IMPUGNAZIONI PENALI

APPELLO

Motivazione per relationem - Appello.

Nel giudizio di appello è legittima la motivazione per relationem alla sentenza di primo grado, qualora le censure dell'appellante non contengano elementi di novità rispetto a quanto già esaminato e disatteso dalla prima decisione. Le sentenze di primo e secondo grado possono fondersi in un unico complesso motivazionale, soprattutto se le doglianze ripropongono questioni già chiarite, non violando così il principio del giusto processo secondo la CEDU.

PENA

TENUITÀ DEL FATTO

Giudizio sulla tenuità - Valutazione complessa e congiunta - Peculiarità - Fattispecie concreta - Modalità condotta - Grado colpevolezza - Entità danno o pericolo - Abitualità a delinquere.

Il giudizio sulla tenuità ex art. 131 bis c.p. richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che ricomprende, ai sensi dell'art. 133, primo comma, c.p., le modalità della condotta, il grado di colpevolezza da esse desumibile, l'entità del danno o del pericolo, nonché l'abitualità a delinquere del reo.

PROCESSO PENALE

SENTENZA

Violazione del principio di corrispondenza tra accusa e sentenza - Modifica dell'accusa originaria che pregiudichi la possibilità di difesa dell'imputato - Contestazione nel capo di imputazione di elementi non idonei a consentire all'imputato di difendersi rispetto ai fatti riportati in sentenza.

Ai fini della sussistenza della violazione del principio di corrispondenza tra accusa e sentenza, non è sufficiente qualsiasi modificazione dell'accusa originaria ma è necessaria una modifica che pregiudichi la possibilità di difesa dell'imputato, ipotesi che non ricorre quando nel capo di imputazione siano contestati gli elementi fondamentali idonei a porre l'imputato in condizioni di difendersi dal fatto successivamente ritenuto in sentenza, da intendersi come accadimento storico oggetto di qualificazione giuridica da parte della legge penale, che spetta al giudice individuare nei suoi esatti contorni.

PROCESSO PENALE

RIQUALIFICAZIONE DEL FATTO

Riqualificazione del fatto da furto in ricettazione o viceversa - Insussistenza della violazione del principio di correlazione tra l'accusa e la sentenza - Contenuto del capo di imputazione - Contestazione degli elementi che consentono all'imputato di difendersi dal fatto riportato in sentenza.

In caso di riqualificazione del fatto da furto in ricettazione o viceversa, non sussiste violazione del principio di correlazione tra l'accusa e la sentenza nel caso in cui nel capo di imputazione siano contestati gli elementi fondamentali idonei a porre l'imputato in condizioni di difendersi dal fatto poi ritenuto in sentenza.

PROCESSO PENALE

APPELLO PENALE

Impugnazione - Appello - Inammissibilità - Motivi - Specificità - Sentenza impugnata.

L'appello è inammissibile per difetto di specificità dei motivi quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata.

PROCESSO PENALE

PROCEDIBILITÀ A QUERELA

Reato - Furto - Costituzione di parte civile - Querela - Reati perseguibili a querela - Reati perseguibili d'ufficio.

La costituzione di parte civile non revocata equivale a querela ai fini della procedibilità di reati originariamente perseguibili d'ufficio, divenuti perseguibili a querela a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (cd. riforma "Cartabia").

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

INVASIONE DI TERRENI O EDIFICI

Invasione arbitraria - Terreni o edifici altrui - Versamento - Ente pubblico proprietario - Immobile - Occupato - Indennità di occupazione - Circostanza non rilevante - Esclusione reato - Momento perfezionativo - Abusiva introduzione.

In tema di invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, il versamento all'ente pubblico proprietario dell'immobile dell'indennità di occupazione ovvero il rilascio all'imputato di un certificato di residenza indicante quale luogo d'abitazione l'immobile occupato e l'allaccio delle utenze domestiche non escludono la sussistenza del reato, già perfezionato con l'abusiva introduzione nell'immobile e la destinazione dello stesso a propria stabile occupazione.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

TRUFFA

Contratti ad esecuzione istantanea - Truffa contrattuale - Agente - Artifici e raggiri - Conclusione - Negozio giuridico - Effetti - Inganno - Soggetto passivo - Conseguimento - Consenso - Ingiusto profitto.

Nei contratti ad esecuzione istantanea si ha truffa contrattuale allorché l'agente ponga in essere artifici e raggiri al momento della conclusione del negozio giuridico, traendo in inganno il soggetto passivo che viene indotto a prestare un consenso che altrimenti non sarebbe stato dato. Di conseguenza, ove tale tipologia di contratti sia stipulata senza alcun artifizio o raggiro, l'eventuale successiva attività decettiva finalizzata a nascondere l'inadempienza costituisce solo illecito civile. Al contrario, nei contratti sottoposti a condizione o in cui l'esecuzione sia differita o non si esaurisca in un'unica prestazione, è configurabile il reato di truffa anche nei casi in cui l'attività decettiva sia posta in essere durante la fase di esecuzione del contratto al fine di conseguire una prestazione altrimenti non dovuta o al fine di far apparire verificata la condizione.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

ESTORSIONE

Estorsione - Concorso circostanze.

In tema di estorsione, il concorso tra circostanze aggravanti ed attenuanti, le circostanze attenuanti generiche possono essere valutate in termini di equivalenza rispetto alle aggravanti, e il regime previsto per il delitto di rapina che sottrae alla comparazione alcune aggravanti, non si estende in "malam partem" al delitto di estorsione.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

RICETTAZIONE

Configurabilità del delitto di ricettazione - Prova dell'elemento soggettivo - Raggiungimento della prova anche attraverso elementi indiretti - Omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa.

Ai fini della configurabilità del reato di ricettazione p. e p. dall'art. 648 c.p., la prova dell'elemento soggettivo può essere raggiunta da qualsiasi elemento, anche indiretto, e quindi anche dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta da parte del soggetto agente.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA FAMILIARE

Reato - Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Mezzi di sussistenza - Elementi probatori.

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare per affermare la violazione dell'obbligo di assistenza familiare nei confronti di figli minori, è necessario provare in modo concreto che il genitore non abbia fornito i mezzi di sussistenza necessari, tenendo conto di tutti gli elementi probatori disponibili.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

MALTRATTAMENTI

Maltrattamenti in famiglia - Presupposti ed integrazione del reato di maltrattamenti in famiglia - Coscienza e volontà di persistere in un'attività vessatoria - Atti idonei a ledere la personalità della vittima - Insussistenza di uno specifico programma criminoso.

Ai fini della configurazione dell'ipotesi delittuosa ex art. 572 c.p., è sufficiente la coscienza e volontà di persistere in un'attività vessatoria, già posta in essere in precedenza, idonea a ledere la personalità della vittima, non richiedendo la sussistenza di uno specifico programma criminoso verso il quale sia finalizzata la serie di condotte.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI ASSISTENZA FAMILIARE

Inadempimento dell'obbligo di corresponsione del mantenimento - Separazione - Scioglimento del matrimonio - Mezzi di sussistenza - Stato di bisogno dei figli - Elemento soggettivo del reato.

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio sanziona, con le pene previste dall'art. 570 c.p., la condotta del coniuge che "si sottrae ali 'obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli. Dunque, sussiste l'elemento materiale del reato ma anche il dolo del reato, quando non sia stata dimostrata l'incapacità al versamento delle somme posto che l'incapacità economica dell'obbligato, deve intendersi come impossibilità di far fronte agli adempimenti sanzionati dall'art. 570 bis c.p., dev'essere assoluta e incolpevole. Tale impossibilità deve integrare, in particolare, una situazione di perdurante, obiettiva ed incolpevole indisponibilità di introiti, la quale non può ritenersi dimostrata neanche sulla base della mera documentazione dello stato formale di disoccupazione dell'obbligato.

REATI CONTRO LA PERSONA

DIFFAMAZIONE

Reato - Diffamazione a mezzo Facebook - Messaggi diffamatori - Mezzo pubblicitario - Diffamazione a mezzo stampa - Comunicazione con terzi - Discredito alla reputazione.

La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l'uso di una bacheca "Facebook" integra un'ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595, comma terzo, c.p. sotto il profilo dell'offesa arrecata "con qualsiasi altro mezzo di pubblicità" diverso dalla stampa, poiché la condotta in tal modo realizzata è potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone e tuttavia non può dirsi posta in essere "col mezzo della stampa", non essendo i social network destinati ad un'attività di informazione professionale diretta al pubblico La piattaforma virtuale 'Facebook' costituisce infatti, una modalità di comunicazione di un contenuto informativo suscettibile di arrecare discredito alla reputazione altrui con potenziale capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone giacché attraverso essa gruppi di soggetti valorizzano il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un numero indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione.

REATI CONTRO LA PERSONA

LESIONI PERSONALI

Reato - Lesioni personali - Aggravante - Futili motivi - Gravità del reato - Motivo della reazione - Sproporzione della reazione - Pericolosità dell'agente.

Il motivo dell'agire può essere ritenuto "futile" quando la determinazione al reato sia stata causata da una spinta esterna lieve e, comunque, sproporzionata rispetto alla gravità del reato, tale da apparire - in base alla comune percezione - inadeguata a cagionare l'azione delittuosa, tanto da potersi considerare come una mera giustificazione per l'estrinsecazione di un impulso antigiuridico. in particolare, ai fini della configurabilità della circostanza aggravante dei futili motivi, è necessario che il reato concretamente realizzato costituisca espressione di un moto interiore del tutto ingiustificato, connotantesi come mero pretesto per lo ,fogo di impulsi criminali assolutamente avulsi da alcuno scopo diverso dalla commissione in sé del reato, così manifestando una tale sproporzione rispetto alla determinazione criminosa da giustificare un giudizio di maggiore riprovevolezza dell'azione e di più accentuata pericolosità dell'agente. Dunque, non può ritenersi che l'agito dell'imputato sia dipeso da un impulso criminale assolutamente ingiustificato, nell'ipotesi in cui l'imputato abbia violentemente aggredito la persona offesa, cagionandole le lesioni personali immediatamente dopo avere scoperto che la predetta, utilizzando il di lui telefono cellulare, aveva inoltrato un messaggio di testo ad una donna con la quale lo stesso imputato intratteneva dei rapporti telefonici. Ne consegue che la violenta aggressione - per quanto riprovevole e penalmente rilevante - trova la sua scaturigine nella condotta immediatamente antecedente dell'odierna parte civile, sicché la reazione del prevenuto, per quanto scomposta, non può essere considerata come un mero pretesto per l'estrinsecazione di un impulso antigiuridico da parte dell'appellante.

REATI CONTRO LA PERSONA

ATTI PERSECUTORI

Reato - Atti persecutori - Reato abituale - Molestie - Abitudini di vita - Danno - Stato di ansia - Minacce - Relazione affettiva - Condotte offensive - Disagio - Stato di prostrazione.

Il delitto di atti persecutori costituisce reato abituale che differisce dai reati di molestie e di minacce, che pure ne possono rappresentare un elemento costitutivo, per la produzione di un evento di danno consistente nell'alterazione delle proprie abitudini di vita o in un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero, in alternativa, di un evento di pericolo, consistente nel fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva. L'evento deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso e la reiterazione degli atti considerati tipici costituisce elemento unificante ed essenziale della fattispecie, facendo assumere a tali atti un'autonoma ed unitaria offensività, in quanto è proprio dalla loro reiterazione che deriva nella vittima un progressivo accumulo di disagio che infine degenera in uno stato di prostrazione psicologica in grado di manifestarsi in una delle forme descritte dalla norma incriminatrice. La prova dell'evento del delitto in riferimento alla causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura deve essere, peraltro, ancorata ad elementi sintomatici che possono ricavarsi dalle dichiarazioni della stessa vittima del reato, dai suoi comportamenti susseguenti alla condotta dell'agente ed anche da quest'ultima, "considerando tanto la sua astratta idoneità a causare l'evento, quanto il suo profilo concreto in riferimento alle effettive condizioni di luogo e di tempo in cui è stata consumata", senza che si richieda pure "l'accertamento di uno stato patologico" della vittima.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

INTERRUZIONE DI UN UFFICIO O UN SERVIZIO PUBBLICO

Reato di interruzione di un ufficio ovvero di un servizio pubblico o di pubblica necessità - Presupposti - Turbamento - Regolarità - Alterazione - Funzionamento - Ufficio o servizio.

Per la configurabilità del reato di interruzione di un ufficio ovvero di un servizio pubblico o di pubblica necessità, è necessario che il turbamento della regolarità abbia comportato e causato un'alterazione del funzionamento dell'ufficio o del servizio, ancorché temporanea, ma apprezzata nel suo complesso ed espressa con modalità tali da incidere sulla concreta operatività dell'attività in questione.

REATI FALLIMENTARI

BANCAROTTA FRAUDOLENTA

Bancarotta fraudolenta documentale - Impossibilità di ricostruzione del patrimonio societario - Irregolare tenuta delle scritture contabili - Accertamenti compiuti dagli organi fallimentari usando particolare diligenza.

Sussiste il reato di bancarotta fraudolenta documentale non solo quando la ricostruzione del patrimonio si renda impossibile per il modo in cui le scritture contabili sono state tenute, ma anche quando gli accertamenti, da parte degli organi fallimentari, siano stati ostacolati da difficoltà superabili solo con particolare diligenza.

REATO

QUERELA

Reato - Querela - Querela dalla parte delle società - Conoscenza del fatto - Responsabile del reato - Prova - Decadenza - Intempestività della querela.

In tema di querela, particolare è l'ipotesi in cui il diritto di querela spetti ad una persona giuridica. In questo caso, non conta quando la notizia giunge a conoscenza dell'ente in quanto tale, bensì quando giunge a conoscenza del soggetto che possa agire per conto della società. Anche in questo caso, poi, si è dato rilievo al momento in cui tale soggetto è in grado di dare le disposizioni necessarie per individuare il responsabile. Tali regole devono tenere conto anche del regime della prova della decadenza. Appunto perché si tratta di decadenza dal diritto, spetta a chi vi ha interesse a dimostrare la intempestività della querela. Tale decadenza deve essere accertata con elementi certi e non sulla base di semplici supposizioni.

REATO

CONCORSO DI PERSONE NEL REATO

Reato - Truffa - Concorso di persone nel reato - Struttura unitaria del reato - Compartecipazione - Efficienza causale.

In tema di concorso di persone nel reato, stante la struttura unitaria del reato concorsuale, allorché si realizzi la combinazione di diverse volontà finalizzate alla produzione dello stesso evento, ciascun compartecipe è chiamato a rispondere sia degli atti compiuti personalmente, sia di quelli compiuti dai correi nei limiti della concordata impresa criminosa per cui, quando l'attività del compartecipe si sia estrinsecata ed inserita con efficienza causale nel determinismo produttivo dell'evento, fondendosi indissolubilmente con quella degli altri dunque, l'evento verificatosi è da considerare come l'effetto dell'azione combinata di tutti i concorrenti, anche di quelli che non hanno posto in essere l'azione tipica del reato.

STUPEFACENTI

SPACCIO DI STUPEFACENTI

Spaccio - Stupefacenti - Piccolo spaccio.

In tema di reati concernenti sostanze stupefacenti, la fattispecie di cui all'art. 73 (piccolo spaccio) è configurabile quando l'attività di spaccio sia caratterizzata da una minore portata complessiva, con una ridotta circolazione di merce e denaro, e guadagni limitati. Tale ipotesi include anche la detenzione di una quantità di droga destinata alla vendita che non consenta un'attività di spaccio prolungata né rivolta a un numero indiscriminato di soggetti.

Riproduzione riservata Ⓒ