CIRCOLAZIONE STRADALE
Omicidio stradale
Omicidio stradale - Aggravante della fuga - Omissione di assistenza - Concorso di reati - Assorbimento della condotta di fuga dopo un incidente stradale - Fattispecie complessa di cui agli artt. 589-bis e 589-ter c.p.
Il reato di omicidio stradale aggravato dalla fuga può concorrere con quello di omessa prestazione di assistenza stradale, in quanto le fattispecie di cui ai commi 6 e 7 dell'art. 189 Cod. Strada costituiscono due distinte ipotesi di reato e soltanto la condotta di fuga dopo un incidente stradale è assorbita nella fattispecie complessa di cui al combinato disposto degli artt. 589-bis e 589-ter c.p.
GIURISDIZIONE / ESTRADIZIONE
Estradizione verso Stato non aderente alla Cedu
Estradizione - Stato non aderente - CEDU - Pena di morte - Garanzie - Stato richiedente - Ergastolo senza liberazione condizionale - Rischio - Pena perpetua - Meccanismo di revisione - Prospettiva di liberazione - Riducibilità de iure e de facto della pena.
In materia di estradizione verso uno Stato non aderente alla CEDU, qualora l'estradando sia esposto, in caso di condanna, alla pena dell'ergastolo senza possibilità di liberazione condizionale (life imprisonment without parole), la verifica della compatibilità della consegna con l'art. 3 CEDU deve svolgersi secondo un procedimento in due fasi: accertata l'esistenza di un rischio concreto di irrogazione della pena perpetua, occorre verificare che nell'ordinamento dello Stato richiedente esista un meccanismo effettivo di revisione della pena, idoneo a consentire una concreta prospettiva di liberazione e a impedire che la detenzione prosegua oltre la propria giustificazione penologica. A tal fine non è necessario che il sistema dello Stato richiedente riproduca i medesimi istituti previsti dall'ordinamento italiano, purché la pena risulti riducibile de iure e de facto, anche mediante strumenti di clemenza, commutazione o liberazione concretamente accessibili al condannato.
PROCESSO PENALE
Notificazioni
Compravendita - Rogito notarile - Pagamento del prezzo - Attestazione - Fede privilegiata - Non sussiste - Prova della quietanza.
La corretta applicazione dell'art. 157 bis cod. proc. pen. suppone che vi sia stato un primo tentativo di notificazione all'imputato, e soltanto l'esistenza di questa prima notificazione legittima la notificazione degli atti successivi al difensore di fiducia o d'ufficio. Da ciò consegue la nullità della notificazione dell'avviso di conclusione delle indagini di cui all'art. 415 bis c.p.p., effettuata al precedente difensore di ufficio ai sensi dell'art. 157 bis c.p.p., se non era stata eseguita alcuna prima notificazione ex art. 157 c.p.p. all'imputato, la quale non è surrogabile dalla dichiarazione di domicilio, sebbene comprensiva degli avvertimenti ex art. 161, con conseguente regressione del procedimento e restituzione degli atti al pubblico ministero.
PROCESSO PENALE
Prova penale
Processo penale - Valutazione della prova - Deposizioni della persona offesa - Costituzione di parte civile - Attendibilità - Interesse economico - Riscontri esterni - Art. 192, commi 3 e 4, c.p.p.
La deposizione della persona offesa può essere assunta, anche da sola, come prova della responsabilità dell'imputato, purché sia sottoposta a vaglio positivo circa la sua attendibilità e senza la necessità di applicare le regole probatorie di cui all'art. 192, commi 3 e 4, c.p.p., che richiedono la presenza di riscontri esterni; tuttavia, qualora la persona offesa si sia anche costituita parte civile e sia, perciò, portatrice di pretese economiche, il controllo di attendibilità deve essere più rigoroso rispetto a quello generico cui si sottopongono le dichiarazioni di qualsiasi testimone e può rendere opportuno procedere al riscontro di tali dichiarazioni con altri elementi.
REATI FALLIMENTARI
Bancarotta fraudolenta
Bancarotta fraudolenta - Rilevanza condotte - Aggravamento posizione debitoria - Scelta volontaria - Rilevanza penale - Gestione con conseguente incolpevoli o colpose - Irrilevanti.
In tema bancarotta fraudolenta assume rilevanza penale il comportamento dell'imprenditore che derivi da una scelta gestionale finalizzata ad utilizzare l'inadempimento delle obbligazioni tributarie e contributive, come strumento di auto-finanziamento nella previsione che l'aumento del debito, collegato alle irrogazioni delle sanzioni per l'inadempimento che comporterà l'aggravio dell'esposizione debitoria e, quindi del dissesto societario, mentre va distinto l'aggravamento del dissesto conseguente ad operazioni dolose dall'aumento del passivo dovuto a scelte gestionali rilevatesi, ex post, errate e quindi determinate da comportamenti incolpevoli o anche solo colposi.
REATO
Reati omissivi
Reati omissivi impropri - Posizione di garanzia - Responsabilità colposa - Obbligo giuridico di impedire l'evento - Violazione della regola cautelare - Prevedibilità ed evitabilità dell'evento - Nesso di causalità - Principio di colpevolezza.
Nell'ambito dei reati omissivi impropri, l'art. 40, comma 2, c.p. stabilisce che non impedire un evento che si aveva l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo. Ai fini dell'affermazione della responsabilità colposa del garante, tuttavia, non è sufficiente la titolarità di una posizione di garanzia né il verificarsi dell'evento lesivo. Infatti, in ossequio al principio di colpevolezza, occorre verificare in concreto la sussistenza della violazione da parte del garante di una regola cautelare, la prevedibilità ed evitabilità dell'evento dannoso che tale regola mirava a prevenire nonché la sussistenza del nesso causale tra la condotta realizzata dal garante e l'evento dannoso.
REATO
Circostanze del reato
Reato - Circostanze attenuanti - Circostanze attenuanti generiche - Meritevolezza - Condizioni - Indicazione. (Cp, articolo 62-bis).
In tema di attenuanti generiche, la cui ragion d'essere è quella di consentire al giudice un adeguamento, in senso più favorevole all'imputato, della sanzione prevista dalla legge in considerazione di peculiari e non codificabili connotazioni tanto del fatto quanto del soggetto che di esso si è reso responsabile, la meritevolezza di detto adeguamento non può mai essere data per scontata o per presunta, sì da dar luogo all'obbligo, per il giudice, ove questi invece ritenga di escluderla, di giustificare sotto ogni possibile profilo, l'affermata insussistenza; al contrario, è la suindicata meritevolezza che necessita essa stessa, quando se ne affermi l'esistenza, di apposita motivazione dalla quale emergano, in positivo, gli elementi che sono stati ritenuti atti a giustificare a mitigazione del trattamento sanzionatorio, trattamento la cui esclusione risulta, per converso, adeguatamente motivata alla sola condizione che il giudice, a fronte di specifica richiesta dell'imputato vòlta all'ottenimento delle attenuanti in questione, indichi le plausibili ragioni a sostegno del rigetto di detta richiesta.
REATO
Imputabilità
Imputabilità - Ubriachezza accidentale - Caso fortuito o forza maggiore - Configurabilità - Natura eccezionale rispetto all'ubriachezza volontaria o colposa - Prova rigorosa della causa non imputabile - Necessità.
L'ubriachezza accidentale rappresenta un'ipotesi eccezionale, rispetto all'ubriachezza volontaria o colposa, sicché la prova del caso fortuito o della forza maggiore deve essere certa come, in genere, per tutte le cause idonee ad escludere o diminuire l'imputabilità che sia presunta dalla legge.
REATO
Concorso di persone nel reato
Reato - Concorso di persone nel reato - Ruolo specifico di ciascun concorrente - Accertamento - Necessità - Esclusione - Ragioni. (Cp, articolo 110).
Ai fini dell'accertamento del concorso di persone nel reato, il giudice di merito non è tenuto a precisare il ruolo specifico svolto da ciascun concorrente nell'ambito dell'impresa criminosa, essendo sufficiente l'indicazione, con adeguata e logica motivazione, delle prove sulle quali ha fondato il libero convincimento dell'esistenza di un consapevole e volontario contributo, morale o materiale, dato dall'agente alla realizzazione del reato.
REATO
Legittima difesa
Legittima difesa - Sfida reciproca - Volontà aggressiva - Esclusione scriminante - Pericolo non inevitabile - Contributo causale - Scontro volontario.
La legittima difesa deve escludersi nell'ipotesi in cui lo scontro tra due soggetti possa essere inserito in un quadro complessivo di sfida giacché, in tal caso, ciascuno dei partecipanti risulta animato da volontà aggressiva nei confronti dell'altro e quindi, indipendentemente dal fatto che le intenzioni siano dichiarate o siano implicite al comportamento tenuto dai contendenti, nessuno di loro può invocare la necessità di difesa in una situazione di pericolo che ha contribuito a determinare e che non può avere il carattere della inevitabilità.
SPORT E SPETTACOLO / MANIFESTAZIONI SPORTIVE
Lancio di materiale pericoloso
Manifestazioni sportive - Lancio di materiale pericoloso - Reato di pericolo concreto - Tentativo - Pericolo effettivo - Offensività.
Il reato di lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, previsto dall'art. 6-bis della L. n. 401/1989, integra una fattispecie di pericolo concreto e richiede, ai fini della consumazione, l'effettiva creazione di una situazione di concreto pericolo per l'incolumità delle persone; ne consegue che il mero tentativo di lancio, non seguito dall'effettiva proiezione dell'oggetto e inidoneo a determinare il pericolo richiesto dalla norma, non è penalmente rilevante, non essendo configurabile il tentativo nei reati di pericolo concreto.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Fatti commessi a danno di congiunti
Reati contro il patrimonio - Esimente di cui all'articolo 649 Cp - Operatività - Delitti tentati - Ambito - Individuazione - Tentata estorsione - Applicabilità - Limiti - Ragioni. (Cp, articoli 56, 628, 629, 630 e 649).
In tema di reati contro il patrimonio, per i delitti tentati di cui agli articoli 628, 629 e 630 Cp l'operatività della causa di non punibilità dell'articolo 649 Cp è limitata alle ipotesi di fatti ai danni di prossimi congiunti nelle quali gli stessi siano commessi solo con minaccia e non già ricorrendo alla violenza fisica, con la conseguenza che, non essendo il delitto di tentata estorsione commesso ai danni di prossimi congiunti ricompreso nell'ambito dei reati nominativamente indicati dal legislatore, la non punibilità ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 649 Cp opera esclusivamente ove non si ricada nella previsione di ogni "altro delitto contro il patrimonio commesso con violenza alle persone", posto che la violenza è una fattispecie ben distinta dalla minaccia, sicché quest'ultima non può ritenersi ricompresa nella prima.
REATI CONTRO LA PERSONA
Atti persecutori
Atti persecutori - Stato di ansia della via - Prova - Dichiarazioni della p.o. - Inidoneità.
In tema di atti persecutori, la prova dello stato di ansia e di paura può essere dedotta non solo dalla natura dei comportamenti subiti, ma soprattutto dalle dichiarazioni della vittima del reato e dai di lei comportamenti conseguenti alle condotte persecutorie subite. Nel caso di specie le vittime stesse hanno definito "fastidiose" le molestie poste in essere dal soggetto agente, anche mediante condotte infantile in certi atteggiamenti, come ululati emessi nascosta dietro gli infissi chiusi. Pertanto, il reato deve ritenersi sussistente alla luce della materialità delle condotte e delle conseguenze degli stessi sulla condotta di vita delle vittime.
REATI CONTRO LA PERSONA
Abbandono di persone incapaci
Abbandono di minore straniero da parte del genitore - Pericolo concreto per l'incolumità del figlio lasciato senza assistenza in territorio straniero.
Il delitto di abbandono di persone minori o incapaci (art. 591, co. 1 e 4, c.p.) - reato di pericolo astratto - è integrato da qualsiasi condotta attiva od omissiva contrastante con il dovere giuridico di cura o custodia gravante sul soggetto agente, dalla quale derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo; tuttavia, in ossequio al principio di offensività, la punibilità deve essere esclusa quando le circostanze concrete rivelino l'assenza di ragionevoli possibilità di produzione del danno. (In applicazione del principio, il Tribunale ha ritenuto integrato il reato a carico del padre che, dopo essere entrato in Italia via mare con il figlio minore sedicenne di nazionalità albanese, si era allontanato dal territorio nazionale a mezzo aereo dopo soli due giorni lasciando il minore solo, privo di denaro, di un luogo ove dormire, di conoscenza della lingua italiana e di qualsiasi rete familiare di supporto, in tal modo esponendolo a un pericolo concreto e ragionevole per la propria incolumità fisica).
REATI CONTRO LA PERSONA
Minaccia
Minaccia - Forma libera - Condotta tipica - Male ingiusto - Verosimiglianza della minaccia - Male determinato e ingiusto - Consumazione del reato - Conoscenza della minaccia.
La minaccia, di cui all'art. 612 c.p. è un reato a forma libera, la cui condotta tipica è individuabile in qualsiasi atto con cui il soggetto agente prospetti ad un altro soggetto un futuro male ingiusto. Affinché la condotta di prospettazione di un male ingiusto sia idonea a realizzare un effetto intimidatorio, la minaccia posta in essere dall'agente deve essere seria, cioè ragionevolmente verosimile per il soggetto passivo, che sia determinato ed ingiusto, ossia di un'offesa ad un interesse legittimo proprio del soggetto passivo o di un'altra persona, la quale, però, sia anche idonea a far sorgere il timore dell'avverarsi di un pericolo. L'evento proprio della minaccia coincide con lo stesso momento consumativo, e consiste nella conoscenza della minaccia da parte del minacciato.
REATI CONTRO LA PERSONA
Rissa
Rissa - Reciproca volontà offensiva - Gruppi contrapposti - Aggressore iniziale - Legittima difesa - Partecipazione volontaria.
Il delitto di rissa presuppone la partecipazione volontaria di almeno due gruppi contrapposti animati dalla reciproca intenzione di attentare all'altrui incolumità personale; una volta accertata tale situazione, è irrilevante stabilire quale dei partecipanti abbia dato inizio alle vie di fatto, né può invocarsi la legittima difesa quando tutti i corrissanti abbiano assunto un ruolo attivo nello scontro e nessuno abbia agito al solo fine di sottrarsi all'aggressione.
REATI EDILIZI
Lottizzazione abusiva
Reati edilizi - Lottizzazione abusiva - Titolo amministrativo in contrasto con la legge o con gli strumenti urbanistici - Configurabilità del reato - Esclusione della disapplicazione del provvedimento amministrativo - Accertamento del giudice penale sull'abusività della lottizzazione.
In materia edilizia, ove il giudice rilevi che un'autorizzazione amministrativa risulta contrastante con previsioni di legge o di piano, al fine di ritenere configurabile il reato di lottizzazione abusiva non deve procedere alla disapplicazione del provvedimento amministrativo ma accertare l'abusività della lottizzazione prescindendo da qualsiasi giudizio sulla legittimità del provvedimento.
PREVIDENZA E ASSISTENZA
Mancato versamento ritenute previdenziali
Legislazione speciale - Delitto di mancato versamento di ritenute INPS - Elemento soggettivo - Contenuto - Crisi economica - Rilevanza - Esclusione. (Dl n. 463/1983, articolo 2, comma 1-bis).
Il delitto di cui all'articolo 2, comma 1-bis, Dl n. 463/1983 richiede, dal punto di vista dell'elemento soggettivo, il dolo generico ed è conseguentemente integrato al solo ricorrere della consapevole scelta da parte dell'agente di omettere i versamenti dovuti all'INPS, essendo irrilevante la circostanza che il datore di lavoro versi in una fase di criticità economica ovvero di insolvenza, ricorre in ogni caso il dolo generico in Capo al medesimo, poiché è onere di quest'ultimo ripartire le proprie risorse al fine di corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dipendenti e, contestualmente, adempiere all'obbligo di versamento delle ritenute.


