Nell80% dei casi è coinvolta almeno una impresa, mentre il valore medio trattato ha raggiunto i 331mila euro. L’incontro è quasi sempre digitale (90% ) e il mediatore è prevalentemente donna. Il tasso di successo poi è alto: 68%. In un caso su tre c’è di mezzo un immobile. Sono i dati forniti dalla Camera Arbitrale di Milano (CAM) relativi al 2025, “l’anno della piena applicazione della disciplina introdotta dalla Riforma Cartabia”, entrata in vigore a fine 2023.

Il cambio di passo si registra già dal primo incontro che da momento “informativo e gratuito”, è diventato “effettivo”, col pagamento di un’indennità di legge in base al valore della controversia. Da lì poi le parti decidono: definire subito l’accordo; proseguire con altri meeting; chiudere con un “no”.

Di domande ne vengono depositate 4 nuove ogni giorno; per un totale di 972 da gennaio a dicembre 2025, in linea con gli anni precedenti. Quello che è cresciuto invece è il valore medio, andato su del 39% in 12 mesi.

Per il Direttore Generale Stefano Azzali:“La mediazione della Camera Arbitrale di Milano si conferma un punto di riferimento solido”, ed “emerge con chiarezza come la mediazione sia ormai uno strumento maturo anche per le liti più complesse”. In questo senso, prosegue, “il tasso di successo del 68%, nettamente superiore alla media nazionale, e tempi di definizione pari a 98 giorni rappresentano risultati concreti di efficienza e qualità”.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, infatti, la media nazionale dei successi si ferma al 53,1%. Nel dettaglio, è del 57,6% negli Organismi delle Camere di commercio; del 55,5% negli altri Organismi privati; del 49,6% presso altri Ordini; del 48,5% presso gli Ordini degli avvocati.

Quando c’è stato l’accordo e le parti sono comparse la durata media è stata di 118 giorni; che diventano 165 giorni negli altri Organismi di Mediazione italiani, con un risparmio di tempo del 28,4%.

Nel 43% dei casi le mediazioni riguardano un contenzioso tra imprese e persone fisiche, nel 37% dei casi tra imprese e nel 20% tra persone fisiche. Centrale poi la digitalizzazione: il 90% degli incontri si è svolto online. Negli altri Organismi di mediazione il dato si ferma al 51%.

A farla da padrone sono sempre le controversie condominiali che rappresentano il 19% del totale, seguono le locazioni con il 14%, e il contratto d’opera con l’11%. In forte aumento le controversie in materia di somministrazione (+300%), responsabilità civile (+107%) e contratto d’opera con il +15%.

Infine, la composizione del corpo dei mediatori: su un totale di 905 procedimenti di mediazione avviati nel 2025, il 61% è stato gestito da mediatrici e il 39% da mediatori. Nel 2025 sono stati nominati 19 mediatori (per 288 casi) e 35 mediatrici (per 617 casi). Le mediatrici di età variabile per il 60% sono avvocate, per l’8,5% commercialiste e nel 28,5% dei casi svolgono altre professioni (dirigenti scolastici, impiegate, psicologhe etc…).

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