AMBIENTE E TERRITORIO
Rifiuti pericolosi
Società - Settore chimico - Rifiuti pericolosi - Inquinamento - Responsabilità.
Posta l'estensione alla materia ambientale della nozione sostanzialistica di impresa, originariamente elaborata nel diritto europeo della concorrenza, in base alla quale l'impresa deve essere intesa come una unità economica e non giuridica, prescindendo, perciò, dai diversi soggetti di diritto che la compongono, le responsabilità ambientali devono essere allocate non solo in capo all'autore materiale della condotta inquinante (come la società operativa a cui è affidata la gestione di un sito industriale), ma, altresì, in capo ai soggetti (come le società controllanti) che, nel corso degli anni, hanno tratto un profitto dalle attività inquinanti, vuoi tramite la distribuzione di dividendi, vuoi grazie al risparmio di spesa ottenuto tramite la mancata adozione di adeguati presidi ambientali.
AMBIENTE E TERRITORIO
Acqua e inquinamento idrico
Acqua e inquinamento idrico - Art. 12, c. 2 d.lgs. n. 152/2006 - Pluralità di stabilimenti - Convogliamento dei reflui tramite condotta ad un soggetto terzo - Diversa ipotesi dello scarico ordinario in pubblica fognatura - Titolare dell'insediamento che produce i reflui.
L'art. 12, c. 2 del d.lgs. n. 152/2006 si riferisce alla fattispecie, in cui più stabilimenti, anziché scaricare ciascuno autonomamente, convoglino i reflui "tramite condotta" a un soggetto terzo che assume in modo unitario la funzione di gestore dello scarico terminale, oppure si organizzino in consorzio per effettuare in comune lo scarico. Nel caso invece di un ordinario scarico in pubblica fognatura l'autorizzazione deve essere rilasciata al titolare dell'insediamento che produce i reflui, così come previsto dalla prima parte del comma in esame ("L'autorizzazione è rilasciata al titolare dell'attività da cui origina lo scarico").
APPALTI
Procedure di affidamento
Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Commissione di gara - Componenti - Requisito di competenza collegiale.
Il requisito della competenza dell'organo collegiale può ritenersi concretamente soddisfatto allorché due dei suoi tre componenti siano portatori di una specifica competenza nel settore in cui il singolo appalto si riferisce ed il terzo membro vanti comunque una competenza tecnica generale in materia di pubbliche gare e la competenza tecnica dei commissari di gara non deve essere necessariamente desunta da uno specifico titolo di studio, potendo, invece, risultare anche da attività espletate e da incarichi svolti in precedenza.
ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI
Accesso agli atti
Trasparenza amministrativa - Accesso agli atti - Accesso difensivo - Art. 24, comma 7, della L. n. 241/1990 - Accoglimento - Presupposti.
In ipotesi di accesso difensivo ex art. 24, comma 7, della L. n. 241/1990, non basta che l'istanza di accesso contenga un generico riferimento a non meglio precisate esigenze probatorie e difensive, siano queste riferite a un processo già pendente oppure ancora instaurando, poiché "l'ostensione del documento richiesto passa attraverso un rigoroso, motivato vaglio sul nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione finale che l'istante intende curare o tutelare.
EDILIZIA E URBANISTICA
Impugnazione titolo edilizio
Interventi edilizi - Tipologia - Recupero sottotetto - Titolo edilizio - Impugnative - Termine - Decorrenza.
Il termine per impugnare decorre allora dalla conclusione dei lavori, fermo restando che è onere dell'amministrazione dimostrare quando parte ricorrente abbia avuto conoscenza del provvedimento.
EDILIZIA E URBANISTICA
Atti di pianificazione urbanistica
Strumenti urbanistici - Atti di pianificazione urbanistica - Istanze e osservazioni proposte dai cittadini e/o proprietari - Natura - Individuazione - Cons. Stato, Sez. IV, 19 gennaio 2026, n. 399.
Le istanze e osservazioni proposte dai cittadini e/o proprietari in riferimento agli atti di pianificazione urbanistica non costituiscono veri e propri rimedi giuridici, ma semplici apporti collaborativi e, pertanto, non danno luogo a peculiari aspettative, sicché il loro rigetto o il loro accoglimento, di regola, non richiede una motivazione analitica, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e confrontate con gli interessi generali sottesi allo strumento pianificatorio.
EDILIZIA E URBANISTICA
Abusi edilizi
Interventi edilizi - Abusi edilizi - Ordine di demolizione - Decorso del tempo tra la realizzazione dell'abuso e l'adozione dell'ordine di demolizione - Legittimo affidamento del privato - Non è configurabile.
Il decorso del tempo tra la realizzazione dell'abuso e l'adozione dell'ordine di demolizione non determina l'insorgenza di uno stato di legittimo affidamento tutelabile e non innesta in capo all'amministrazione uno specifico onere di motivazione rafforzata, in quanto non può ammettersi l'esistenza di alcun affidamento alla conservazione di una situazione di fatto abusiva che il tempo non può in alcun modo legittimare.
EDILIZIA E URBANISTICA
Opera precaria
Interventi edilizi - Opere precaria - Caratteristiche - Valutazione - Criterio funzionale - Cons. Stato, Sez. VII, 19 dicembre 2025, n. 10126.
Allo scopo di valutare il carattere precario di un'opera deve seguirsi il criterio funzionale, in virtù del quale è precario solo ciò che è destinato a soddisfare una esigenza temporanea, sicché un manufatto, anche se non stabilmente infisso al suolo, non beneficia di tale regime se soddisfa esigenze permanenti.
ESPROPRIAZIONI
Decreto di esproprio
Espropriazione per pubblica utilità - Decreto di esproprio - Asserita tardività - Giudizio impugnatorio - Necessità - Ragioni.
L'asserita tardività del decreto di esproprio deve essere fatta valere per mezzo di un giudizio impugnatorio, posto che, per consolidata giurisprudenza, il provvedimento espropriativo emanato oltre i termini di legge non è nullo o inefficace, ma semplicemente annullabile, con conseguente definitiva consolidazione dello stesso in caso di mancata impugnazione.
MISURE DI PREVENZIONE
Daspo
Misure di prevenzione - DASPO - Legge 13 dicembre 1989 n. 401 - Presupposti - Ordine pubblico e sicurezza - Accoglimento.
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, il DASPO disposto dal Questore ha natura cautelare e preventiva e si fonda su plurimi elementi fattuali gravi, precisi e concordanti, non necessariamente identificabili con fatti tipici di reato, i quali devono essere valutati, secondo un giudizio probabilistico fondato sul paradigma causale del "più probabile che non", in relazione al pericolo concreto per i beni della sicurezza pubblica e dell'ordine pubblico.
PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Giudizio di ottemperanza
Processo amministrativo - Esecuzione di giudicato - Ottemperanza - Giudice dell'ottemperanza - Competenza.
Al giudice dell'ottemperanza è precluso effettuare nuove valutazioni in fatto e in diritto su questioni che non sono state specificamente dedotte o trattate nel giudizio definito con la pronuncia del giudice civile da ottemperare, la cui cognizione, nel caso di perdurante contrasto fra le parti, spetta al giudice ordinario (Consiglio di Stato, Sez. IV, 15 maggio 2020, n. 3098).
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Responsabilità della Pa
Titoli di studio conseguiti all'estero - Istanza di riconoscimento diniego - Risarcimento danni - Direttiva 2005/36/CE - Rigetto.
Per stabilire la responsabilità civile per lesione di interesse legittimo da parte dell'amministrazione, è necessario considerare la chiarezza e il contenuto della regola violata. Se la regola è chiara, univoca e cogente, la violazione comporterà l'accertamento della colpa dell'amministrazione. Al contrario, se la regola è ambigua, equivoca o lascia un elevato grado di discrezionalità all'autorità pubblica, la colpa potrà essere riconosciuta solo se il potere è stato esercitato in modo palesemente contrario ai principi di imparzialità, correttezza, buona fede, proporzionalità e ragionevolezza. In tal caso, ogni altra violazione del diritto oggettivo sarà considerata come errore scusabile ai sensi dell'art. 5 del codice penale.
PUBBLICO IMPIEGO
Personale militare
Personale militare - Servizio - Scheda valutativa - Natura - Funzione - Individuazione - T.A.R. Lazio - Roma, Sez. II, 10 luglio 2012, n. 6229.
La scheda valutativa esprime sinteticamente le diverse qualità e capacità dell'interessato nel periodo di riferimento e si estrinseca in giudizi qualitativi sulle stesse, non occorrendo pertanto che l'eventuale valutazione negativa formulata nei confronti del militare sia sorretta da documentate contestazioni relative a violazioni dei doveri d'ufficio, oppure da specifici addebiti sul suo comportamento, bastando che la documentazione caratteristica indichi, in termini riassuntivi e logicamente coerenti, il rendimento in servizio dell'interessato.
PUBBLICO IMPIEGO
Trasferimento d'autorità
Pubblico impiego - Trasferimento d'autorità - Accertamento diritto soggettivo - Provvedimento di riordino - Trattamento economico - L. 86 del 2001 - Accoglimento.
Per trasferimento d'autorità deve intendersi quello disposto per perseguire in via prioritaria l'interesse dell'amministrazione e non per soddisfare le esigenze personali e familiari dell'interessato, con la precisazione che la natura autoritativa del trasferimento e la conseguente spettanza dell'indennità non viene meno quando l'amministrazione, in ragione di una programmata rimodulazione riduttiva della propria organizzazione territoriale, abbia invitato il militare ad esprimere il proprio gradimento per un'altra sede, giacché anche in questo caso assume valore decisivo la circostanza che il mutamento di sede origini da una scelta esclusiva dell'amministrazione che per la miglior cura dell'interesse pubblico decida di sopprimere un reparto o una sua articolazione obbligando inderogabilmente i militare di stanza a trasferirsi nella nuova sede, ubicata in altro luogo, ove prestare servizio.
PUBBLICO IMPIEGO
Personale militare
Personale militare - Ufficiali - Giudizio di avanzamento - Valutazioni ampiamente discrezionale - Controversie.
Il giudizio di avanzamento degli ufficiali, tanto più ai gradi apicali, è espressione di valutazioni ampiamente discrezionali e l'eventuale illegittimità del giudizio per eccesso di potere in senso relativo, pertanto, consegue soltanto al riscontro di una patente, insostenibile ed ingiustificabile discrasia nel metro di giudizio utilizzato da parte dell'amministrazione con riferimento alle posizioni dei vari scrutinandi; tale profilo non può riscontrarsi, da un lato, allorquando l'ufficiale pretermesso sia collocato in graduatoria ad una grande distanza dagli iscritti in quadro, dall'altro, esso non può essere indagato attraverso un sostanziale (o, comunque, surrettizio) "confronto a coppie" fra gli scrutinandi, tanto più ove unilateralmente individuati dal ricorrente nell'ambito di una ben più ampia platea di promossi, estrapolando singoli profili di pretesa prevalenza rispetto ai concorrenti prescelti.
SCUOLE E ISTRUZIONE /UNIVERSITÀ
Provvedimento di sospensione sine die
Università - Medicina e chirurgia - Immatricolazione - Anni successivi al primo - Provvedimento amministrativo - Sospensione sine die - Illegittimità - Ragioni - Consiglio di Stato, Sez. III, 2 febbraio 2021, n. 956.
Un provvedimento di sospensione sine die è illegittimo perché contrasta radicalmente con la finalità attributiva di tale potere. L'ordinamento riconosce alla pubblica amministrazione un generale potere di natura cautelare e durata temporanea, consistente nella sospensione degli effetti dell'atto amministrativo precedentemente adottato. Tuttavia, è necessaria l'indicazione di un termine che salvaguardi l'esigenza di certezza della posizione giuridica della parte, dovendosi per l'appunto scongiurare il rischio di una illegittima sospensione sine die. La sospensione sine die, infatti, oltre a contraddire i caratteri di provvisorietà e temporaneità propri del provvedimento, finirebbe per comportare un sostanziale ed implicito ritiro del provvedimento abilitativo, senza tuttavia che siano assicurate le garanzie di partecipazione e contraddittorio e in assenza degli accertamenti sostanziali che una così grave determinazione richiede (Consiglio di Stato, Sez. III, 2 febbraio 2021, n. 956).
SERVITÙ
Servitù di uso pubblico
Beni pubblici - Servitù di uso pubblico - Modo di costituzione - Dicatio ad patriam - Modalità.
La dicatio ad patriam, quale modo di costituzione di una servitù di uso pubblico, per come delineato dalla giurisprudenza consiste nel comportamento del proprietario che, seppure non intenzionalmente diretto a costituire il diritto di uso pubblico, metta volontariamente, con carattere di continuità (e non di precarietà e tolleranza), un proprio bene a disposizione della collettività, assoggettandolo al correlativo uso, al fine di soddisfare un'esigenza comune ai membri di tale collettività, indipendentemente dai motivi per i quali detto comportamento venga tenuto, dalla sua spontaneità e dallo spirito che lo anima; è, dunque, necessaria una destinazione stabile, incondizionata, univoca e definitiva del proprio bene alle esigenze della collettività indistinta; esula, quindi, ogni profilo di univocità e definitività e di contro emerge una mera proposta rivolta all'Ente locale e volta ad ottenere lo scomputo degli oneri concessori relativi ad attiguo cespite, come tale priva, in sé, di alcuna attuale valenza obbligatoria.
STATUS E CAPACITÀ
Cittadinanza
Stranieri - Cittadinanza italiana - Concessione - Art. 9 l. n. 91/1992 - Requisiti reddituali - Natura.
I requisiti reddituali per la concessione della cittadinanza italiana ex art. 9 l. n. 91/1992 - essendo parametri di riferimento e non requisiti tassativi fissati dal legislatore - devono necessariamente essere interpretati in senso costituzionalmente conforme e, pertanto, in presenza di gravi condizioni personali dell'istante come la disabilità, l'invalidità o l'incapacità lavorativa, non possono essere motivo di discriminazione e devono essere mitigati alla luce della specifica condizione personale dell'istante in modo da non essere causa di grave disuguaglianza sociale. Il provvedimento di concessione della cittadinanza italiana, dunque, rappresenta il frutto di un bilanciamento tra il concreto interesse pubblico ad accogliere stabilmente nello Stato un nuovo componente, da un lato, e le prospettive di ottimale inserimento del soggetto interessato nel contesto sociale del Paese ospitante, dall'altro.


