ARMI
PORTO D'ARMI
Reati in materia di armi - Porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere - Fatto di lieve entità - Criteri di valutazione - Dimensioni dello strumento - Modalità del fatto - Personalità del reo.
In materia di reati concernenti le armi, ai fini della configurabilità del caso di lieve entità previsto dal comma 3 dell'art. 4 della L. 18 aprile 1975 n. 110, deve tenersi conto non solo delle dimensioni dello strumento atto ad offendere, ma anche di tutte le modalità del fatto e della personalità del reo, che possono dare un particolare significato al fatto obiettivo del porto ingiustificato.
CIRCOLAZIONE STRADALE
GUIDA IN STATO DI EBBREZZA
Guida in stato di ebbrezza- Affidabilità degli accertamenti - Assoluzione.
Non può esservi condanna per guida in stato di ebbrezza nel caso in cui non vi sia possibilità di ritenere affidabili oltre ogni ragionevole dubbio gli accertamenti effettuati e non vi siano altri elementi idonei a far emergere oltre ogni ragionevole dubbio l'effettività dello stato di ebbrezza dell'imputato.
CARCERI E SISTEMA PENITENZIARIO
DETENZIONE DOMICILIARE
Detenzione domiciliare - Detenuto affetto da patologie - Valutazione singolo caso - Ammissione.
In tema di richiesta della detenzione domiciliare da parte del detenuto affetto da patologie, anche nel caso in cui egli non presenti un'acuzie delle patologie tale da rendere la vita incompatibile con lo stato di detenzione, alla luce dello stato di sovraffollamento delle carceri e dell'impegno che la detenzione di un soggetto affetto da gravi patologie comporta, sia dal punto di vista economico che di impegno di personale, è opportuno procedere alla valutazione di ogni singolo caso. Nel caso di specie, pur non essendo il soggetto in condizioni di salute tali da essere incompatibili con la vita carceraria ed essendosi egli reso responsabile di reati gravi, alla luce della condotta tenuta e della dimostrata consapevolezza dei divieti imposti, è possibile (sussistendone i presupposti per la pena residua) concedere la detenzione domiciliare.
CARCERI E SISTEMA PENITENZIARIO
LIBERAZIONE ANTICIPATA
Questioni di legittimità costituzionale - Liberazione anticipata - Strumenti rieducativi - Valutazione dei requisiti - Reinserimento sociale.
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 69-bis, commi 1, 2, e 3 dell'ordinamento penitenziario, in riferimento agli articoli 3 e 27, comma 3, della Costituzione. Invero, la valutazione della progressione trattamentale dei detenuti deve essere possibile su base semestrale, come stabilito dalla giurisprudenza precedente e dalla ratio dell'istituto della liberazione anticipata. La normativa che subordina la valutazione a requisiti stringenti (come l'istanza di misure alternative, il raggiungimento di determinate soglie di pena o l'indicazione di un "interesse specifico") senza prevedere un'ipotesi residuale di valutazione semestrale per tutti i condannati, viola gli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 27, comma 3 (funzione rieducativa della pena) della Costituzione. Questo approccio, infatti, trasforma la liberazione anticipata da strumento rieducativo a mero calcolo aritmetico, penalizzando soprattutto i condannati a pene lunghe che dimostrano un attivo impegno nel percorso di reinserimento sociale.
REATI AMBIENTALI
TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI
Rifiuti - Traffico organizzato - Attività difforme - Autorizzazione - Non sussiste.
In tema di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti non può esservi condanna della società incaricata se non vi sono elementi certi che attestino che essa svolgesse attività con modalità totalmente difformi rispetto al sussistente titolo autorizzatorio. Nel caso di specie dal momento che, da un lato, quest'ultimo non palesa, quantomeno con apprezzabile chiarezza, il riferimento dell'operazione Dl3 anche ai rifiuti urbani diversi dall'indifferenziato, dall'altro, quella società poteva sicuramente ricevere tutti i rifiuti finalizzati alla suddetta operazione che, dall'analisi a campione prospettata da ARPA Lazio, sembrano configurare il maggior quantitativo. In tale contesto, le risultanze della seconda relazione ARPAL, con specifico riguardo a conferimenti accettati da parte di Comuni formalmente non serviti dal centro di trasferenza, non possono assumere una rilevanza dirimente ai fini di un tranquillizzante riscontro dei caratteri di un'attività qualificabile come abusiva.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
INVASIONE DI TERRENI O EDIFICI
Reato di invasione di terreni o di edifici - Nozione di invasione - Assenza di modalità esecutive violente - Comportamento arbitrario del soggetto agente - Introduzione nell'altrui proprietà in assenza del diritto di accesso.
Ai fini della configurabilità del reato di invasione di terreni o edifici, la nozione di "invasione" non richiede modalità esecutive violente, che possono anche mancare, ma si riferisce al comportamento arbitrario, tipico di chi si introduce nell'altrui proprietà contra ius, in quanto privo del diritto di accesso.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
MALTRATTAMENTI
Diritto penale - Maltrattamenti e convivenza - Integrità psico-fisica.
Nel reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p., la fattispecie è configurabile anche in assenza di vincolo matrimoniale, qualora la convivenza assuma connotazioni di durata e stabilità more uxorio. Il reato si perfeziona attraverso una serie reiterata di condotte, anche atipiche, che, pur non costituendo di per sé reato, acquisiscono rilevanza penale se inserite in un contesto di abitualità tale da rendere la vita comune lesiva della dignità e del decoro della vittima. Rilevano, a tal fine, non solo percosse, lesioni, ingiurie, prevaricazioni e umiliazioni, ma anche atti di disprezzo e offesa alla dignità, che si traducono in sofferenze morali. Il dolo non richiede la programmazione di una pluralità di atti, essendo sufficiente la consapevolezza di persistere in un'attività vessatoria idonea a creare una stabile e dolorosa patologia della vita familiare ("dolo per addizione"). Nel caso in esame, l'imputato aveva reiteratamente offeso, minacciato di morte e aggredito fisicamente la compagna causandole lesioni personali e sottoponendola a sofferenze fisiche e psichiche. In particolare, le condotte comprendevano insulti, minacce, percosse (pugni e schiaffi), e atti di violenza come mettersi in ginocchio sul corpo della vittima e colpirla con pugni alla testa. La donna aveva presentato diverse querele, confermate da riscontri oggettivi (intervento dei Carabinieri, referti medici). Le aggressioni erano frequenti motivate per lo più da continue richieste di denaro e la vittima aveva vissuto in uno stato di paura costante, arrivando a barricarsi in casa per timore di ulteriori violenze.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
VIOLAZIONE OBBLIGHI DI ASSISTENZA FAMILIARE
Obblighi di assistenza familiare - Obbligazioni - Privazione dei mezzi economici.
Il reato di sottrazione agli obblighi di assistenza familiare non si realizza con qualsiasi forma di inadempimento, ma deve anche sussistere la volontà dolosa di non adempiere agli obblighi. L'inadempimento deve essere serio e sufficientemente protratto per un tempo tale da incidere apprezzabilmente sulla disponibilità dei mezzi economici che il soggetto obbligato è tenuto a fornire, sicché non ricorre il reato nel caso in cui ci si trovi dinanzi ad un limitato ritardo, ad un parziale adempimento, ovvero ad una omissione dei pagamenti, che trovino giustificazioni nelle peculiari condizioni dell'obbligato e appaiano agevolmente collocabili entro un breve, o comunque ristretto, lasso temporale, quando a fronte di un più ampio periodo preso in considerazione risulti accertata la piena regolarità nel soddisfacimento dei relativi obblighi.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
MALTRATTAMENTI
Maltrattamenti - Violenza domestica - Valore delle ritrattazioni della persona offesa.
Nel delitto di violenza domestica le ritrattazioni della persona offesa, così come le remissioni di querela, anziché costituire elementi per escludere il reato e la sua reiterazione, possono essere addirittura sintomatiche del contrario ovverosia dell'esposizione della vittima alla prosecuzione o all'aggravamento della relazione maltrattante attraverso minacce, ricatti, intimidazioni, rappresaglie o condizionamenti.
REATI CONTRO LA FEDE PUBBLICA
FALSITÀ IDEOLOGICA
Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici - Configurabilità del reato - Induzione in errore del sanitario mediante descrizione di patologie inesistenti - Redazione di certificati medici contenenti diagnosi errate.
È configurabile il delitto previsto dall'art. 479 c.p. nel caso del soggetto che, lamentando patologie inesistenti, tragga in inganno i sanitari sulla veridicità di quanto viene loro esposto, inducendoli a redigere certificati medici che, in quanto riportanti sintomi idonei a fondare una diagnosi errata, devono ritenersi ideologicamente falsi.
REATI CONTRO L'INCOLUMITÀ PUBBLICA
DISASTRO FERROVIARIO
Disastro ferroviario - Colposo - Responsabilità - Dirigenti - Criticità strutturali - Note - Negligenza - Misure di sicurezza.
In tema di disastro ferroviario colposo, di cui agli artt. 40 cpv., 449 e 430 c.p. sussiste la responsabilità in capo alle figure apicali e direttive del Gestore dell'Infrastruttura che, in presenza di segnali di criticità strutturale di componenti essenziali dell'armamento, nel caso di specie i giunti isolanti incollati (GII), omettono di adottare tempestive misure di manutenzione, monitoraggio e mitigazione del rischio. La colpa è qualificabile come imprudenza, negligenza e violazione di norme antinfortunistiche e di sicurezza ferroviaria, disciplinate dal D.Lgs. 81/2008 e dal DPR 753/1980, qualora il datore di lavoro e i dirigenti non assicurino il mantenimento dell'infrastruttura in "buono stato di efficienza per la sicura circolazione" e omettano di disporre riduzioni di velocità o controlli diagnostici avanzati a fronte di accertate condizioni di degrado.
REATI CONTRO LA PERSONA
REATI SESSUALI
Violenza sessuale - Configurabilità del reato ex articolo 609-bis del cp anche in caso di bacio sulla guancia in assenza di consenso con condotta violenta e contesto molesto.
In tema di reati sessuali, il bacio sulla guancia, pur non essendo direttamente indirizzato a zone chiaramente definibili come erogene, può configurare violenza sessuale nella forma consumata e non tentata, qualora - in base a una valutazione complessiva della condotta, del contesto ambientale e sociale, del rapporto tra i soggetti coinvolti e di ogni altro dato fattuale qualificante - risulti che abbia inciso sulla libertà sessuale della vittima. Ai fini della configurabilità del reato di cui all'articolo 609-bis del cp, è sufficiente qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idoneo a incidere sull'altrui libertà di autodeterminazione, anche se il contatto riguarda distretti corporei sessualmente indifferenti, purché l'atto sia connotato da valenza sessuale.
REATI EDILIZI
LOTTIZZAZIONE ABUSIVA
Lottizzazione abusiva - Illegittima trasformazione urbanistica o edilizia del territorio - Incidenza significativa sull'assetto del territorio - Intervento innovativo sul tessuto urbanistico - Necessità di nuove opere di urbanizzazione o potenziamento di quelle esistenti.
Il reato di lottizzazione abusiva presuppone un'illegittima trasformazione urbanistica od edilizia del territorio, da intendersi come trasformazione di consistenza tale da incidere in modo rilevante sull'assetto urbanistico della zona, sia nel senso d'intervento innovativo sul tessuto urbanistico, che sotto il profilo della necessità dell'esecuzione di nuove opere d'urbanizzazione o di potenziamento di quelle già esistenti.
REATI SOCIETARI
MODELLI ORGANIZZATIVI 231
Responsabilità amministrativa degli enti - Modello di organizzazione e gestione - Natura facoltativa - Adeguatezza e aggiornamento continuo del modello di organizzazione e gestione - Assenza di protocolli tipici - Colpa di organizzazione - Nullità dell'imputazione per indeterminatezza - Impossibilità di desumere gli elementi strutturali e sostanziali del fatto - Violazione del diritto di difesa.
In tema di modello di organizzazione e gestione ex art. 6 del D. Lgs. n. 231/2001, rilevando le procedure adottate in concreto e non il modello in sé, lo stesso non è obbligatorio, e, ove presente, è delineato alla stregua di un abito su misura da configurare e aggiornare continuamente, in base al divenire strutturale ed operativo dell'ente, cui male si attaglia l'eventuale prospettiva di "protocolli tipici" sempre validi. La mancata descrizione della colpa di organizzazione, vale a dire delle cautele che la società avrebbe omesso di adottare, comporta la nullità dell'incolpazione e del decreto che dispone il giudizio, per indeterminatezza del capo di imputazione, anche per impossibilità di desumere gli elementi strutturali e sostanziali del fatto di cui è incolpata, onde poter esercitare in modo pieno il diritto di difesa.
REATI SOCIETARI
FALSO IN BILANCIO
Società - Falso in bilancio - Natura valutativa - Informazioni - Rilevanza.
La sola natura valutativa del fatto esposto in bilancio non rende - almeno di per sé - penalmente irrilevante la sua appostazione, potendo, di contro, dirsi falso l'enunciato valutativo che contraddica criteri indiscussi o indiscutibili e/o sia fondato su premesse contenenti false attestazioni. E, invero, il bilancio può senz'altro dirsi un atto la cui redazione implica la spendita di discrezionalità tecnica. La rilevanza dell'informazione presente in bilancio si risolve nella efficacia decettiva o fuorviante dell'informazione omessa o falsa. Il falso, insomma, deve essere tale da alterare in misura apprezzabile il quadro d'insieme e deve avere la capacità di influire sulle determinazioni dei soci, dei creditori o del pubblico. Da questo punto di vista, la rilevanza altro non è che la pericolosità conseguente alla falsificazione, ragione per cui il giudice deve operare una valutazione di causalità ex ante, verificando la potenzialità decettiva dell'informazione falsa contenuta nel bilancio e, in ultima analisi, esprimendo un giudizio prognostico sulla idoneità degli artifizi e raggiri contenuti nel predetto documento contabile, nell'ottica di una potenziale induzione in errore in incertam personam. Ed è ovvio, in base a ciò che si è premesso, che tale potenzialità ingannatoria ben può derivare, oltre che dalla esposizione in bilancio di un bene inesistente o dalla omissione di un bene esistente, dalla falsa valutazione di un bene che pure è presente nel patrimonio sociale.


