La giustizia amministrativa combatte l’arretrato con l' “ufficio del processo”, che sarà presente in ogni sede (regionale e centrale) e rafforzato dov' è maggiore l' arretrato, cioè nelle sei sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato e nei Tar di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Salerno, Palermo e Catania.
Con le linee guida del 28 luglio 2021 il presidente Patroni Griffi chiarisce come opereranno sia gli Uffici normali (con personale esistente e tirocinannti) sia gli uffici “rafforzati” nelle sedi innanzi dette. Il primo passo sarà la cadenza quotidiana dell’impegno: giorno per giorno saranno esaminati i ricorsi “appena depositati” per filtrare quelli che possono essere direttamente definiti per errori di procedura dei difensori (tardività della notificazione o del deposito, art. 35 c.p.a. 104/2010; nullità del ricorso o della notificazione, art. 44, c.p.a.). Il fascicolo in questo caso sarà segnalato ed il ricorso preparato per una decisione immediata.
Più interessante è l’immediato drenaggio delle questioni di diritto ricollegabili a giurisprudenza consolidata: l'ufficio del processo distillerà i vari punti di diritto dei singoli ricorsi, individuando l’eventuale esistenza di precedenti giurisprudenziali consolidati, che possano risolvere la questione. Se vi sono istanze istruttorie, di accesso o di esibizione di documenti, e se il ricorso deve essere comunicato anche a terzi (ad esempio, a tutti i vincitori di un concorso), l’ufficio segnalerà la circostanza, consentendo al Presidente o ad un suo delegato di provvedere fuori udienza.
Di particolare interesse è la possibilità di predisporre udienze tematiche, così come la ricerca di precedenti specifici, formando una scheda del fascicolo di causa, individuando materie e tipologie di affari. Tutto ciò sarà di supporto ai magistrati nelle attività preparatorie della decisione, ricercando precedenti giurisdizionali, citazioni, dottrina e documentazione, nonché individuando le questioni sulle quali vi sono (o sono possibili) contrasti di giurisprudenza. Di fatto, anche i giudici amministrativi avranno una loro struttura organizzativa, simile a quella che in Corte di cassazione assume il nome di “ufficio del massimario” con funzione di filtro e di indirizzo. L’attività di supporto si estende quindi anche allo studio dei fascicoli e dei problemi che possono sorgere (con relative proposte di soluzione): l' Ufficio del processo può giungere fino all’elaborazione di bozze di provvedimento, da poter poi utilizzare per definire con decisione monocratica, nel caso in cui non occorra un’attività di giudizio (ad esempio, per dichiarare estinzione del ricorso, improcedibilità, istruttoria).
Questi vasti compiti, che sarebbero utilissimi per le nuove liti, sembrano essere in gran parte riservati alla definizione dell’arretrato, perché questo è il primario obiettivo da raggiungere. L’articolo 17 del Dl 80 / 2021 (sull’efficienza della giustizia) sembra porre dei forti limiti, imponendo che il personale dell’ufficio del processo svolga attività lavorativa «esclusivamente per la riduzione dell’arretrato e prevalentemente in modalità da remoto con la dotazione informatica all’amministrazione».

