Nè i precedenti penali dell’immigrato nè l’accertamento infruttuoso della sua identità giustificano la terza proroga del trattenimento. Perché l’ulteriore periodo nel Cpr richiesto da questore sia legittimo l’Amministrazione deve dimostrare di aver fatto ogni ragionevole sforzo e che il protrarsi della procedura è imputabile alla mancata cooperazione sia dell’immigrato sia dei paesi terzi interessati.
La Cassazione (sentenza 27134/2026) non avalla la richiesta finalizzata a trattenere ancora 90 giorni...

