Secondo la Cassazione (ordinanza n. 16434/26) la ricostruzione dei confini tra due terreni deve basarsi su una valutazione complessiva: dai segni materiali presenti sul terreno, come muri o recinzioni, consolidati nel tempo, alla presenza di una Ctu, dai titoli di acquisto alle risultanze catastali.

I fatti

La causa che ci occupa riguardava due appezzamenti nel Comune di Bolzano Vicentino, identificati come mappali 36 e 37, il cui confine risultava contestato a seguito di presunte variazioni catastali risalenti agli anni ’70 e della presenza di recinzioni e manufatti realizzati nel tempo.

Nel corso del giudizio, uno dei proprietari ha sostenuto che una porzione del proprio terreno fosse stata erroneamente attribuita al vicino a causa di modifiche catastali effettuate d’ufficio, chiedendo quindi il ripristino del confine originario e la restituzione dell’area occupata.

Il verdetto di merito

Il Tribunale di Vicenza aveva inizialmente accolto la domanda, ritenendo rilevanti le risultanze tecniche che evidenziavano possibili errori nelle mappe catastali. La Corte d’Appello di Venezia aveva invece riformato la decisione, attribuendo valore decisivo allo stato dei luoghi, e in particolare alla presenza di una recinzione stabile e visibile da decenni.

La sentenza della Cassazione

Sentenza di secondo grado che è stata bocciata dai giudici di legittimità. La Corte, infatti ha precisato, che nella determinazione dei confini il punto di partenza sono i titoli di proprietà, cioè gli atti notarili di acquisto. Se nei documenti è indicata con precisione la delimitazione del fondo, tale elemento assume un ruolo centrale nella ricostruzione del confine. Un ulteriore riferimento è rappresentato dal catasto, che contiene le mappe e i dati identificativi dei terreni. Tuttavia, puntualizza la Cassazione, il catasto ha normalmente valore sussidiario e non decisivo, poiché può contenere imprecisioni o non essere aggiornato rispetto alla situazione reale. Grande importanza riveste anche lo stato dei luoghi, cioè la situazione concreta del terreno. Recinzioni, muri, siepi o altri segni materiali possono indicare la linea di separazione tra proprietà, soprattutto se presenti da lungo tempo e non contestati.

L’importanza della Ctu

In caso di controversia, il giudice si avvale spesso di una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), che ha il compito di analizzare documenti, mappe e rilievi sul posto per ricostruire in modo tecnico la corretta linea di confine.

Concludono gli Ermellini evidenziando come nessun elemento da solo sia sufficiente ad avere valore probatorio: il confine deve essere stabilito attraverso una valutazione complessiva di tutte le prove disponibili. In particolare, né le sole risultanze catastali né la sola presenza di recinzioni possono determinare automaticamente la linea di proprietà.

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