Il consenso dei creditori di un concordato preventivo si forma su una rappresentazione piena e costantemente aggiornata della realtà aziendale. La violazione di tale principio e le omissioni informative, anche se prive di dolo, possono comportare la revoca della procedura.
Con l’ordinanza 9 dicembre 2025, n. 31958, la Corte di Cassazione interviene in modo netto sul tema della revoca del concordato preventivo per atti in frode, rafforzando il precetto della centralità assoluta del consenso informato...

