La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 22689/2026 - esclude la sussistenza del reato di diffamazione per le espressioni offensive rivolte all’avvocato di controparte definito incompetente e scorretto deontologicamente, se fondate su fatti veri e mirate solo a colpire - attraverso legittime critiche - la reputazione professionale della parte offesa, ma senza trascendere in attacchi personali.

La vicenda

Nel caso concreto l’imputato ora definitivamente “assolto” aveva intentato diverse azioni giudiziali...

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