La corporate social responsibility è, ormai, un tema trasversale a tutta l'attività di impresa.
Gli interventi normativi italiani ed europei ed a una acquisita attenzione e consapevolezza di consumatori ed investitori incentivano le azioni di responsabilità sociale che spaziano dallo stakeholder engagement agli interventi a sostegno di comunità locali, politiche di welfare aziendali a sostegno della maternità o classi di lavoratori svantaggiati o, ancora, alle misure per la riduzione del gender gap o garanzia della gender diversity.

Nell'ultimo anno e mezzo anche gli studi legali italiani stanno rivolgendo a questi temi e, in genere, all'area della responsabilità sociale di impresa.
In questo senso sono da molteplici sia le iniziative intraprese dalle associazioni di categoria sia dai singoli studi legali.

Particolarmente innovativa è la scelta di affrontare questi temi a partire dalla rendicontazione.

Infatti, come noto, gli studi legali, quando organizzati nella forma tradizionale dell'associazione professionale, non sono soggetti all'obbligo di pubblicazione del bilancio o di un rendiconto economico finanziario.

In un simile contesto, ben si comprende l'originalità della decisione dello studio legale SZA di Milano che, primo nel panorama italiano, ha avviato un'azione sistematica di rendicontazione con la pubblicazione di un report integrato (quest'anno alla seconda edizione).

Il report integrato (IR) è un framework internazionale di corporate reporting promosso dall'Integrated International Reporting Council (IIRC).
Il report integrato rappresenta un nuovo approccio alla rendicontazione aziendale, diretto, più che alla produzione delle informazioni, alla evidenziazione delle relazioni tra variabili non solo economiche.

In questo moto, il report integrato supporta l'elaborazione di un pensiero strategico con riferimento al capitale economico-finanziario, capitale umano, capitale sociale-relazionale, capitale organizzativo, capitale ambientale, capitale infrastrutturale.


"La forza dell'insieme"
L'avvio di un percorso di rendicontazione aiuta a sviluppare una visione olistica dello lawfirm.
Innanzitutto, l'organizzazione riconsidera periodicamente i propri valori e tratti distintivi e li comunica ai suoi membri, favorendo sia lo sviluppo ed il rafforzamento della corporate identity sia la tensione verso la realizzazione della mission aziendale.
In secondo luogo, la rendicontazione promuove lo scambio di flussi informativi ed il dialogo tra i membri dell'organizzazione.

Ciò facilita l'emersione di eventuali criticità o potenziali inespressi e fornisce elementi importanti per le successive decisioni.
Infine, la partecipazione ai processi informativi e la pubblicazione dei loro risultati rende più trasparenti gli stessi processi decisionali e favorisce la percezione dei membri dell'organizzazione e di appartenere ad una comunità.

Sarà interessante verificare nel tempo come la rendicontazione non finanziaria possa determinare un impatto sull'ambiente di lavoro e sull'organizzazione di uno studio legale, nonché sulla percezione da parte dei clienti della centralità del ruolo del singolo professionista o, invece, del know acquisito dalla lawfirm nel suo complesso.

"Avvocato, quante cause vince?!"
Vi è tuttavia un ulteriore aspetto innovativo.
La rendicontazione periodica delle attività dello Studio stimola una riflessione sui processi interni ed una verifica degli output dell'esercizio organizzato della professione legale.
Infatti, le variazioni del fatturato sono influenzate anche dal particolare capitale intellettuale della law firm, in termini di expertise sia in un determinato ambito legale sia nell'organizzazione dei processi.

Ugualmente, l'investimento in infrastrutture tecnologiche o in nuovi uffici può fungere da volano per recuperi di efficienza e di marginalità.
Va aggiunto che l'avvocatura non può più sottrarsi alla ricerca di key performance indicators capaci di misurare l'efficienza dei processi e la qualità del lavoro e dei risultati per il cliente.
Anche su questo fronte SZA ha deciso di proporre e rendere pubblico il proprio metodo di lavoro sperimentato negli anni.

Grazie al monitoraggio costante dei dati delle pratiche affidate lo Studio può valutare, per esempio, il grado di efficienza delle attività di recupero del credito, verificando il monte capitale affidato, l'entità degli importi recuperati in un arco temporale determinato e la quota di spese di lite.

La ricerca continua di margini di efficienza ha, peraltro, spinto lo Studio a implementare, per il contenzioso massivo, strumenti di gestione delle informazioni ricorrenti nelle controversie, da un lato, e di analisi e qualificazione delle difese avversarie, dall'altro, consentendo così ai professionisti di concentrare l'attenzione sui profili cruciali del caso, così da coniugare al meglio velocità ed accuratezza nell' esecuzione degli incarichi.

Gli stessi flussi informativi sono facilitati dai nuovi strumenti informatici che consentono un accesso diretto del cliente al software gestionale dello Studio con riferimento alle pratiche di sua competenza.

È evidente che, oltre ad importanti investimenti tecnologici, i sistemi di misurazione delle performance, di automazione e di gestione dei flussi informativi presuppongono l'esistenza di un presidio di internal audit, capace di rilevare tempestivamente l'eventuale deviazione dalle procedure di Studio.

A titolo esemplificativo, può citarsi, sotto tale profilo, il controllo periodico della regolarità dell'inserimento delle scadenze processuali e dell'evasione degli adempimenti delle pratiche, attività che supporta i professionisti nella gestione dei carichi di lavoro che possono interessare centinaia di pratiche.

Altrettanto importante è la misura della efficienza della gestione della pratica, in termini di ore lavorate e fatturato.

"Una concorrenza responsabile"
Il report integrato è dunque un utile strumento di comunicazione dell'identità dello Studio, di come esso concepisce se stesso nella comunità e del valore che esso genera per tutti gli stakeholder. La reportistica implica inoltre un impegno a migliorare le performance future.

Non può essere sottovalutato che, nell'attuale contesto del mercato legale, la rendicontazione è uno strumento di concorrenza; con il report integrato lo studio scommette su un modo innovativo per veicolare all'esterno la propria diversità rispetto agli altri concorrenti.

Va però aggiunto che l'iscrizione del report integrato tra le politiche di responsabilità sociale consente però di recuperare anche i concorrenti nella cerchia degli stakeholders e, quindi, dei soggetti interessati all'informativa e che beneficiano delle innovazioni virtuose.

La trasversalità della corporate social responsibility non può che declinarsi in una concorrenza responsabile.

* di Marco Petrassi, Partner Studio SZA

Leggi anche: il Report Integrato 2019

Riproduzione riservata Ⓒ