APPALTI

PROCEDURE DI AFFIDAMENTO

Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Offerte tecniche - Valutazione - Controversie - Sindacato - Cons. Stato, Sez. V, 8 ottobre 2024 n. 8077.

La valutazione delle offerte tecniche, effettuata dalla Commissione attraverso l'espressione di giudizi e l'attribuzione di punteggi, a fronte dei criteri valutativi previsti dal bando di gara, costituisce apprezzamento connotato da chiara discrezionalità tecnica sì da rendere detta valutazione non sindacabile salvo che sia affetta da manifesta illogicità.

APPALTI

GARA D'APPALTO

Appalti pubblici - Procedure di affidamento - Gara - Valutazioni - Discrezionalità tecnica - Sindacato - Limiti.

Le valutazioni compiute in sede di gara, laddove effettuate in conformità alla lex specialis, e sulla base di criteri predeterminati, rientrano nell'alveo della discrezionalità tecnica dell'Amministrazione e, in quanto tali, sono sindacabili in sede giurisdizionale solo in presenza di macroscopici vizi di legittimità, quali l'evidente irragionevolezza, l'arbitrarietà manifesta o il travisamento dei fatti. Ne consegue che il giudice amministrativo non può sostituirsi al giudizio tecnico della commissione attraverso una propria valutazione di merito, né tantomeno sovrapporre la propria sensibilità valutativa a quella dell'organo tecnico deputato.

ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

ACCESSO AGLI ATTI

Trasparenza amministrativa - Accesso agli atti - Accesso documentale - Natura del rapporto giuridico.

In relazione all'accesso documentale, è configurabile un rapporto giuridico di diritto pubblico costituito dalla titolarità di una posizione giuridica soggettiva che si pone in relazione con un potere della pubblica amministrazione o di un soggetto titolare di pubbliche funzioni, che si esercita mediante l'attività di valutazione della domanda di accesso alla luce degli interessi pubblici e privati protetti dalle disposizioni sostanziali.

ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI

AUTORIZZAZIONI COMUNALI

Noleggio con conducente - Autorizzazioni - Revoca - Motivi - Vincolo di territorialità - L. 21 del 1992 - Accoglimento.

L'obbligo di utilizzare, nell'esercizio del servizio di NCC, esclusivamente una rimessa ubicata all'interno del territorio del comune che rilascia l'autorizzazione, è immediatamente finalizzato a garantire che il servizio stesso, pur potendosi svolgere senza limiti spaziali, cominci e termini presso la medesima rimessa, ovvero entro il territorio comunale. Ciò risponde all'esigenza di assicurare che il detto servizio sia svolto, almeno tendenzialmente, a favore della comunità locale di cui il Comune è ente esponenziale.

EDILIZIA E URBANISTICA

ABUSI EDILIZI

Interventi edilizi - Abusi edilizi - Accertamento di conformità - Articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001 - Doppia conformità - Sanatoria giurisprudenziale - Inammissibilità.

L'articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001, nel disciplinare l'accertamento di conformità, ossia quello strumento attraverso cui si consente la sanatoria di opere realizzate in assenza di titolo edilizio, ma conformi alla normativa applicabile, richiede che gli interventi abusivi siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al tempo della realizzazione dell'opera, sia al momento della presentazione della istanza di sanatoria, non potendosi affatto accogliere l'istituto della c.d. sanatoria giurisprudenziale, la cui attuale praticabilità è stata da tempo esclusa dalla giurisprudenza medesima. Tale approdo, che richiede la verifica della 'doppia conformità, deve considerarsi principio fondamentale nella materia del governo del territorio, in quanto adempimento finalizzato a garantire l'assoluto rispetto della disciplina urbanistica ed edilizia durante tutto l'arco temporale compreso tra la realizzazione dell'opera e la presentazione dell'istanza volta ad ottenere l'accertamento di conformità.

EDILIZIA E URBANISTICA

ABUSI EDILIZI

Edilizia - Abusi - D.P.R. 380 del 2001 - Ordine di demolizione - Rigetto.

La stabilizzazione degli effetti dell'attività edilizia presuppone l'utilizzo di uno strumento procedimentale coerente con la tipologia dell'intervento. Il ricorso ad un modulo semplificato quali sono la SCIA o la CILA, per interventi che richiedono un titolo diverso, come il permesso di costruire, lo rende tamquam non esset, sicché l'attività realizzata sulla sua base non può che configurare un abuso edilizio. Con riferimento ai procedimenti dichiarativi in ambito edilizio, infatti, altro è il controllo sulla completezza di una pratica, ovvero sulla compatibilità dell'intervento con il vigente regime urbanistico, che il Comune è tenuto ad effettuare nei termini stabiliti dal legislatore per l'adozione dei provvedimenti interdittivi, sospensivi o conformativi, altro il potere di vigilanza, che consente in ogni momento di reprimere quanto realizzato travalicando totalmente l'ambito di riferimento del modello prescelto, cioè edificando di fatto sine titulo.

EDILIZIA E URBANISTICA

OPERE DI URBANIZZAZIONE

Opere pubbliche - Istanza di realizzazione di rete fognaria - Diniego - L. 241 del 1990 - Rigetto.

La giurisprudenza amministrativa, con orientamento costante, condiviso dal Collegio, ha chiarito che l'ammissione allo scomputo delle opere di urbanizzazione realizzate dal lottizzante costituisce oggetto di una valutazione ampiamente discrezionale della P.A. dal momento che un vero e proprio diritto ad ottenere la detrazione sorge per il privato, a fronte della realizzazione di opere di urbanizzazione primaria ovvero all'impegno di realizzarle, solo a seguito di un'accettazione espressa e consensuale da parte della stessa Amministrazione. In difetto di autorizzazione o di accordo espresso di questa sullo scomputo delle nuove opere, il titolare del titolo edilizio non dispone, pertanto, di alcuna pretesa tutelata diretta a portare in detrazione il valore delle opere eseguite dal contributo di urbanizzazione dovuto e, ove l'Amministrazione avesse escluso con atto esplicito il diritto allo lo scomputo delle opere di urbanizzazione secondaria, tale deliberazione andava tempestivamente impugnata, costituendo un ostacolo altrimenti insuperabile alla sua pretesa.

EDILIZIA E URBANISTICA

STATO LEGITTIMO DELL'IMMOBILE

Diritto urbanistico - Edilizia - Stato legittimo dell'immobile - Presupposto per la realizzazione di interventi aggiuntivi - Parametro probatorio opponibile al potere di vigilanza del Comune - Positivizzazione della nozione - Finalità di agevolare l'onere probatorio a carico del privato - Immobili realizzati prima del 1967 - "Certificazione formale".

Lo stato legittimo dell'immobile costituisce il presupposto per la realizzazione di interventi aggiuntivi sullo stesso e, nel contempo, il parametro probatorio opponibile al potere di vigilanza del Comune. Il legislatore ne ha positivizzato la nozione, con l'intento di agevolare l'ottemperanza all'onere probatorio da parte del privato proprietario, e occupandosi specificamente dei casi - oggettivamente più complicati - degli immobili realizzati prima del 1967, quando non era obbligatorio acquisire un titolo edilizio. Il legislatore ha, cioè, perseguito l'obiettivo di far convergere verso la "certificazione formale" dello stato di legittimità anche immobili originariamente privi di tale titolo, realizzando un equilibrato contemperamento tra esigenze di certezza delle situazioni e tutela delle regole che sovrintendono al governo del territorio. Una volta, infatti, assentito un qualsiasi nuovo intervento, l'intero immobile viene attratto nell'orbita della progettualità descrittiva sottesa alla stessa, non con efficacia sanante di pregressi abusi, ma in un'ottica di "fotografia" di quanto legittimato, ove ridetto titolo si aggiunga all'edificazione in un'epoca in cui lo stesso non era necessario. Al che consegue che laddove un titolo edilizio, seppure non necessario o addirittura non richiesto, sia stato rilasciato, non è possibile prescinderne a fini di prova dello stato legittimo dell'immobile, innanzi tutto avuto riguardo alla datazione dell'opera, indi per escludere dal relativo perimetro tutto ciò che in quel titolo non figura.

GIURISDIZIONE SPECIALE

TRIBUNALE SUPERIORE DELLE ACQUE PUBBLICHE

Acqua e inquinamento idrico - Derivazione di acque sotterranee - Impugnazione dell'autorizzazione ex art. 12 d.lgs. n. 387/2003 - Incidenza strumentale e indiretta sul regime delle acque pubbliche - Giurisdizione - Giudice amministrativo.

L'art. 143 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 attribuisce al Tribunale superiore delle acque pubbliche la giurisdizione di legittimità in unico grado nell'ipotesi in cui i provvedimenti amministrativi impugnati siano caratterizzati da incidenza diretta e immediata sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio. Sussiste invece la giurisdizione del TAR nel caso in cui, la controversia attenga ad un'autorizzazione alla costruzione ed esercizio, ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003, di un impianto di produzione di biometano, in cui i profili legati alla derivazione delle acque sotterranee riguardino unicamente il funzionamento dello stabilimento: in tal caso, infatti, la correlazione è soltanto strumentale, e difetta l'incidenza diretta sul regime delle acque pubbliche che fonda invece la giurisdizione del TSAP.

MISURE DI PREVENZIONE

INTERDITTIVA PREFETTIZIA ANTIMAFIA

Antimafia - Informativa prefettizia - Fondamento - Condizionamento mafioso - Ipotesi rilevanti - Individuazione - Consiglio di Stato sez. III, 14 settembre 2018, n. 5410.

Il condizionamento mafioso, che porta all'interdittiva della società, può derivare dalla presenza di soggetti che non svolgono ruoli apicali, ma che figurino come dei dipendenti, entrati a far patte dell'impresa senza alcun criterio selettivo e filtri preventivi. Il condizionamento mafioso si può desumere anche dalla presenza di un solo dipendente "infiltrato", che l'associazione criminale utilizza per controllare o guidare dall'esterno l'impresa, nonché dall'assunzione o dalla presenza di lavoratori con precedenti legati alla criminalità organizzata, nonostante non emergano specifici riscontri oggettivi sull'influenza nelle scelte dell'impresa. Le imprese possono effettuare liberamente le assunzioni quando non intendono avere rapporto con le pubbliche amministrazioni: se invece vogliono avere tali rapporti devono vigilare affinché nella loro organizzazione non vi siano dipendenti legati al mondo della criminalità.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

CAUSE DI INTERRUZIONE DEL PROCESSO

Processo amministrativo - Interruzione del processo per cancellazione volontaria dall'albo dell'avvocato - Art. 301 c.p.c. - Esclusione.

La cancellazione volontaria dall'albo degli avvocati da parte dell'avvocato del Comune in quanto nominato membro del CGARS, poiché non espressamente contemplata tra le cause di interruzione del processo ex art. 301 c.p.c., va equiparata alla revoca/rinuncia e subentro di un altro legale (subentro nelle specie tempestivamente avvenuto). La cancellazione volontaria dall'albo del difensore non può assolutamente essere equiparata alla morte o radiazione o sospensione del medesimo, essendo quest'ultimi eventi, a differenza del primo, indipendenti dalla volontà dell'interessato.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

ISTANZA DI ACCESSO IN CORSO DI GIUDIZIO

Affari esteri - Concorsi - Avanzamento di carriera - D.P.R. n. 18/1967 - Commissioni di valutazione - Giudizi - Istanza di accesso - Rigetto.

L'ordinanza che esamina l'istanza di accesso proposta nel corso di giudizio ha valenza decisoria, in quanto incide su situazioni giuridiche diverse rispetto a quelle oggetto del giudizio principale, così come avviene nel caso di ricorso proposto in via autonoma.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

RESPONSABILITÀ DELLA PA

Università - Medicina - Scuola di specializzazione - Trasferimento - Stato di gravidanza - Responsabilità per il danno da ritardo - Natura - Articolo 2697 del codice civile.

La responsabilità per il danno da ritardo, al pari di quella per il danno da provvedimento illegittimo, rientra nella responsabilità extracontrattuale di cui all'articolo 2043 del codice civile, i cui presupposti fondativi devono essere interamente provati dal danneggiato, ai sensi della regola enunciata dall'articolo 2697 del codice civile.

PUBBLICO IMPIEGO

PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

Ministero dell'Istruzione - Procedimenti disciplinari - Richiesta di accesso agli atti - L. 241 del 1990 - Accoglimento.

Il denunciante perde il controllo sulla propria segnalazione che diventa un elemento nella disponibilità dell'amministrazione. Non esiste alcun diritto all'anonimato di colui che rende una dichiarazione che coinvolge altri soggetti, salva la dimostrazione che in questo caso difetta del tutto, circa la sussistenza di una particolare esigenza di tutelare la riservatezza dell'autore della segnalazione.

STATUS E CAPACITÀ

CITTADINANZA

Stranieri - Cittadinanza italiana - Concessione per naturalizzazione - Diniego - Art. 9 l. n. 91 del 1992 - Applicazione.

La pubblica amministrazione, nel denegare il riconoscimento della cittadinanza per naturalizzazione richiesto ai sensi dell'art. 9 l. n. 91 del 1992, non può fondare il proprio giudizio di mancato inserimento sociale sull'astratta tipologia del reato la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze psicotrope e sulla sua pericolosità, astratta o presunta, senza apprezzare tutte le circostanze del fatto concreto e, benché la sua valutazione sia finalizzata a scopi autonomi e diversi da quella del giudice penale che ha concesso la riabilitazione del condannato, non per questo essa può esimersi da una considerazione in concreto del fatto, delle sue modalità, del suo effettivo disvalore come anche della personalità del soggetto.

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