Professione e Mercato

Il trust: strumento di protezione patrimoniale nello scenario pandemico

di Andrea Baroni*, Alessandra Pennuto*

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Tratto da Plusplus24 e Smart24

In breve

Il trust consente di redigere piani programmatici di lungo periodo, adattandosi alle necessità emergenti e contrastando una serie di rischi come la compromissione e svalutazione dei beni di proprietà, nonché la possibile perdita di fonti di reddito


Prima della pandemia, la pianificazione patrimoniale era spesso considerata dalle famiglie un'attività non prioritaria. Tuttavia, con il crescente clima di incertezza causato dal protrarsi dell'emergenza Covid-19 si è affermata, anche tra le fasce demografiche più giovani, l'urgenza di adottare soluzioni che consentano di non essere colti impreparati di fronte a scenari eccezionali.

Nell'ultimo anno, un segnale di maggiore consapevolezza è giunto dall'incremento a livello internazionale di testamenti (in alcune giurisdizioni quali USA, UK e Brasile, aumentati di oltre il 70%) e donazioni, quest'ultime riguardanti anche solo la nuda proprietà di immobili e di aziende, consentendo così al donante di mantenere il godimento.

Tali soluzioni tuttavia non offrono strumenti a supporto della continuità gestionale, validi sia che si avverino le peggiori previsioni o che permanga lo status quo e dunque la necessità di poter controllare il modo in cui il patrimonio è amministrato. Il trust, al contrario, possiede queste caratteristiche e consente di redigere piani programmatici di lungo periodo, adattandosi alle necessità emergenti e contrastando una serie di rischi imprevedibili come quelli posti per esempio dalla pandemia.

Tra questi rischi vi è la compromissione e svalutazione dei beni di proprietà, nonché la possibile perdita di fonti di reddito. Per le aziende rileva inoltre il tema della discontinuità operativa e quello della governance, causata appunto dall'assenza non pianificata dell'imprenditore.

A completare il quadro, ulteriori fattori di rischio quali l'instabilità dei mercati e l'assenza di piani di salvataggio a garanzia del mantenimento del controllo potrebbero innescare meccanismi irreversibili di dispersione del patrimonio.

Di fronte ad una serie così ampia di circostanze imprevedibili, le soluzioni standardizzate raramente rappresentano una strategia di protezione efficace. E' dunque opportuno effettuare una serie di valutazioni preventive insieme al professionista di fiducia, individuando gli obiettivi di medio e lungo periodo, quali ad esempio la tutela del patrimonio familiare e dei figli minori, o la continuità operativa nell'impresa di famiglia.

In questo processo, particolare attenzione dovrà essere dedicata agli assetti familiari ed i rapporti tra i vari membri della famiglia, stimando le esigenze finanziarie future, con un occhio di riguardo per i bisogni dei soggetti più vulnerabili nel caso dovessero confrontarsi con eventi fortemente destabilizzanti.

Il trust in questo caso permette di adottare regole precise sulle modalità e tempi di destinazione del patrimonio ai beneficiari, prevenendo possibili liti familiari, anche attraverso la formalizzazione dei criteri di accesso ai ruoli strategici nell'attività di famiglia, e prevedendo eventuali meccanismi premiali per quei soggetti che proseguano nella propria formazione personale.

Lo strumento rappresenta quindi al contempo una cassaforte per le famiglie che permette di segregarne il patrimonio preservandone l'unitarietà, anche nel momento in cui il disponente fosse coinvolto in cause legali, divorzi o separazioni.

Tra le valutazioni preliminari dovrà rientrare anche la possibile presenza di debiti ed ipoteche e la probabilità di una crisi di liquidità nel caso non si riesca a farvi fronte. Inoltre, qualora si possegga un'attività produttiva o si ricopra il ruolo di amministratore, è fondamentale interrogarsi sui profili di responsabilità nel caso la società non sia in grado di soddisfare i propri creditori. Anche in questi scenari il trust dimostra di essere una soluzione omnicomprensiva rispetto alla moltitudine di problematiche elencate.

Può infatti fornire un'ampia gamma di soluzioni per l'imprenditore che si confronta con un momento di difficoltà, segregando il patrimonio familiare rispetto a possibili aggressioni da parte di creditori futuri.

Lo strumento potrà inoltre garantire la continuità operativa dell'impresa anche nel caso di un inaspettato passaggio generazionale, organizzando preventivamente gli assetti proprietari e le modalità di gestione dell'attività.

Un'analisi approfondita delle esigenze di protezione del patrimonio dovrà inoltre tenere conto delle tipicità delle diverse classi di beni, come immobili o beni collezionabili, i quali tramite il trust potrebbero essere meglio gestiti e valorizzati nel tempo.

Nel caso fossero già state adottate altre soluzioni di pianificazione patrimoniale, occorrerà invece verificarne l'adeguatezza, considerando in alternativa soluzioni di ottimizzazione fiscale o l'abbinamento di più strumenti di pianificazione patrimoniale.

Con riferimento a quest'ultimo caso, merita sottolineare come il trust si presti ad essere utilizzato non solo in parallelo ad altre strategie di pianificazione patrimoniale e successoria, gestendo solo una parte dei beni, ma anche in combinazione con altri strumenti quali il testamento, la polizza vita o la donazione, assicurando un profilo di continuità e controllo programmatico altrimenti assente.

Oltretutto, grazie agli obiettivi stabiliti preventivamente nell'atto di trust, lo strumento potrà assicurare una gestione dei beni razionale, con strategie conservative e una visione di lungo periodo.

Negli scenari di incertezza, il trustee avrà infatti il ruolo di garante delle finalità imposte dal disponente, proteggendo il patrimonio da decisioni legate all'emotività del momento quali bruschi disinvestimenti finanziari o immobiliari.

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*Capital Trustees AG

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