In tema di omicidio stradale, l’eventuale condotta imperita della vittima non interrompe il nesso causale con le violazioni commesse dal conducente responsabile, salvo che introduca un rischio nuovo o radicalmente esorbitante rispetto a quello originariamente determinato. La Corte di Cassazione, Quarta Sezione Penale, con sentenza 34892 del 2026, chiarisce che una causa sopravvenuta è idonea a interrompere infatti il nesso causale tra condotta ed evento soltanto quando introduca un rischio nuovo ...
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