
Martina Domenicali, Andrea Lonza, Paolo Fois
Lexroom, il sistema operativo AI per il lavoro legale, annuncia oggi l’acquisizione del 100% della società francese Query Juriste e della bulgara Praven Intelekt, la prima operazione di M&A dalla sua fondazione.
Dopo l’espansione organica in Germania e Spagna, l’operazione apre una nuova fase nella strategia di crescita europea di Lexroom, che unisce crescita organica e M&A per portare il proprio sistema operativo AI nei mercati di civil law. Con queste acquisizioni l’azienda arriva a presidiare cinque mercati europei, Italia inclusa.
I founder e i team di entrambe le società entrano in Lexroom e continueranno a sviluppare i rispettivi mercati, mentre i marchi Query Juriste e Praven Intelekt confluiranno progressivamente in Lexroom.
“Queste acquisizioni sono una tappa importante della nostra espansione europea, e sono solo l’inizio. Nell’ultimo anno abbiamo incontrato decine di founder impegnati in una missione vicina alla nostra: Query Juriste e Praven Intelekt si sono distinte subito, per la qualità dei team, la trazione reale e prodotti costruiti con la stessa convinzione con cui abbiamo iniziato noi. Non ha senso reinventare la ruota mercato per mercato. Quando incontriamo founder che hanno già costruito qualcosa di valido, la mossa più intelligente è unire la tecnologia, la scala e il capitale di Lexroom alla competenza e all’energia di chi conosce il territorio. È così che si costruisce la piattaforma di riferimento del legal AI in Europa”, dichiara Paolo Fois, co-fondatore e CEO di Lexroom.
Perché nel legal AI la profondità locale fa la differenza
Portare l’AI applicata al diritto su scala europea presenta una difficoltà di fondo: il lavoro legale resta profondamente locale. Ogni giurisdizione ha una propria normativa, una propria giurisprudenza, un proprio quadro regolatorio, un linguaggio giuridico e prassi professionali specifiche. Costruire un prodotto affidabile su sistemi così diversi richiede dati giuridici Paese per Paese e competenze locali coltivate nel tempo, non un modello valido per tutti.
È esattamente il problema per cui è nato l’approccio data-first di Lexroom. Invece di considerare un modello linguistico generalista come il prodotto in sé, l’azienda ha costruito la propria piattaforma su un’infrastruttura proprietaria di fonti giuridiche certificate, organizzata per restituire risposte affidabili e verificabili in più giurisdizioni.
Le acquisizioni di Query Juriste e Praven Intelekt estendono questo approccio a due mercati strategici, aggiungendo tecnologia, competenze locali e basi clienti già consolidate. E arrivano in un momento di svolta per il settore: costruire piattaforme che funzionino in modo affidabile su più giurisdizioni richiede investimenti importanti in dati giuridici, compliance, prodotto e talenti locali. Un impegno che premia sempre più le aziende con la scala e le risorse per crescere a livello internazionale.
In Francia, Query Juriste conta quasi 300 clienti e circa 1.000 licenze attive, oltre a una piattaforma di ricerca giuridica collegata a più di cinque milioni di documenti francesi ed europei. In Bulgaria, Praven Intelekt conta oltre 900 clienti e apre a Lexroom la prima porta d’ingresso nell’Europa centro-orientale.
Entrambi i team entrano in Lexroom: Etienne Le Guay guiderà lo sviluppo dell’azienda in Francia, mentre Siyanna Lilova assumerà il ruolo di Head of Central and Eastern Europe, alla guida della presenza di Lexroom nella regione.
«Abbiamo costruito Query Juriste con la convinzione che l’AI sia utile agli avvocati solo se è costruita sui dati giuridici stessi, e non sopra un modello generalista», dichiara Etienne Le Guay, co-founder di Query Juriste. «Siamo entrati in Lexroom perché è nata sullo stesso principio data-first. È l’occasione per accelerare quello che abbiamo avviato in Francia e portarlo su scala europea.»
“Abbiamo creato Praven Intelekt perché volevamo offrire una soluzione di livello mondiale al mercato legale bulgaro. I professionisti del settore legale avevano bisogno di un’intelligenza artificiale sviluppata sulla base delle specificità del diritto locale, piuttosto che di uno strumento generico”, afferma Siyanna Lilova, co-founder di Praven Intelekt e Head of Central and Eastern Europe di Lexroom. «Entrare a far parte di Lexroom ci permette di mantenere quella profondità locale pur operando su una scala completamente diversa. La Bulgaria può ora diventare il punto di partenza per estendere lo stesso approccio ai professionisti del settore legale in tutta l’Europa centrale e orientale».
Le acquisizioni riflettono anche un cambiamento più ampio nel mercato europeo del legal AI, che sta passando da una fase di rapida innovazione di prodotto a una fase di scala e consolidamento. Operare su più giurisdizioni richiede investimenti significativi ed esecuzione locale, e premia sempre più le aziende che dispongono delle risorse e dell’infrastruttura per muoversi in più mercati.
Oggi Lexroom serve oltre 20.000 clienti, conta più di 200 professionisti e ha costruito la propria tecnologia su un’architettura data-first collegata a oltre 13 milioni di fonti giuridiche. Nell’estate 2026 l’azienda ha superato i 23 milioni di euro di ARR.
A maggio 2026 Lexroom ha chiuso un Series B da 50 milioni di dollari guidato da Left Lane, con la partecipazione di Base10 Partners, Eurazeo, Acurio Ventures, Entourage e View Different. Il round è arrivato ad appena otto mesi dal Series A da 19 milioni di dollari, portando la raccolta complessiva a oltre 73 milioni di dollari.
L’ambizione di lungo periodo di Lexroom è diventare il sistema operativo AI del lavoro legale, riunendo in un’unica piattaforma ricerca giuridica, redazione di atti, analisi documentale e i più ampi flussi di lavoro professionali, a partire dai mercati europei di civil law.

