Nuova legge professionale, interventi correttivi sulla riforma Cartabia e impegno referendario, sono questi i principali temi affrontanti nella giornata di ieri nel corso dell’incontro tra una delegazione dell’Organismo congressuale forense composta dal coordinatore Fedele Moretti, dal Segretario Elisabetta Brusa e dal Tesoriere Antonino Distefano, e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, accompagnato dal Capo di Gabinetto Dott.ssa Giusi Bartolozzi.

Sulla riforma della professione forense, l’OCF – si legge in una nota - ha espresso la necessità di procedere con una ripresa celere dei lavori parlamentari. Un’esigenza, peraltro, già sollecitata dallo stesso Ministro Nordio nei recenti vertici di maggioranza, con l’obiettivo di giungere a un risultato tangibile prima dell’appuntamento referendario di fine marzo.

In merito all’esito dell’incontro, il Coordinatore dell’OCF Fedele Moretti ha dichiarato: “Il dialogo odierno con il Ministro Nordio ha permesso di riaffermare la centralità dell’Avvocatura. Per l’OCF resta prioritario e indifferibile lo sblocco dell’iter della legge professionale. Abbiamo inoltre ribadito al Ministro l’urgenza della rimodulazione della riforma Cartabia: servono interventi correttivi mirati per superare le criticità operative che professionisti e cittadini riscontrano quotidianamente. Su questi temi, così come sull’appuntamento referendario per la separazione delle carriere verso il quale confermiamo il nostro impegno, l’Avvocatura continuerà a offrire il proprio contributo critico e costruttivo.”

Proprio sul fronte del Referendum per la separazione delle carriere, l’OCF ha ribadito la propria linea: l’Avvocatura conferma l’impegno per il SÌ, quale passaggio verso una maggiore terzietà del giudice e l’equilibrio tra accusa e difesa, pilastri di un giusto processo.

Oltre ai nodi ordinamentali, la delegazione ha affrontato le criticità della magistratura onoraria, con la necessità di potenziare organici e strutture, e regolarizzare il personale amministrativo. Ampio spazio è stato dedicato alla situazione carceraria e alla tenuta della geografia giudiziaria, con l’obiettivo di scongiurare una giustizia “distante” dai bisogni dei cittadini e dai territori.

L’incontro, conclude il comunicato, si è concluso in un clima di forte sintonia istituzionale e reciproca volontà di collaborazione.

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