“Dopo la vittoria del sì” al referendum sulla riforma costituzionale che riguarda l’ordinamento giudiziario, “metteremo mano al codice di procedura penale soprattutto sulla custodia cautelare, cosa che mi sta particolarmente a cuore. Vi anticipo che stiamo cercando di riportare il codice di procedura penale al suo originario spirito accusatorio voluto da Vassalli”. Lo ha detto a Bari il ministro della giustizia Carlo Nordio, partecipando a un incontro sulle ’ragioni del sì’ in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
“Se la riforma non passasse ora – ha proseguito Nordio -, con le condizioni favorevoli che ce la consentono, non ultima la stabilità, ma soprattutto il consenso dei cittadini, rallenterebbe di molto la modernizzazione della nostra giustizia”. “La separazione delle carriere - ha aggiunto - è utile perché altrimenti il processo penale collassa, come è collassato, non funziona più. O ritorniamo al vecchio codice fascista che è stato abolito nell’88-89, oppure dobbiamo adeguare la Costituzione a questa nuova riforma che non si è fatta 40 anni fa perché non c’erano le condizioni di stabilità che oggi ci sono”. E poi una nota personale: “Da trent’anni questa riforma ce l’ho nel cuore e costituisce il coronamento di una vita non soltanto di magistrato ma di modesto giurista che su questo argomento ha scritto 6 libri. Già dal 1995 ho detto basta: bisogna separare le carriere. Ho scritto il primo libro proprio in quegli anni”.
“Finché il Csm non avrà avuto il coraggio di fare trasparenza assoluta sullo scandalo di Palamara, di scoperchiare questa pentola e dire cosa c’era nelle chat, sul quale non il sottoscritto, ma tutte le massime cariche dello Stato e i più importanti giornalisti, commentatori e anche magistrati dell’epoca, a cominciare dallo stesso Gratteri, De Magistris, Di Matteo hanno detto peste e corna, allora il prestigio e la credibilità di questa alta istituzione resterà comunque in un certo senso dubbia”. Il ministro ha ricordato che “Anm e Csm lo hanno condannato radiandolo”, evidenziando però che “Palamara aveva chiesto che fossero ascoltati un centinaio di magistrati, tutti quelli che erano nelle sue 60mila chat. Glielo hanno impedito perché evidentemente in quelle chat c’erano e ci sono nomi di magistrati importantissimi. Il Csm ne ha sacrificati quattro, tutti della stessa corrente”, mettendo “la polvere sotto il tappeto e il coperchio sulla pentola”.
Non è mancata una stoccata all’Associazione nazionale magistrati. “L’Anm si è esposta politicamente e questo diminuisce il principio di terzietà della magistratura, perché nel momento in cui ti affianchi o addirittura guidi una coalizione politica composta da gran parte dell’opposizione, anche se all’interno ci sono tanti dissidenti, l’alleanza, la contiguità della magistratura alla politica fa deteriorare l’immagine di terzietà”. “Se il no dovesse essere sconfitto, come noi pensiamo, - ha concluso il ministro - la magistratura ne uscirebbe politicamente sconfitta e quindi ancora più vulnerata nella sua credibilità, che oggi è già abbastanza ridotta”. Secondo Nordio, il referendum “si sta politicizzando e questo non deve accadere”.

