Il 18 settembre 2026, il Masaf ha adottato il decreto relativo alla concessione di contributi per la promozione del turismo enologico. Il provvedimento costituisce attuazione organica delle riforme approvate nell’ambito della politica agricola comune (PAC) a livello europeo attraverso il cosiddetto “Pacchetto vino”.
L’Enoturismo è per definizione l’insieme di tutte le attività formative, informative e ricreative finalizzate a promuovere la conoscenza del vino e delle produzioni vitivinicole del territorio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche.
Dal punto di vista giuridico, è riconosciuto come un’attività agricola connessa (ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile) esercitata dall’imprenditore agricolo, in forma singola o associata che svolga le attività propedeutiche di coltivazione della vite e produzione vinicola.
Le finalità direttive perseguite dall’intervento normativo sono volte a:
• incrementare la conoscenza e la reputazione dei vigneti e dei vini italiani sui mercati;
• promuovere l’associazione indissolubile tra l’eccellenza dei territori e la qualità delle produzioni enologiche;
• valorizzare i paesaggi viticoli, la cultura locale, le tradizioni dell’ospitalità e la sostenibilità delle produzioni di qualità.
La platea dei soggetti legittimati a presentare l’istanza per l’erogazione dei contributi comprende esclusivamente le forme aggregate della filiera: consorzi di tutela delle denominazioni d’origine e indicazioni geografiche, organizzazioni di produttori riconosciute, organizzazioni interprofessionali del comparto vitivinicolo.
Le risorse finanziarie messe a disposizione sono destinate a cofinanziare interventi e progetti promozionali da realizzarsi nelle regioni viticole di produzione, in relazione a campagne promozionali e pubblicitarie orientate a mettere in risalto gli elevati standard produttivi sotto il profilo della qualità, delle tradizioni, della sicurezza alimentare e della tutela ambientale; l’organizzazione di visite guidate alle cantine ed escursioni ricreative tra i vigneti; iniziative di presentazione diretta di vigneti, impianti aziendali, attrezzature tecniche e metodi di produzione tradizionali e innovativi, allestimento di eventi, fiere ed esposizioni promozionali finalizzati ad accrescere la reputazione turistica ed enologica delle zone viticole italiane.
Le domande per l’erogazione dei contributi (con scadenza al 30 ottobre di ogni anno, con la previsione di una scadenza più lunga per il periodo transitorio 2026/2027) devono essere trasmesse ad Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura, in veste di organismo pagatore competente), la quale definisce le modalità operative d’intesa con le singole regioni a mezzo di provvedimenti separati.
Il decreto neo emanato non è però il primo provvedimento in materia vitivinicola, che negli anni, complice un interesse sempre più crescente per il settore, ha necessitato una normativa razionalizzata che lo regolamentasse, indicando agli operatori delle modalità operative ben specifiche.
Uno dei primi interventi fa capo alla Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) con la quale si è colmato un vuoto normativo storico per il settore vitivinicolo, delineando le linee guida dell’offerta turistica legata alla filiera vitivinicola che è componente consistente del patrimonio culturale nazionale.
Ha fatto seguito poi l’emanazione di un regolamento in materia turistica da parte del dicastero agricolo: D. Legge del12 luglio 2018, n. 86 (convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2018, n. 97).
Tale provvedimento ha disposto il riordino delle attribuzioni ministeriali, trasferendo espressamente le competenze in materia di turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali riconducendo così sotto un’unica regia le filiere agroalimentari e la valorizzazione turistica dei territori rurali.
Successivamente, con il D.M. 12 marzo 2019 viene tracciato in maniera chiara un perimetro oggettivo e rigoroso per le attività enoturistiche, differenziando i servizi informativi, didattici e degustativi consentiti dalle attività di somministrazione strutturata, al fine di evitare sovrapposizioni con l’esercizio della ristorazione commerciale.
In particolare, si fa riferimento alla modalità di svolgimento delle visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda e alle strutture di cantina; delle visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell’attività vitivinicola ed enologica in genere; delle iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell’ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; delle attività di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali (DOP e IGP locali), anche in abbinamento ad alimenti.
Il Decreto sancisce in maniera inequivocabile che l’abbinamento di prodotti alimentari durante la degustazione dei vini aziendali sia consentito esclusivamente con prodotti agro-alimentari freddi preparati dall’azienda stessa (sia manipolati che trasformati), pronti per il consumo e nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari vigenti; e che gli alimenti offerti in abbinamento devono essere prevalentemente legati alle produzioni locali e tipiche della Regione in cui si svolge l’attività e dunque coerenti con l’offerta vinicola.
La previsione ha un fine preciso, evitare che la somministrazione si sovrapponga alle attività di ristorazione, penalizzando entrambi i settori
Il Decreto fissa inoltre, con l’obiettivo di incentivare le visite, i requisiti e gli standard minimi di servizio che le aziende agricole sono tenute a garantire per assicurare un livello di accoglienza elevato e uniforme sull’intero territorio nazionale:
• Apertura settimanale o stagionale per un minimo di 3 giorni a settimana, con facoltà di includere le domeniche, i giorni prefestivi e i festivi;
• Adozione di strumenti per la prenotazione delle visite e quindi presenza di un sito web o pagina web aziendale dal quale l’utente possa selezionare la tipologia di visita acquistando il biglietto per l’accesso all’esperienza;
• Affissione di un cartello all’ingresso dell’azienda recante le informazioni sull’accoglienza enoturistica, gli orari di apertura, le tipologie di servizio offerto e le lingue parlate; idonea indicazione dei parcheggi in azienda o nelle immediate vicinanze;
• Disponibilità di materiale informativo redatto in almeno 3 lingue, compreso l’italiano; esposizione e distribuzione di materiale promozionale sulla zona di produzione, sulle denominazioni d’origine (DOP, IGP) sia vitivinicole che agroalimentari, e sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche locali.
• Allestimento di ambienti specificamente dedicati ed adeguatamente attrezzati per l’accoglienza turistica e per l’effettivo svolgimento delle attività enoturistiche autorizzate.
Sotto il profilo della somministrazione e dell’organizzazione delle risorse umane, la norma prescrive specifici requisiti tecnici e di competenza degli operatori, prevedendo che le degustazioni debbano essere eseguite esclusivamente utilizzando calici in vetro o in altro materiale idoneo a non alterare le proprietà organolettiche del prodotto, consentendo così un pieno apprezzamento di ciò che si degusta. Inoltre, gli addetti alle attività di degustazione e commercializzazione (tassativamente il titolare dell’azienda, dipendenti della stessa o collaboratori esterni) devono possedere adeguate competenze e una formazione specifica che comprenda la conoscenza dettagliata delle caratteristiche del territorio.
Per tutti gli operatori che vogliano avviare l’attività enoturistica, l’autorizzazione è subordinata alla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presso il Comune territorialmente competente, tramite lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP). Qualora un’azienda voglia anche avvalersi di percorsi formativi per il personale, viene prevista l’attivazione di corsi tecnico pratici tramite le organizzazioni maggiormente rappresentative del settore e gli organismi preposti.

