E’ operativo dall’1 aprile il nuovo servizio di mediazione linguistico-culturale a supporto di tutte le sezioni specializzate dei tribunali distrettuali competenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Lo ha reso noto dal Ministero della Giustizia su gNewsonline.it.
Il progetto
L’iniziativa rientra nel progetto n. 1175 “Mediazione culturale negli Uffici giudiziari italiani”, presentato dal Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi (Dog), ammesso a finanziamento con decreto dell’Autorità di gestione del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), per un importo complessivo di 915.000 euro. Precedentemente, evidenzia via Arenula, il servizio era garantito solo in alcuni tribunali grazie all’intervento dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA). Con la nuova misura, il progetto viene esteso a tutte le 26 sezioni specializzate in materia di protezione internazionale presso i tribunali italiani.
In cosa consiste il nuovo servizio
Gli uffici giudiziari potranno richiedere il servizio per attività di mediazione linguistico-culturale, interpretazione nella lingua dei segni e traduzione non ufficiale di documenti durante le udienze.
La copertura linguistica sarà ampia, comprendendo oltre 50 lingue, inclusi dialetti rari.
Il Ministero precisa che non si tratta di un mero servizio di interpretariato. Il mediatore linguistico-culturale svolge una funzione più articolata, contribuendo a “spiegare in udienza le differenti implicazioni culturali e sociali-economiche” facilitando così la comprensione “di aspetti linguistici e culturali rilevanti per i richiedenti asilo e protezione internazionale”.
Il progetto rappresenta un intervento di sostegno non solo per giudici, avvocati e parti processuali, ma anche per le attività di cancelleria (reperimento interpreti, convocazione in udienza, liquidazione ed emissione di mandati di pagamento, ecc).
Modalità operative
Le disposizioni operative sono state già diramate a tutti gli uffici il 23 marzo scorso, unitamente alla procedura semplificata da seguire e ai moduli da utilizzare.
Il 30 marzo, spiega il ministero, si è svolto, inoltre, un incontro operativo in modalità telematica con i presidenti dei tribunali distrettuali, i presidenti e i giudici delle sezioni specializzate e il personale amministrativo di ciascuna sede.
È stato istituito, altresì, un apposito servizio di verifica, coordinamento operativo e monitoraggio delle attività, anche ai fini della rendicontazione al Fondo FAMI.

