Sul Pnrr, Nordio ha rivendicato i risultati raggiunti dal ministero. «Il ministero della Giustizia ha pienamente conseguito tutte le milestone e i target previsti dal Pnrr, confermando la credibilità e l’affidabilità del nostro Paese», ha detto il Guardasigilli. Nel 2025, ha ricordato, si sono registrati avanzamenti tra cui la digitalizzazione del processo penale di primo grado, misure straordinarie per accelerare la giustizia civile e la riqualificazione di oltre 289mila metri quadrati di edifici giudiziari. Nel penale, secondo Nordio, è stato raggiunto al 31 dicembre 2025 l’obiettivo sulla riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti, con una contrazione del 31,5%, superiore al target del 25%.

Nel civile, ha aggiunto, sono stati sostanzialmente centrati gli obiettivi di abbattimento delle pendenze, con una contrazione dell’89,5% nei Tribunali e del 91% nelle Corti d’appello. In miglioramento anche il disposition time civile, passato da una riduzione del 28,8% al 31 dicembre 2025 al 40,6% al 30 aprile 2026. La verifica definitiva, ha precisato, spetterà alla Commissione europea.

Nordio ha richiamato anche il Country report del 3 giugno, nel quale la Commissione europea ha espresso «per la prima volta dopo molti anni un giudizio ampiamente positivo nei confronti dello sforzo compiuto in questi anni in materia di giustizia».

Carceri, sovraffollamento e Sollicciano - Sul fronte carcerario, il ministro ha escluso che il sovraffollamento sia collegato a «un’eccessiva produzione normativa», sostenendo che dipenda invece dal numero dei reati. Ha poi ricordato l’individuazione di «due o tremila» detenuti che avrebbero diritto alla detenzione domiciliare ma non possono accedervi per mancanza di domicilio.

Quanto ai detenuti tossicodipendenti, indicati in circa diecimila, Nordio ha affermato che «sono malati da curare, più che detenuti» e che dovrebbero essere collocati in strutture protette fuori dal carcere.

Il Guardasigilli ha respinto anche il collegamento tra nuove norme e aumento dei detenuti. Sul decreto rave party ha detto che «non soltanto non ha portato in prigione nessuna persona, ma ha evitato questo fenomeno criminoso che avrebbe potuto portare a ulteriori arresti».

Sui suicidi, Nordio ha affermato: «Non è vero che i suicidi in carcere sono aumentati. La percentuale è stata invertita rispetto all’anno scorso». Ha però aggiunto che «ogni suicidio è un fallimento dello Stato».

Su Sollicciano, il Ministro ha spiegato che la situazione è «sedimentata non negli anni ma nei decenni» e ha assicurato che il piano carceri dovrebbe portare la struttura a essere «ridotta o addirittura svuotata» appena disponibili nuovi posti, «probabilmente entro la fine dell’anno».

Per Italia Viva, però, la situazione delle carceri è ormai “insostenibile”. Ivan Scalfarotto ha definito una “barbarie” le condizioni di istituti come Sollicciano, sostenendo che il sovraffollamento sia aggravato anche da scelte legislative del Governo, come il decreto Caivano, che avrebbe portato in carcere tossicodipendenti coinvolti in episodi di piccolo spaccio. Silvia Fregolent ha ricordato che i detenuti sono oltre 64mila a fronte di poco più di 51mila posti disponibili e ha denunciato il fallimento del piano carceri, evidenziando che in alcuni istituti il tasso di affollamento supera il 200%, con ricadute negative sui percorsi di recupero e sulla sicurezza di detenuti e agenti penitenziari.

Assolti, ristoro anche delle spese legali - Nordio è intervenuto anche sul ristoro per chi viene assolto. «Spero di poter arrivare al più presto a un provvedimento che sia concretamente utile», ha detto. Per il Ministro, il risarcimento non deve riguardare solo l’ingiusta detenzione, ma anche «tutti quei danni materiali e immateriali che la persona ha subito a cominciare delle spese legali».

Il Guardasigilli ha definito «irragionevole» che lo Stato non risponda direttamente nei casi di assoluzione, soprattutto quando avviene con formula piena, «il fatto non sussiste» o «non aver commesso il fatto».

Responsabilità dei magistrati - Infine, Nordio ha distinto tra responsabilità civile e risarcimento del danno. La sanzione pecuniaria al magistrato che sbaglia «è inutile, perché il magistrato è assicurato, non ha effetto né sanzionatorio, né preventivo, né intimidatorio».

Secondo il ministro, «il magistrato non va sanzionato nel portafoglio, ma sulla carriera e sulla promozione ed eventualmente nel giudizio disciplinare». Nordio ha poi richiamato il tema della sezione disciplinare del Csm: «È andata come è andata, ma noi non per questo ci arrendiamo».

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