CIRCOLAZIONE STRADALE
SINISTRO STRADALE
Circolazione stradale - Sinistri stradali - Ricostruzione del fatto storico - Referto del pronto soccorso.
La ricostruzione del sinistro nel civile è rimessa al giudice di merito, che valuta globalmente le prove secondo attendibilità e coerenza con il caso concreto. Il referto di pronto soccorso, come atto pubblico con fede privilegiata, "ancora" temporalmente i fatti e verbalizza le dichiarazioni dell'infortunato (valutabili come confessione stragiudiziale al terzo ex articolo 2735 c.c.), mentre in mancanza impone un controllo più rigoroso su dinamica e lesioni.
CIRCOLAZIONE STRADALE
RCA
Circolazione stradale - Sinistri stradali - Rca - Domanda risarcitoria - Proponibilità della domanda.
La domanda risarcitoria è proponibile anche in presenza di richiesta incompleta ex articolo 148 Cod. Ass., se l'assicuratore non ha chiesto integrazioni entro il termine di legge: questi non può trarre vantaggio dalla propria inerzia. L'idoneità della richiesta va valutata in base alla sufficienza degli elementi per consentire all'assicuratore l'accertamento e la formulazione dell'offerta.
CONDOMINIO
BARRIERE ARHITETTONICHE
Condominio - Condominio negli edifici - Barriere architettoniche - Rimozione.
La Corte chiarisce che l'installazione di un mini-ascensore per eliminare barriere architettoniche rientra nella legge 13/1989 anche se non vi sono disabili, dovendosi considerare beneficiari pure anziani e soggetti con difficoltà motorie. Se sostenuta a spese dei soli interessati, l'opera integra normalmente uso più intenso della cosa comune ex articolo 1102 c.c. (non "innovazione" assembleare), purché non pregiudichi sicurezza/stabilità né annulli il pari uso e il deflusso.
CONDOMINIO
AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO
Condominio - Amministratore - Compenso - Delibera assembleare di conferma dell'amministratore priva dell'indicazione del compenso - Validità - Sussistenza - Fondamento. (Cc, articolo 1129).
In tema di condominio negli edifici, la delibera assembleare di conferma dell'amministratore, nella quale non sia stato specificato il compenso, non è invalida, poiché l'articolo 1129, comma 14, del Cc, non deve essere interpretato in modo eccessivamente formalistico. Infatti, essendo la "ratio" della norma in esame quella di evitare pretese economiche non previamente concordate, con la conferma della nomina dell'amministratore, si intende implicitamente confermato anche il suo compenso. (Nel caso di specie, relativo ad un ricorso proposto ex articolo 700 del Cpc dalla società amministratrice di un Condominio onde ottenere l'autorizzazione ad accedere agli appartamenti di proprietà della società resistente per sospendere, in ragione della sua morosità, l'erogazione della fornitura del riscaldamento e dell'acqua calda sanitaria, il giudice adito ha ritenuto infondata l'eccezione di difetto di legittimazione attiva sollevata da quest'ultima).
CONDOMINIO
ASSEMBLEA DI CONDOMINIO
Condominio - Condominio negli edifici - Assemblea condominiale - Delibere e spese personali - Nullità delibera - Spese personali.
È nulla la delibera che imputi spese personali al singolo condomino al di fuori dei casi espressamente previsti, poiché l'assemblea non può agire in forma di autodichia né incidere sui diritti patrimoniali individuali. È legittimo invece l'addebito delle spese legali contenute in un decreto ingiuntivo esecutivo ex articolo 63 disp. att. c.c. Restano nulle le delibere che "autoliquidano" spese stragiudiziali.
CONTRATTI
ACCETTAZIONE TRAMITE ESECUZIONE
Contratti - Requisiti del contratto - Accordo delle parti.
L'accettazione di un contratto a forma libera può avvenire tacitamente anche mediante esecuzione della prestazione. La verifica di proposta e accettazione conforme spetta al giudice di merito.
LAVORO E FORMAZIONE
CONTROLLI DEL LAVORATORE
Lavoro - Lavoro subordinato - Malattia del lavoratore - Indagini investigative - Controlli.
Il datore può utilizzare agenzie investigative per verificare condotte illecite del lavoratore, anche in caso di sospetto e senza invadere la sfera dell'attività lavorativa propriamente detta. L'articolo 5 Stat. lav. non impedisce accertamenti extramedici sulle circostanze di fatto che escludano lo stato di malattia. I controlli devono essere proporzionati, non invasivi e rispettosi della dignità del lavoratore. È illegittima la rilevazione di entrate/uscite tramite badge non autorizzato ex articolo 4.
LAVORO E FORMAZIONE
LAVORO STRAORDINARIO
Lavoro straordinario - Differenze retributive - Onere della prova.
Il lavoratore che chieda il compenso per lavoro straordinario deve fornire rigorosa prova dello svolgimento delle ore eccedenti, della loro articolazione e delle eventuali pause. La mancata contestazione del datore sui fatti costitutivi rende questi non controversi. Non sono sufficienti presunzioni o notorie. Nel rito del lavoro opera la circolarità tra allegazione, contestazione specifica e prova.
OBBLIGAZIONI
COMPENSAZIONE GIUDIZIALE
Obbligazioni - Compensazione - Liquidabilità.
La compensazione giudiziale non richiede la liquidità del credito, essendo sufficiente la sua pronta liquidabilità, mentre la compensazione legale presuppone un credito certo, liquido ed esigibile, non contestato nell'an o nel quantum. La contestazione non pretestuosa dell'esistenza del credito esclude la liquidità e impedisce l'operatività della compensazione legale.
IGIENE, SALUTE E SANITÀ
S.S.N.
Sanità - Accreditamento sanitario - Tetti di spesa - Regressione tariffaria.
In caso di superamento del tetto di spesa, l'ASL debba applicare la regressione tariffaria riducendo le remunerazioni in proporzione al contributo di ciascuna struttura allo sforamento, e non negando il pagamento integrale delle prestazioni. È legittimo un sistema in cui budget e regressione si definiscono compiutamente solo a consuntivo (anche con effetti "retrodatati"), perché funzionale al contenimento della spesa nel quadro dei vincoli statali e della programmazione sanitaria.
PROCEDIMENTO CIVILE
RIUNIONE DI GIUDIZI
Riunione dei giudizi per continenza della domanda - Pendenza di giudizi dinanzi al medesimo giudice - Prevalenza del processo preveniente - Rispetto delle preclusioni già maturate - Applicazione del principio del ne bis in idem - Divieto di abuso dello strumento processuale - Salvaguardia del diritto di difesa.
Nel caso di riunione di giudizi per continenza della domanda, pendenti dinanzi al medesimo giudice, questi dovrà trattarla nei termini in cui era stata introdotta nel processo preveniente, e comunque tenendo conto delle eventuali preclusioni in tale processo già maturate anteriormente alla riunione, nel rispetto del principio del ne bis in idem, allo scopo di non favorire l'abuso dello strumento processuale e di non ledere il diritto di difesa della parte in favore della quale sono maturate.
PROCEDIMENTO CIVILE
MEDIAZIONE DELEGATA
Procedimento civile - Procedimento di mediazione - Mediazione demandata dal giudice - Esperimento nei confronti di tutte le parti del giudizio - Necessità - Inosservanza - Conseguenze - Improcedibilità del giudizio.
La mediazione demandata dal giudice, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale, deve coinvolgere tutte le parti del giudizio. (Nel caso di specie, relativo ad un giudizio promosso dalla compagnia di assicurazione attrice per ottenere, in via di surroga ex articolo 1916 cod. civ., il pagamento dell'importo corrisposto a titolo di indennizzo al proprio assicurato, rilevata l'inottemperanza all'ordinanza che, in ragione della molteplicità delle parti, convenute e chiamate in garanzia, aveva disposto la mediazione senza limitazioni soggettive di sorta, il giudice adito ha dichiarato l'improcedibilità di tutte le domande proposte per mancato esperimento della mediazione demandata, ai sensi dell'articolo 5-quater del D.Lgs. n. 28 del 2010, compensando, tuttavia, integralmente tra tutte le spese di lite, ai sensi dell'articolo 92, comma 2, cod. proc. civ., in quanto, non avendo alcuna di esse sollecitato tempestivamente l'integrazione della procedura conciliativa con le parti assenti, né comunque collaborato per sanare la situazione, tutte dovevano ritenersi responsabili di aver concorso a determinarne l'esito negativo, con successiva consequenziale improcedibilità del giudizio di merito).
PROCEDIMENTO CIVILE
MEDIAZIONE OBBLIGATORIA
Procedimento civile - Procedimento di mediazione - Mediazione obbligatoria - Domanda di mediazione - Procedura ordinata in corso di causa - Comunicazione dell'invito a partecipare alla mediazione - Invio da parte dell'organismo di mediazione adito presso il procuratore costituito di controparte - Validità ed efficacia - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie in tema di opposizione a decreto ingiuntivo.
La comunicazione della domanda di mediazione presso il procuratore costituito nel processo durante il quale viene disposta la procedura conciliativa è valida ed efficace, essend0 sufficiente a garantire l'effettiva conoscibilità della stessa per la parte rappresentata e consentendo pertanto a quest'ultima di parteciparvi, salvo, in ogni caso, il diritto di scegliere liberamente il difensore da cui farsi assistere nella suddetta fase stragiudiziale conferendo idonea procura. Invero, l'impianto dell'istituto conciliativo deve essere interpretato secondo buona fede ed in senso teleologicamente orientato, cosicché, una diversa interpretazione delle norme, apparirebbe eccessivamente formalistica e vanificherebbe le finalità stesse dell'istituto medesimo, caratterizzato dai principi di celerità, flessibilità e informalità. (Nel caso di specie, relativo ad un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, durante il quale era stato con ordinanza assegnato alle parti il termine di quindici giorni per l'espletamento del procedimento di mediazione obbligatoria, poi definito con verbale di esito negativo, il giudice adito, oltre che tardiva, ha ritenuto comunque infondata l'eccezione di improcedibilità della domanda monitoria sollevata dall'opponente, per avere, nella circostanza, l'organismo di mediazione adito dall'opposta comunicato la domanda di mediazione, tramite posta elettronica certificata, solo al difensore costituito e non già anche alla stessa personalmente).
PROPRIETÀ
RINUNCIA ALLA PROPRIETÀ IMMOBILIARE
Rinuncia abdicativa - Proprietà immobiliare - Atto unilaterale - Non recettizietà - Dismissione del diritto - Interesse individuale - Irrilevanza della destinazione del bene - Mancato trasferimento del diritto - Autonomia privata.
La rinuncia alla proprietà immobiliare è un atto essenzialmente unilaterale, la cui funzione tipica è soltanto quella di dismettere il diritto, senza interessarsi della destinazione del bene e del suo contestuale, o successivo, eventuale acquisto da parte di altro soggetto. L'unilateralità e la non recettizietà dell'atto di rinuncia abdicativa alla proprietà di un immobile sono conseguenze dell'interesse individuale che essa realizza con la dichiarazione del titolare del diritto soggettivo diretta unicamente a dismettere il medesimo.
SEPARAZIONE E DIVORZIO
MANTENIMENTO FIGLI MINORI
Mantenimento dei figli minori - Decorrenza dall'effettiva cessazione della coabitazione e illegittimità della riduzione unilaterale.
In caso di domanda di separazione giudiziale proposta prima della cessazione della coabitazione dei coniugi, l'obbligo contributivo del genitore per il mantenimento dei figli minori decorre non dalla data della domanda, ma dall'effettiva interruzione della convivenza, atteso che, in tale periodo, deve presumersi l'adempimento dell'obbligazione mediante la compartecipazione alle esigenze familiari con apporto materiale domestico, evitando così una duplicazione dell'obbligo. L'assegno di mantenimento mensile costituisce rata di un contributo annuo complessivo, determinato in base alle esigenze dei minori e alle capacità dei genitori, e non può essere ridotto unilateralmente dal genitore non collocatario per i periodi di mantenimento diretto dei figli, richiedendo modifiche degli accordi omologati o dei provvedimenti giudiziali. Tale principio, accertato il fatto della coabitazione mediante non contestazione e prova testimoniale, comporta l'accoglimento parziale dell'opposizione a precetto, dichiarando valido l'atto solo per l'importo residuo depurato dei ratei non dovuti. Il Tribunale di Agrigento ha accolto parzialmente l'opposizione a precetto, dichiarando valido l'atto di precetto solo per l'importo ridotto di Euro 5.050, escludendo i 5 ratei (400 euro x 5) da dicembre 2018 ad aprile 2019 per la coabitazione accertata (non contestazione ex articolo 115 del cpc e prove testimoniali), rigettando la riduzione unilaterale per luglio 2020.
SUCCESSIONI E DONAZIONI
TESTAMENTO OLOGRATO
Successione - Validità testamento olografo, Ctu decisiva e assenza lesione legittima.
In materia di testamento olografo, la domanda di accertamento negativo dell'autografia, proposta dal legittimario che ne contesti la provenienza, richiede che la parte attrice ne dia prova rigorosa, non essendo sufficiente il disconoscimento formale. Il giudice di merito, aderendo alle conclusioni motivate di CTU calligrafica che accerti con elevata probabilità "rasentante la certezza" la riconducibilità dei requisiti essenziali (disposizioni, data, luogo, sottoscrizione) alla mano del testatore, deve rigettare la domanda di accertamento di apocrifia, implicitamente disattendendo le contrarie osservazioni dei consulenti di parte, senza necessità di specifica confutazione ai sensi dell'articolo 360 n. 5 del cpc. Tale validità non è inficiata da postilla estranea apposta a matita dopo la sottoscrizione, purché non incida sui requisiti essenziali né emergano ingerenze sulla volontà del testatore. Qualificata la scheda, l'azione subordinata di riduzione per lesione di legittima è infondata ove la CTU contabile, determinando la massa ereditaria mediante riunione fittizia del relictum più il donatum, accerti che il legato al coniuge non ecceda la disponibile e che il relictum residuo copra integralmente le riserve dei legittimari, rigettandosi altresì la domanda alternativa ex articolo 560 comma 2 del codice civile. Nel caso in esame, due figli impugnavano il testamento olografo del padre che legava un immobile alla seconda moglie, deducendone apocrifia con una perizia grafologica di parte e lesione della legittima con una perizia estimativa. La Ctu calligrafica confermava l'autografia dei requisiti essenziali (disposizioni, data, firma), escludendo nullità nonostante postilla estranea; la Ctu contabile, verificando la massa ereditaria (relictum 48.617 euro + donatum 35.000 euro - pesi 3.175 euro= 80.442 euro), riteneva che il legato non eccedeva la disponibile.
SUCCESSIONI E DONAZIONI
TESTAMENTO PUBBLICO
Successione - Nullità del testamento pubblico per circonvenzione di incapace.
Il testamento pubblico che costituisce lo strumento diretto di realizzazione del reato di circonvenzione di incapace, accertato con sentenza penale irrevocabile, è radicalmente nullo per contrarietà a norme imperative ex art. 1418 c.c. Tale nullità, rilevabile anche d'ufficio, comporta la caducazione dell'intera scheda testamentaria e l'apertura della successione legittima in favore degli eredi individuati dalla legge, senza che possano essere riconosciuti effetti giuridici alle disposizioni testamentarie, ivi compresi i legati, ove non sia fornita prova concreta e univoca della genuinità e autonomia della volontà del de cuius. La sentenza penale definitiva di condanna per circonvenzione di incapace ha efficacia vincolante nel giudizio civile ai sensi dell'art. 651 c.p.p., precludendo ogni autonoma rivalutazione dei fatti storici accertati e imponendo al giudice civile di conformare la propria decisione all'accertamento penale


