L'ANALISI DELLA DECISIONE
Il reato di maltrattamenti si configura qualora sia dimostrata la "sistematicità" di condotte violente e sopraffattrici, ancorché queste non realizzino l'unico registro comunicativo con il familiare, ben potendo tali condotte essere intervallate da condotte prive di tali connotazioni o dallo svolgimento di attività familiari, anche gratificanti per la persona offesa; né esclude il reato il temporaneo riavvicinamento della vittima al suo persecutore.

Il Tribunale di Trieste, con la sentenza in commento, si è occupato di un avvilente caso di lesioni personali, minacce e molteplici vessazioni psicologiche perpetrate da due genitori all'indirizzo del figlio convivente in ragione del di lui orientamento sessuale, nell'arco temporale complessivo di tre anni.
In particolare, l'ipotesi accusatoria qualificava i fatti come maltrattamenti in famiglia, lesioni personali volontarie e minacce; tale ultima fattispecie di reato era contestata ai coniugi anche...


