AMBIENTE E TERRITORIO

RIFIUTI

Rifiuti - Attività di rigenerazione di oli usati - Provvedimento di autorizzazione - CONOU - Legittimazione ad agire - Sussistenza - Situazioni giuridiche soggettive proprie tutelabili in giudizio - Art. 236, c. 12 d.lgs. n. 152/2006.

Sussiste la legittimazione ad agire del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati con riguardo all'impugnazione di un provvedimento di autorizzazione ad espletare un'attività di rigenerazione di oli usati secondo un processo ritenuto illegittimo dal Consorzio stesso perché non conforme alle BREF e privo di sperimentazione. La legge riconosce infatti in capo al CONOU situazioni giuridiche soggettive proprie relative al complessivo trattamento di oli usati, tutelabili in giudizio ove risultino lese da atti o provvedimenti illegittimi (art. 236, comma 12, cod. ambiente).

AMBIENTE E TERRITORIO

GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI

Rifiuti - Gestione integrata - Piano regionale - Sistema delle competenze - L.r. Puglia n. 36/2009 - Fattispecie - Il sistema delle competenze delineato dalla l.r. Puglia 31 dicembre 2009 n. 36.

Prevede che sono di competenza del Consiglio "la predisposizione, l'adozione e l'aggiornamento" del Piano regionale per la gestione integrata dei rifiuti nel suo complesso, mentre sono di competenza della sola Giunta per le "variazioni tecniche" del Piano. Come criterio interpretativo, nella Regione Puglia bisogna poi tener presente la norma generale dell'art. 44, comma 4, lettera e), dello statuto per cui la competenza della Giunta regionale è residuale, ovvero copre tutte le materie non espressamente devolute alla competenza del Consiglio (nella specie, la Giunta regionale della Puglia, prendendo atto della rinuncia del Comune ad ospitare un impianto integrato anaerobico/aerobico per il trattamento e recupero della FORSU sul proprio territorio, aveva rimosso dalla programmazione regionale la relativa localizzazione).

APPALTI

PROCEDURE DI AFFIDAMENTO

Appalti pubblici - Servizi - Procedure di affidamento - Gara - Aggiudicazione a corpo - Corrispettivo - Determinazione - Cons. Stato, sez. V, 3 settembre 2018, n. 5161.

Nelle gare di appalto da aggiudicare a "corpo" il corrispettivo è determinato in una somma fissa ed invariabile derivante dal ribasso offerto sull'importo a base d'asta; ed elemento essenziale della proposta economica è il solo importo finale offerto, mentre i prezzi unitari indicati nell'elenco prezzi, tratti dai listini ufficiali, hanno un valore meramente indicativo delle voci di costo che hanno concorso a formare l'importo finale: ne consegue che le indicazioni contenute nell'elenco prezzi sono destinate a restare fuori dal contenuto essenziale dell'offerta e quindi del contratto da stipulare, non assumendo rilevanza neppure ai fini della valutazione di anomalia, e in definitiva, poiché la somma complessiva dell'offerta copre l'esecuzione di tutte le prestazioni contrattuali, l'elenco prezzi risulta irrilevante.

APPALTI

OFFERTA TECNICA

Appalti pubblici - Servizi - Procedure di affidamento - Gara - Valutazione delle offerte - Esercizio di discrezionalità tecnica.

La valutazione delle offerte tecniche costituisce espressione di ampia discrezionalità, con conseguente insindacabilità nel merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla commissione, ove non inficiati da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta.

APPALTI

UNICITÀ DELL'OFFERTA

Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Offerta - Proposte migliorative - Precisazioni e integrazioni - Presupposti di ammissibilità - Fattispecie - Cons. Stato, V, 22 maggio 2024, n. 4537.

Possono essere considerate proposte migliorative le precisazioni e integrazioni finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza però alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste; non sono invece ammesse tutte le varianti progettuali che, traducendosi in una diversa ideazione dell'oggetto del contratto, alternativa rispetto al disegno progettuale originario, diano luogo ad uno stravolgimento di quest'ultimo; in tale ottica è da ritenere che il vero attentato al principio dell'unicità dell'offerta si verifica nelle ipotesi di più offerte, o di più proposte nell'ambito della medesima offerta, formulate in via alternativa o subordinata, in modo tale che la scelta ricadente su di una di esse escluda necessariamente la praticabilità delle altre, poiché solo in queste ipotesi il concorrente è effettivamente avvantaggiato rispetto agli altri dalla offerta plurima, potendo contare su un più ampio ventaglio di soluzioni in grado di soddisfare le esigenze della stazione appaltante (Cons. Stato, V, 22 maggio 2024, n. 4537).

APPALTI

ANOMALIA DELL'OFFERTA

Appalti pubblici - Art. 110 codice dei contratti pubblici - Disciplina dell'anomalia dell'offerta - Individuazione del sistema di anomalia - Discrezionalità della stazione appaltante - Esclusione di riferimenti ad una soglia di anomalia predeterminata - Coerenza con il divieto del gold plating.

La nuova disciplina dell'anomalia dell'offerta introdotta dall'articolo 110 del Codice dei contratti pubblici, a differenza della previgente contenuta nell'articolo 97, comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ha rimesso alla discrezionalità delle stesse l'individuazione del sistema di anomalia delle offerte, anche al fine di valorizzare la specificità di ciascun appalto. Inoltre, la scelta di espungere dalla norma ogni riferimento ad una soglia di anomalia dell'offerta predeterminata si rivela coerente con il c.d. divieto di gold plating, ossia con il divieto, per gli Stati Membri, di prevedere un livello di regolazione superiore a quello minimo richiesto dalle direttive europee per la tutela della concorrenza (Corte Costituzionale, 5 maggio 2020, n. 100). L'articolo 69 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici non prevede, infatti, l'obbligo per gli Stati Membri di predeterminare le soglie per effettuare la verifica di anomalia delle offerte.

AMBIENTE E TERRITORIO

RIFIUTI

Rifiuti - Impianto di produzione di biogas da pollina - Ciclo produttivo - Digestato da destinare allo spandimento agronomico - Disponibilità di terreni agricoli insufficiente a sostenere il ciclo produttivo - Disposizioni regionali sulla utilizzazione agronomica del digestato nelle aree vulnerabili ai nitrati - Autorizzazione unica - Illegittimità - Verifica ex ante della sostenibilità del ciclo produttivo.

È illegittima l'autorizzazione unica rilasciata per un impianto di produzione di biogas da pollina quando il ciclo produttivo preveda ingenti quantitativi di digestato da destinare allo spandimento agronomico, qualora tale autorizzazione si fondi su una presunta disponibilità di terreni agricoli che risulta in realtà insufficiente a sostenere il ciclo produttivo nel rispetto delle prescrizioni regionali in materia di produzione e utilizzazione agronomica del digestato nelle aree vulnerabili ai nitrati (D.G.R.V. n. 813 del 22 giugno 2021 e s.m.i. e D.M. 25 febbraio 2016). L'Amministrazione deve verificare ex ante la reale sostenibilità del ciclo produttivo e la chiusura della filiera del digestato, restando esclusa la possibilità di affidarsi ad una prescrizione che ex post abbia l'effetto di rendere il progetto sostanzialmente sostenibile.

DEMANIO E PATRIMONIO

CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA

Demanio - Concessione demaniale marittima - Rifiuti pericolosi - Deposito temporaneo - Autorizzazioni - L. n. 84/94 - D. Lgs. n. 182/2003 - Attività di vigilanza - Regolamento (UE) 2017/352 - Accoglimento.

L'Autorità di Sistema Portuale ha facoltà, avuto riguardo alla specifica situazione del porto che è chiamata a gestire, di prevedere che l'attività di raccolta dei rifiuti dalle navi, così come intesa dal regolamento europeo, possa essere svolta in regime di libera partecipazione dagli operatori economici interessati, tenuti, pertanto, soltanto alla loro registrazione nel registro ex art. 68, cod. nav., al fine di consentire all'Amministrazione portuale l'esercizio delle adeguati azioni di vigilanza e controllo, oltre che di verifica del possesso dei requisiti prescritti per lo svolgimento dell'attività in parola.

EDILIZIA E URBANISTICA

CONVENZIONI URBANISTICHE

Interventi edilizi - Convenzione urbanistica - Natura - Finalità - Individuazione - Cass. civ., Sez. I, 17 aprile 2013, n. 9314.

Le convenzioni urbanistiche, infatti, sono accordi ad oggetto pubblico con i quali l'Amministrazione realizza esclusivamente finalità istituzionali. Ne deriva che, poiché i diritti e gli obblighi ivi previsti sono strumentali a dette finalità, anche la convenzione urbanistica non ha una "specifica autonomia e natura di fonte negoziale del regolamento di contrapposti interessi delle parti stipulanti", bensì si configura come "accordo endoprocedimentale dal contenuto vincolante quale mezzo rivolto al fine di conseguire l'autorizzazione edilizia.

EDILIZIA E URBANISTICA

ABUSI EDILIZI

Edilizia - D.P.R. 380 del 2001 - Abusi - Ordine di demolizione - Vincolo paesaggistico - D.Lgs. n. 42 del 2004 - Inammissibile.

L'attività di repressione degli abusi edilizi, attraverso l'ordinanza di demolizione, avendo natura vincolata, non necessita della previa comunicazione di avvio del procedimento ai soggetti interessati, dovendo considerarsi che la partecipazione del privato al procedimento comunque non potrebbe determinare alcun esito diverso. Non ha rilievo, infatti, la circostanza che gli immobili erano stati acquistati da un terzo nello stato di fatto e diritto in cui si trovavano. I provvedimenti sanzionatori a contenuto ripristinatorio/demolitorio riferiti ad opere abusive hanno carattere reale con la conseguenza che la loro adozione prescinde dalla responsabilità del proprietario o dell'occupante l'immobile, applicandosi gli stessi anche a carico di chi non abbia commesso la violazione, ma si trovi al momento dell'irrogazione in un rapporto con la res tale da assicurare la restaurazione dell'ordine giuridico violato.

EDILIZIA E URBANISTICA

PERMESSO DI COSTRUIRE

Diritto urbanistico - Edilizia - Art. 10 bis, c. 1 l. n. 241/1990 - Preavviso di rigetto - Sospensione del termine di conclusione del procedimento - Applicabilità al procedimento di rilascio del permesso di costruire.

La legge n. 241 del 1990 prevede che la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza comporta la sospensione dei termini di conclusione dei procedimenti "che ricominciano a decorrere dieci giorni dopo la presentazione delle osservazioni o, in mancanza delle stesse, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo" (art. 10-bis, comma 1, terzo periodo), ossia dalla scadenza dei 10 giorni per la presentazione delle osservazioni decorrenti dalla comunicazione del c.d. preavviso di rigetto. Si tratta di una previsione di carattere generale, certamente compatibile ed applicabile anche al procedimento di rilascio del permesso di costruire ed alla relativa previsione della formazione del silenzio-assenso, in mancanza di una espressa deroga da parte del legislatore.

ENERGIA

FONTI RINNOVABILI

Diritto dell'energia - Sanzioni amministrative pecuniarie applicate in materia di attività di produzione di energia da FER - Giudice munito di giurisdizione - Conflitto negativo di giurisdizione.

È sollevato conflitto negativo di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, affinché quest'ultima individui in via definitiva il giudice munito di giurisdizione nella controversia attinente sanzioni amministrative pecuniarie applicate in materia di attività di produzione di energia da fonti rinnovabili.

IMMIGRAZIONE

PERMESSO DI SOGGIORNO

Permesso di soggiorno UE - Lungo periodo - D. Lgs. n. 286/1998 - Revoca - Motivi - Pericolosità sociale - Rigetto.

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non può essere fondata su un mero automatismo tra condanna penale e provvedimento sfavorevole, ma richiede una valutazione complessiva e motivata, idonea a dar conto delle ragioni per cui la condotta dell'interessato sia ritenuta indicativa di una minaccia per l'ordine pubblico.

IMMIGRAZIONE

TRADUZIONE DEGLI ATTI

Stranieri - Accesso al lavoro - Nulla osta - Provvedimento di revoca - Omessa traduzione nella lingua ufficiale del destinatario - Conseguenze.

La mancata traduzione del provvedimento in una lingua comprensibile allo straniero costituisce una mera irregolarità non suscettibile di determinare l'annullabilità dell'atto, consentendo esclusivamente l'eventuale rimessione in termini per errore scusabile. In altre parole, una simile evenienza (mancata traduzione degli atti in lingua conosciuta dal destinatario) non vizia l'atto stesso in quanto detto profilo attiene alla sua comunicazione e non alla sua legittimità. Può pertanto al più incidere sulla decorrenza del termine per la impugnazione, previa rigorosa dimostrazione di parte circa l'impossibilità di reagire tempestivamente al provvedimento ritenuto ingiusto, ma non comportare l'illegittimità dell'atto stesso.

MISURE DI PREVENZIONE

INTERDITTIVA ANTIMAFIA

Antimafia - White list - Diniego di iscrizione - Provvedimenti interdittivi - Sindacato - Tempus regit actum.

La legittimità dei provvedimenti interdittivi antimafia deve essere scrutinata alla stregua del canone del tempus regit actum, e quindi sulla base dello stato di fatto e di diritto sussistente al momento della loro adozione, restando tendenzialmente irrilevanti le vicende successive, fatta salva la facoltà per la parte interessata di avanzare, sulla base delle stesse sopravvenienze, una motivata istanza di riesame della misura interdittiva.

ESPROPRIAZIONI

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITÀ

Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione abusiva - Illecito spossessamento del privato – Conseguenze.

In materia di espropriazione per pubblica utilità, la necessità di interpretare il diritto interno in conformità con il principio enunciato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, secondo cui l'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma", comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.

ESPROPRIAZIONI

DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ

Espropriazione per pubblica utilità - Dichiarazione di pubblica utilità - Processo amministrativo - Legittimazione attiva - Risultanze del catasto e dei registri immobiliari - Prova - Natura presuntiva - Cons. Stato, Sez. II, 18/06/2021, n. 4715.

Le risultanze del catasto e dei registri immobiliari, pur non assurgendo a prova privilegiata, non sono del tutto sfornite di rilevanza, costituendo elementi presuntivi ai fini dell'accertamento della titolarità del diritto dominicale (...) al di fuori dell'ipotesi della rivendicazione, per la quale l'art. 948 c.c. prevede un regime probatorio rigoroso, la proprietà può essere dimostrata, come tutti i fatti, anche con presunzioni e, quindi, pure attraverso il ricorso alle risultanze catastali.

PUBBLICO IMPIEGO

CAUSA DI SERVIZIO

Pubblico impiego - Causa di servizio - Nesso di causalità - Onere probatorio - Rigetto.

Una normale attività di servizio non può essere considerata causa o concausa dell'insorgere di un'infermità a carico del dipendente, in assenza di comprovate situazioni di particolarità ed eccezionalità, tali da far presumere che, sull'insorgenza o aggravamento dell'infermità, si siano casualmente innestati, individuati, qualificati e rilevanti elementi riconducibili al servizio.

SANITÀ E BIOETICA

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Servizio sanitario nazionale - Prestazioni sanitarie - Programmazione sanitaria - Budget - Contratto per la regolamentazione delle prestazioni sanitarie - Art. 8-quinquies D.Lgs. n. 502 del 1992 - Natura.

Il contratto per la regolamentazione delle prestazioni sanitarie concluso ex art. 8 quinquies, D.Lgs. n. 502 del 1992, che, come affermato dalla Corte regolatrice della giurisdizione, è a tutti gli effetti un contratto di diritto privato che non concorre alla determinazione dell'azione autoritativa della P.A., bensì si pone a valle di essa recependo - quale contenuto vincolato - il budget fissato dagli atti amministrativi di programmazione.

Riproduzione riservata Ⓒ