Anziché prendere in esame i limiti della formazione "generalista" in atto rispetto alla cennata complessità delle questioni che vengono proposte nelle aule di giustizia e di correggere le carenze proprie del modello incentrato sulla Scuola superiore della magistratura, il decreto n. 168 parcellizza i percorsi formativi delle toghe in tirocinio in una frammentaria giustapposizione di periodi di permanenza nei vari uffici. Non si tratta di assicurare un tour nelle varie articolazioni dell'organizzazione giudiziaria, ma di fornire una preparazione duttile e plurifunzionale a giovani magistrati che li metta in condizione di poter affrontare le dette diverse, difficili realtà in cui si articola la macchina giudiziaria del Paese
Il decreto legge 168 del 2026 si pone nella scia dei soliti provvedimenti “tampone” con cui il legislatore evita di affrontare snodi fondamentali della questione giustizia nel Paese e procede a micro-aggiustamenti, con talvolta supine risposte a pulsioni corporative, senza tuttavia che nessuna novità si inserisca in un ordito sistematico, in un orizzonte più vasto.
La cornice dell'intervento
La polverizzazione dei poteri, la dislocazione pulviscolare delle competenze crea microcosmi autoreferenti...


