In arrivo 36 nuovi centri di giustizia riparativa su tutto il territorio nazionale. Lo rende noto il ministero della Giustizia su gNews. Nei prossimi giorni verranno e saranno dislocati sull’intero territorio nazionale. L’iniziativa rappresenta un passaggio rilevante nell’attuazione della riforma della giustizia introdotta negli ultimi anni, con l’obiettivo di affiancare al sistema penale tradizionale nuovi strumenti di gestione del conflitto generato dal reato.
La conferenza stampa al ministero della Giustizia
Per illustrare l’avvio dei nuovi centri, mercoledì 18 febbraio 2026 alle ore 12 si terrà una conferenza stampa presso la Sala Livatino del Ministero della giustizia, alla presenza del Viceministro Francesco Paolo Sisto.
L’appuntamento servirà a presentare nel dettaglio il funzionamento dei Centri per la giustizia riparativa e il loro inserimento nel sistema giudiziario nazionale.
Cos’è la giustizia riparativa
La giustizia riparativa è una forma di giustizia complementare a quella retributiva tradizionale, che non si concentra esclusivamente sulla punizione del reo, ma coinvolge attivamente la vittima, l’autore del reato e la comunità, nella ricerca di una soluzione condivisa.
Si tratta di un modello orientato alla riparazione del danno, alla riconciliazione e al rafforzamento del senso di sicurezza collettivo, attraverso percorsi volontari e consensuali.
“La giustizia riparativa è una rivoluzione copernicana”, così l’ha definita il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in occasione della prima riunione della Conferenza nazionale (il gruppo di lavoro chiamato a dare concreta attuazione alla c.d. Riforma Cartabia che della giustizia riparativa è l’atto normativo fondante), tenutasi nell’ottobre 2023.
Il quadro normativo di riferimento
Nell’ordinamento italiano la giustizia riparativa, si rammenta, è stata introdotta dal decreto legislativo 10 ottobre 2022 n. 150, attuativo della cosiddetta Riforma Cartabia, in recepimento della Direttiva UE 2012/29.
L’articolo 42 del decreto legislativo 150/2022 definisce la giustizia riparativa come: «Ogni programma che consente alla vittima del reato, alla persona indicata come autore dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo imparziale, adeguatamente formato, denominato mediatore».
La restorative justice mira a superare la logica esclusivamente punitiva del sistema penale, richiedendo al reo un’assunzione di responsabilità concreta e l’attivazione di forme di riparazione del danno provocato.
Secondo i Basic principles on the use of restorative justice programmes in criminal matters elaborati dalle Nazioni Unite, «la giustizia riparativa è qualunque procedimento in cui la vittima e il reo e, laddove appropriato, ogni altro soggetto o comunità lesi da un reato, partecipano attivamente insieme alla risoluzione delle questioni emerse dall’illecito, generalmente con l’aiuto di un facilitatore».
Il ruolo dei nuovi centri sul territorio
Con l’attivazione dei 36 Centri per la giustizia riparativa, il ministero della Giustizia intende dare concreta attuazione al nuovo modello previsto dalla normativa.
I centri costituiranno un punto di riferimento per l’attivazione dei programmi riparativi, favorendo un approccio più partecipato e orientato alla ricomposizione del conflitto generato dal reato.

