinta, per le conseguenze che tale pronuncia può avere nei suoi confronti, nonché al socio illimitatamente responsabile, in quanto assoggettabile a fallimento personale, mentre non è obbligatoria l'audizione della società nata dalla fusione, pur rivestendo quest'ultima la qualità di successore a titolo universale della società sottoposta alla procedura concorsuale. (M.Pis.)
FAMIGLIA E FILIAZIONE
Affidamento di figli minori - Ascolto del minore infradodicenne - Necessità. (Cc., articoli 315 bis, 336 bis e 337-octies)
In tema di affidamento dei figli minori, l'ascolto del minore infradodicenne capace di discernimento costituisce adempimento previsto a pena di nullità, a tutela dei principi del contraddittorio e del giusto processo, finalizzato a raccogliere le sue opinioni ed a valutare i suoi bisogni, dovendosi ritenere del tutto irrilevante che il minore sia stato sentito in altri precedenti procedimenti pur riguardanti l'affidamento. (M.Pis.)
GIUDIZIO CIVILE E PENALE
Giudicato civile - Decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di somme - Mancata opposizione - Giudicato anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso - Ammissibilità. (Cpc, articoli 112, 115 e 116; Cc, articoli 1419 e 2043)
Il principio per cui l'autorità del giudicato spiega i suoi effetti non solo sulla pronuncia esplicita della decisione, ma anche sulle ragioni che ne costituiscono sia pure implicitamente il presupposto logico-giuridico, trova applicazione anche in riferimento al decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di una somma di denaro, il quale, in mancanza di opposizione, o quando quest'ultimo giudizio sia stato dichiarato estinto, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda in altro giudizio. In particolare, il giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione di un decreto ingiuntivo copre non soltanto l'esistenza del credito azionato, del rapporto di cui esso è oggetto e del titolo su cui il credito e il rapporto stessi si fondano, ma anche l'inesistenza di fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto e del credito precedenti al ricorso per ingiunzione e non dedotti con l'opposizione. (M.Pis.)
IMPUGNAZIONI
Impugnazioni civili - Appello - Acquisizione del fascicolo d'ufficio di primo grado - Omissione - Vizio del procedimento - Esclusione. (Cpc, articolo 347)
L'acquisizione del fascicolo d'ufficio di primo grado, ai sensi dell'articolo 347 del codice di procedura civile, non costituisce condizione essenziale per la validità del giudizio d'appello, con la conseguenza che la relativa omissione non determina un vizio del procedimento o della sentenza di secondo grado, bensì, al più, il vizio di difetto di motivazione, a condizione che venga specificamente prospettato che da detto fascicolo il giudice d'appello avrebbe potuto o dovuto trarre elementi decisivi per la decisione della causa, non rilevabili aliunde ed esplicitati dalla parte interessata. (M.Pis.)
Impugnazioni civili - Appello - Domanda nuova - Nuovo tema d'indagine - Inammissibilità. (Cpc, articoli 99, 101, 183 e 345)
Costituisce, infatti, domanda nuova, non proponibile per la prima volta in appello ai sensi dell'articolo 345 del Cpc, quella che alteri anche uno soltanto dei presupposti della domanda iniziale, introducendo un petitum diverso e più ampio, oppure una diversa causa petendi, fondata su situazioni giuridiche non prospettate in primo grado ed in particolare su un fatto giuridico costitutivo del diritto originariamente vantato, radicalmente diverso, sicché risulti inserito nel processo un nuovo tema d'indagine situazione questa che si verifica anche quando i fatti posti a fondamento del diritto originariamente azionato erano già stati esposti nell'atto di citazione, ma al mero scopo di descrivere e inquadrare altre circostanze, per poi riproporli in appello per la prima volta con una differente portata, a sostegno di una nuova pretesa, determinando in tal modo l'introduzione di un nuovo tema di indagine e di decisione. (M.Pis.)
Impugnazioni civili - Appello - Reiterazione delle domande ed eccezioni non accolte in primo grado - Generico richiamo - Insufficienza. (Cpc, articoli 343 e 346)
In materia di procedimento civile, in mancanza di una norma specifica sulla forma nella quale l'appellante che voglia evitare la presunzione di rinuncia ex articolo 346 del Cp.c. deve reiterare le domande e le eccezioni non accolte in primo grado, queste possono essere riproposte in qualsiasi forma idonea ad evidenziare la volontà di riaprire la discussione e sollecitare la decisione su di esse; tuttavia, pur se libera da forme, la riproposizione deve essere fatta in modo specifico, non essendo al riguardo sufficiente un generico richiamo alle difese svolte ed alle conclusioni prese davanti al primo giudice. (M.Pis)
MUTUO
Contratto - Natura reale - Traditio realizzabile anche mediante consegna di un assegno - Sussiste. (Cc, articoli 1208, 1209, 1210, 2697e 2932)
Il mutuo è contratto di natura reale che si perfeziona con la consegna della cosa mutuata ovvero con il conseguimento della disponibilità giuridica della cosa; ne consegue che la "tradito rei" può essere realizzata attraverso la consegna dell'assegno (nella specie, circolare interno, intestato alla parte e con clausola di intrasferibilità) alla parte mutuataria, che abbia dichiarato di accettarlo "come denaro contante", rilasciandone quietanza a saldo. (M.Pis.)
NAVIGAZIONE
Marittima - Responsabilità civile - Navigazione da diporto - Applicazione dell'articolo 2054 del codice civile - Onere della prova. (Cc, articolo 2054)
Il carattere speciale della normativa sulla navigazione da diporto rispetto al codice della navigazione comporta che le norme generali di quest'ultimo trovino spazio residuale solo per gli aspetti e le materie non disciplinate dalla prima, sicché, ai fini dell'accertamento della responsabilità verso terzi, si applica l'articolo 40 del Dlgs 171/2005 in base al quale, per espresso rinvio all'articolo 2054 del codice civile, è il conducente di natanti e imbarcazioni da diporto il responsabile dei danni verso terzi, compreso il trasportato, se non prova di avere fatto tutto il possibile per evitarli. (M.Pis.)
OBBLIGAZIONI
Accollo - Differenza tra accollo interno ed esterno - Disciplina codicistica del secondo - Contratto a favore del terzo. (Cc, articoli 1273, 1326, 1655 e 2222)
In tema di modificazione del lato soggettivo dell'obbligazione, l'accollo cosiddetto semplice o interno, non previsto dal codice civile, si distingue dall'accollo c.d. esterno, previsto viceversa dall'articolo 1273 del codice civile, poiché il primo non attribuisce alcun diritto al creditore e non modifica i soggetti dell'originaria obbligazione, a differenza del secondo, che configura un contratto a favore del terzo, con la conseguenza che nell'accollo interno il terzo accollante assume obbligazioni e risponde del relativo adempimento nei confronti del solo accollato e non anche nei confronti del creditore accollatario, che resta del tutto estraneo all'accordo anche quando vi aderisca, derivando da tale adesione il solo effetto di rendere irrevocabile la relativa stipulazione senza assumere carattere necessario ai fini della modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio. (M.Pis.)
Transazione - Presupposti - In presenza di un unico rapporto - Estensione ad altre questioni estranee all'accordo - Esclusione. (Cc, articoli 1325 nn. 1 e 3, 1362, 1366, 1367, 1369, 1346 e 1418)
In tema di transazione, qualora, rispetto ad un medesimo rapporto, siano sorte o possano sorgere tra le parti più liti, in relazione a numerose questioni tra loro controverse, l'avere dichiarato, nello stipulare una transazione, di non aver più nulla a pretendere in dipendenza del rapporto, non implica necessariamente che la transazione in vesta tutte le controversie potenziali o attuali, dal momento che, a norma dell'articolo 1364 del codice civile, le espressioni usate nel contratto, per quanto generali, riguardano soltanto gli oggetti sui quali le parti si sono proposte di statuire: ne consegue che, se il negozio transattivo concerne soltanto alcune delle stesse, esso non si estende, malgrado l'ampiezza dell'espressione adoperata, a quelle rimaste estranee all'accordo, il cui oggetto va determinato attraverso una valutazione di tutti gli elementi di fatto, con apprezzamento che sfugge al controllo di legittimità qualora sorretto da congrua motivazione. (M.Pis.)
PRIVACY
Trattamento dati personali - Attività suddivisa in due fasi - Fase sanzionatoria e fase investigativa - Termine di 120 giorni - Decorrenza. (Legge 241/90, articolo 2; Dlgs 196/03, articolo 166)
In tema di trattamento dei dati personali, la complessiva attività procedimentale dell'Autorità Garante per la protezione di questi ultimi, finalizzata all'accertamento di violazioni ed alla irrogazione delle corrispondenti sanzioni, consta di due fasi - una sanzionatoria in senso stretto ed una, precedente, investigativa o preistruttoria - logicamente e cronologicamente distinte. Il termine, da considerarsi perentorio, di centoventi giorni previsto al punto 2 dell'allegato "B" del Regolamento del Garante n. 2/2019 si riferisce esclusivamente alla fase sanzionatoria in senso stretto e decorre dalla conclusione della fase preistruttoria che culmina con l'effettivo accertamento delle violazioni ascritte al trasgressore e la notifica della contestazione. (M.Pis.)


