APPALTI
VERIFICA DI ANOMALIA
Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Offerta - Verifica di anomalia - Attività valutativa della commissione.
L'attività valutativa della Commissione di gara in ordine alla verifica dell'anomalia, così come sulla valutazione delle offerte, rientra nell'ampia discrezionalità tecnica riconosciuta a tale organo: le censure che attingono il merito di tale valutazione (opinabile) sono inammissibili, perché sollecitano il giudice amministrativo ad esercitare un sindacato sostitutivo, al di fuori dei tassativi casi sanciti dall'art. 134 c.p.a., fatto salvo il limite della abnormità della scelta tecnica.
APPALTI
PROCEDURE DI AFFIDAMENTO
Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Offerte tecniche - Valutazione - Esercizio di discrezionalità tecnica - Sindacato - Cons. St., sez. V, 18 marzo 2019, n. 1748.
La valutazione delle offerte tecniche, effettuata dalla Commissione attraverso l'espressione di giudizi e l'attribuzione di punteggi, a fronte dei criteri valutativi previsti dal bando di gara, costituisce apprezzamento connotato da chiara discrezionalità tecnica sì da rendere detta valutazione non sindacabile salvo che sia affetta da manifesta illogicità.
APPALTI
VERIFICHE DI ANOMALIA
Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Offerta - Verifiche di anomalia - Finalità - Valutazioni della stazione appaltante- Consiglio di Stato, sez. III, 16 settembre 2024, n. 7582.
La verifica dell'anomalia è finalizzata all'esame dell'attendibilità e della serietà dell'offerta, oltre che all'accertamento dell'effettiva possibilità dell'impresa di eseguire correttamente l'appalto alle condizioni proposte. La relativa valutazione della stazione appaltante ha natura globale e sintetica e costituisce espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale riservato all'Amministrazione che, come tale, è insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che la manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza dell'operato, renda palese l'inattendibilità complessiva dell'offerta, aspetti che nella specie non si rinvengono.
ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI
ACCESSO AGLI ATTI
Trasparenza amministrativa - Accesso agli atti - Accesso difensivo - Art. 24, comma 7, della l. n. 241 del 1990.
In materia di accesso difensivo ai sensi dell'art. 24, comma 7, della l. n. 241 del 1990 si deve escludere che sia sufficiente nell'istanza di accesso un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie e difensive, siano esse riferite a un processo già pendente oppure ancora instaurando, poiché l'ostensione del documento richiesto passa attraverso un rigoroso, motivato, vaglio sul nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale che l'istante intende curare o tutelare.
CONCORSI PUBBLICI
BANDO DI CONCORSO
Concorsi pubblici - Bando - Clausole - Procedimento ermeneutico - Funzione integrativa – Esclusione.
Le clausole del bando di concorso per l'accesso al pubblico impiego non possono essere assoggettate a procedimento ermeneutico in funzione integrativa, diretto ad evidenziare in esse pretesi significati impliciti o inespressi, dovendo, invece, essere interpretate secondo il significato immediatamente evincibile dal tenore letterale delle parole e dalla loro connessione.
CONCORSI PUBBLICI
BANDO DI CONCORSO
Concorsi pubblici - Procedura - Bando di gara - Lex specialis - Principi dell'affidamento e di tutela della parità di trattamento.
Il bando è da considerare lex specialis del concorso in forza dei principi dell'affidamento e di tutela della parità di trattamento tra i concorrenti che sarebbe pregiudicata ove si consentisse la modifica delle regole di gara cristallizzate nella lex specialis medesima, sia del più generale principio che vieta la disapplicazione del bando quale atto con cui l'amministrazione si è originariamente autovincolata nell'esercizio delle potestà connesse alla conduzione della procedura selettiva.
DEMANIO E PATRIMONIO
BENI PUBBLICI
Beni pubblici - Strade - Uso pubblico - Elementi caratterizzanti - Individuazione - Necessaria susssistenza.
L'uso pubblico di una strada è determinato alla sussistenza di tre concorrenti elementi, costituiti: dall'esercizio del passaggio e del transito jure servitutis publicae da parte di una moltitudine indistinta di persone, qualificate dall'appartenenza ad un ambito territoriale; dalla concreta idoneità della strada a soddisfare, anche per il collegamento con la via pubblica, le esigenze di carattere generale e pubblico; da un titolo valido a sorreggere l'affermazione del diritto di uso pubblico, il quale può identificarsi nella protrazione dell'uso da tempo immemorabile (comportamento della collettività contrassegnato dalla convinzione di esercitare il diritto d'uso della strada).
DEMANIO E PATRIMONIO
BENI DEMANIALI
Beni pubblici - Demanio - Concessione di beni pubblici - Controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi - Art. 133, comma 1, lett. b), cod. proc. amm.
In base all'art. 133, comma 1, lett. b), cod. proc. amm. la materia delle concessioni di beni pubblici è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, con l'eccezione (per quanto qui di interesse) delle controversie "concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi". La giurisprudenza circoscrive questo circoscritto ambito di giurisdizione ordinaria alle controversie di carattere meramente patrimoniale, non attinenti a profili di interesse pubblico inerenti alla concessione e all'uso speciale del bene con essa assentito al privato, ed in cui nemmeno nella determinazione del canone dovuto all'autorità concedente vengano in rilievo questioni di carattere discrezionale riservati a quest'ultima. In base al descritto indirizzo sono pertanto devolute alla giurisdizione ordinaria le sole controversie vertenti sul rapporto paritetico di credito-debito inerente al rapporto concessorio, ed in cui la determinazione del canone sia oggetto di un'attività di pura ricognizione ed applicazione delle relative norme regolatrici.
EDILIZIA E URBANISTICA <a id="" target="" classplaceholder="classi-link-interno" href="#U42246640034ESl">GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA</a>
CONCESSIONE EDILIZIA
Diritto urbanistico - Edilizia - Cambio di destinazione d'uso - Categorie edilizie funzionalmente autonome - Modificazione incidente sul carico urbanistico - Permesso di costruire.
Il cambio di destinazione d'uso di cui all'art. 23 ter, comma 1, D.P.R. n. 280/2001, ha tendenzialmente una giuridica apprezzabilità e, come tale, non può essere liberamente eseguito previa Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA), ma deve essere assentito mediante permesso di costruire. Il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente rilevante, infatti, assentibile solo mediante permesso di costruire, in presenza o meno di opere edilizie, è quello tra categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico ed influisce, in via conseguenziale e automatica, sul carico urbanistico senza necessità di ulteriori accertamenti in concreto.
EDILIZIA E URBANISTICA
ABUSI EDILIZI
Interventi edilizi - Abusi edilizi - Ordine di demolizione - Presupposti di legittimità - Individuazione.
Ai fini della legittimità dell'ordine di demolizione, è irrilevante la pendenza di un sequestro considerando che tale misura cautelare reale non costituisce neanche astrattamente un impedimento assoluto all'ottemperanza doverosa dell'ordine notificato al proprietario e/o responsabile di un abuso edilizio, in ragione della possibilità, per il medesimo destinatario, di ottenere il dissequestro temporaneo del bene ai sensi dell'art. 85 disposizione di attuazione del codice di procedura penale.
EDILIZIA E URBANISTICA
ABUSI EDILIZI
Interventi edilizi - Abusi edilizi - Lottizzazione abusiva - Accertamento - Acquisizione gratuita al patrimonio comunale - Presentazione istanza di condono - Non è preclusa - Cons. Stato, sez. II, 14 giugno 2021, n. 4627.
L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale non preclude la presentazione dell'istanza di condono e la stessa sanatoria edilizia, laddove, prima della presentazione della domanda di definizione degli illeciti edilizi, non vi sia stata destinazione dell'immobile a fini pubblici.
EDILIZIA E URBANISTICA
ABUSI EDILIZI
Abusi edilizi - Confisca - Art. 31 comma 3 del D.P.R. 380/2001 - Accertamento degli esatti confini del provvedimento di confisca - Competenza - Giurisdizione.
Spetta al giudice penale (nel corso del procedimento principale per l'applicazione di una misura di prevenzione o, nel caso di opposizione di un terzo, in un successivo incidente di esecuzione) l'accertamento degli esatti confini del provvedimento di confisca e della eventuale estraneità del terzo in buona fede; dal che consegue che la cognizione del giudice amministrativo è limitata all'ordinanza di sgombero e non può certo estendersi alla disamina dei vizi della confisca, sicché in nessun caso i vizi del sequestro e della successiva confisca possono ripercuotersi sulla validità dell'ordinanza di rilascio dell'immobile ed essere conosciuti in sede di cognizione di quest'ultima.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA
Processo amministrativo - Esecuzione di giudicato - Ottemperanza - Penalità di mora - Art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. - Quantificazione.
La penalità di mora di cui all'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. deve essere quantificata in misura pari agli interessi legali su quanto complessivamente risultante dal giudicato, assumendo - da un lato - quale dies a quo il giorno della comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento disposto nella presente sentenza di ottemperanza e - dall'altro lato - quale dies ad quem il giorno dell'effettivo adempimento al giudicato di che trattasi da parte della Amministrazione resistente o, in mancanza dell'adempimento, il giorno di scadenza del termine concesso nella presente sentenza di ottemperanza (sessanta giorni) alla Amministrazione resistente per adempiere, dovendosi ritenere, a tal punto, onere della parte interessata attivarsi per l'insediamento del Commissario ad acta.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA
Processo amministrativo - Esecuzione di giudicato - Ottemperanza - Somme riconoscibili e non - Individuazione - Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 25 giugno 2014, n. 15.
Nel giudizio di ottemperanza, le ulteriori somme richieste in relazione a spese diritti e onorari successivi alla sentenza sono dovute solo in relazione alla pubblicazione, all'esame ed alla notifica del medesimo, nonché alle spese relative ad atti accessori aventi titolo nello stesso provvedimento giudiziale; non sono dovute, invece, le eventuali spese non funzionali all'introduzione del giudizio di ottemperanza, quali quelle di precetto (che riguardano il procedimento di esecuzione forzata disciplinato dagli artt. 474 ss., c.p.c.), o quelle relative a procedure esecutive risultate non satisfattive, poiché, come indicato, l'uso di strumenti di esecuzione diversi dall'ottemperanza al giudicato è imputabile alla libera scelta del creditore.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
RICORSO AMMINISTRATIVO
Processo amministrativo - Indennizzo ex art. 14, co. 1, del TICA - Annullamento Delibera ARERA - Impugnazioni straordinarie - Revocazione - Errore di fatto revocatorio - Caratteristiche.
L'errore di fatto revocatorio si configura, quindi, come un abbaglio dei sensi, per effetto del quale si determina un contrasto tra due diverse proiezioni dello stesso oggetto, l'una emergente dalla sentenza e l'altra risultante dagli atti e documenti di causa; esso può essere apprezzato solo quando risulti da atti o documenti ritualmente acquisiti agli atti del giudizio, con esclusione, quindi, delle produzioni inammissibili.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
PROVA PER PRESUNZIONI
Processo amministrativo - Azione di risarcimento danni - Onere della prova - Presunzioni semplici - Ricorso - Presupposti legittimanti.
Attraverso il ricorso alle presunzioni il giudice può sopperire alla carenza di prova, ma non anche al mancato esercizio dell'onere di allegazione, concernente sia l'oggetto della domanda (o dell'eccezione) che le circostanze in fatto su cui la stessa si fonda. È evidente, infatti, che trattandosi di un pregiudizio relativo ad un bene immateriale, la prova per presunzioni è non solo ammissibile, ma è invero la prova principale.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
ORDINANZE ISTRUTTORIE
Processo amministrativo - Istruttoria - Ordinanze istruttorie - Appellabilità - Esclusione - Artt. 177 cpc e 39 cpa.
Le ordinanze istruttorie, rilevando solo all'interno del giudizio, non sono appellabili in quanto non possono mai pregiudicare la decisione della causa e, di regola, possono essere modificate o revocate dal giudice che le ha pronunciate.
SCUOLA E ISTRUZIONE
DIRITTO ALL'ISTRUZIONE
Minori - Disabilità - Sostegno scolastico - Assegnazione delle ore - PEI - Situazione di gravità.
Il sostegno all'alunno in condizione di grave disabilità, quindi, deve essere sempre garantito nella misura occorrente a permettergli di realizzare il proprio diritto all'istruzione e all'integrazione scolastica, e può quindi ben giungere, nelle situazioni di gravità, anche sino alla copertura integrale del tempo - scuola, senza che possano nemmeno essere addotte, in senso contrario, esigenze organizzative o di contenimento della spesa pubblica.


