Ripristinare dal 1° agosto al 15 settembre la sospensione dei termini processuali, cioè il periodo durante il quale, salvo le eccezioni previste dalla legge, si interrompe il conteggio delle scadenze legate ai procedimenti giudiziari. È la richiesta dell’Organismo Congressuale Forense (OCF) al Governo e al Parlamento, che propone di superare l’attuale disciplina, limitata al solo mese di agosto, e tornare a quella originariamente prevista dalla legge n. 742 del 1969.
Oggi, infatti, dal 1° settembre tornano a decorrere i termini per impugnazioni, ricorsi e altri adempimenti processuali, spesso legati a scadenze inderogabili, mentre l’attività ordinaria dei tribunali riprende progressivamente dopo il periodo estivo.
Secondo OCF, la riduzione della sospensione feriale introdotta nel 2014 non ha prodotto un corrispondente aumento dell’attività giudiziaria e ha creato uno squilibrio che finisce per gravare sugli avvocati e, soprattutto, sui cittadini assistiti.
«Non chiediamo un privilegio per l’avvocatura, ma una disciplina più razionale, coerente con il concreto funzionamento della giustizia. Garantire agli avvocati condizioni adeguate per esercitare pienamente la propria funzione significa tutelare il diritto dei cittadini a una difesa effettiva», sottolinea il Coordinatore di OCF Fedele Moretti.
Sul ripristino della precedente disciplina sono già state avviate iniziative legislative in Parlamento. «Ripristinare la sospensione fino al 15 settembre non significa rallentare la giustizia, ma coordinare le scadenze processuali con il concreto funzionamento degli uffici giudiziari, tutelando il diritto di difesa e i diritti dei cittadini» - conclude Moretti.

