A fronte di una disabilità grave del dipendente – nel caso specifico una malattia oncologica -, il datore di lavoro deve cercare un “ragionevole accomodamento” volto al “miglior impiego” della persona in considerazione delle “sue patologie e limitazioni”. L’eventuale rifiuto di un simile “accomodamento” costituisce un atto discriminatorio. È dunque affetto da nullità il licenziamento comminato dall’azienda basato unicamente sulla circostanza che il dipendente non ha dimostrato che le sue condizioni...

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