Sul piano sistematico, il decreto legislativo 115/2026 prova a spostare il baricentro dalla sola repressione alla protezione effettiva della persona offesa. Qui la direzione è condivisibile: una vittima di tratta non è un testimone "qualsiasi", ma una persona spesso esposta a ricatti, dipendenza, isolamento linguistico e timore di ritorsioni. Il rischio, però, è che la tutela resti formale se non viene accompagnata da reti di emersione rapide, accoglienza adeguata e operatori formati. Senza questa filiera, la norma rischia di fermarsi alla soglia del testo
C'è un’ombra antica che si allunga sulle nostre città moderne, una forma di servitù che ha smesso i panni logori dei secoli passati per indossare quelli, insospettabili, di uno schermo retroilluminato.
Il Dlgs 12 giugno 2026 n. 115, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" del 1° luglio 2026 recepisce la direttiva (UE) 2024/1712 volta a rafforzare la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. Non è solo un atto burocratico di recepimento...


