“Siamo stati accusati di volere sottoporre la magistratura al potere esecutivo. Dovessi tornare indietro rifarei il magistrato e tornerei a rischiare la vita come ho fatto per le Brigate Rosse. Ma vi pare che una persona con questa esperienza possa avere anche il solo sospetto di voler umiliare la magistratura? Questo è stato un rimprovero che mi ha ferito. Ma soprattutto dovrebbe ferire gli avvocati perché una magistratura sottoposta al potere esecutivo eliminerebbe la funzione dell'avvocato. Senza un giudice libero, indipendente, autonomo, svincolato da qualsiasi potere torniamo al processo di Gesù, al processo di Galileo e al processo di Socrate“. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel suo intervento molto applaudito dalla platea nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario forense 2026 a cui ha partecipato insieme al suo capo di Gabinetto Giusy Bartolozzi.

Quello della nostra riforma – ha aggiunto - non sarà un sorteggio anomalo, sarà un sorteggio nell'ambito di un canestro, sia nell’Alta corte disciplinare sia nei due Consigli superiori di magistratura, formato da magistrati in misura maggiore di quanto non lo siano oggi rispetto ai rappresentanti eletti dal Parlamento“.

“Saranno sorteggiati – ha proseguito - tra gli stessi magistrati e per l’Alta corte saranno sorteggiati non come i dadi, così come vengono, ma tra magistrati almeno con 20 anni di esperienza, quindi per definizione tutti bravissimi, preparatissimi e diligentissimi - aggiunge - Non c’è quindi il pericolo che questo sorteggio venga a determinare un’assoluta incompetenza di chi deve giudicare”.

Altro passaggio che ha scaldato l’avvocatura quello sul ritorno alla oralità. “Prometto che il principio di oralità nel processo penale e civile, che è stato mortificato anche per ragioni di forza maggiore, sarà reinserito”.

Nordio ha poi ricordato che “per la prima volta quest’anno colmeremo gli organici dei magistrati e si attendeva da 80 anni”. “E’ una smentita a qualche insinuazione secondo la quale vorremmo quasi umiliare magistratura - ha continuato - Abbiamo sistemato quasi tutti gli appartenenti all’ufficio del processo che erano a tempo determinato e lo abbiamo fatto con risorse nostre”.

Quanto alla riforma della legge forense Nordio ha concluso: “Abbiamo accolto i vostri suggerimenti, sappiamo che ci sono dei rallentamenti parlamentari ma siamo decisi ad affrettarli con i sistemi che la legge ci consente”.

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