Si stringono i tempi su due delle tre nomine di maggior importanza che ancora spettano al Csm nell’attuale composizione. E, se a giugno dovrà essere scelto il successore di Giovanni Salvi alla Procura generale della Cassazione, nelle prossime ore si decidere il nome del nuovo capo della Procura di Milano e, probabilmente a cavallo di Pasqua, quello del nuovo Procuratore antimafia.
Ieri mattina all’ordine del giorno del plenum c’era la nomina del Procuratore di Milano dopo Francesco Greco e la reggenza di Riccardo Targetti. Un paradosso regolamentare che impedisce la partecipazione da remoto alle sedute in assenza dello stato di emergenza ha però bloccato i lavori. La richiesta di rinvio era infatti stata avanzata da un consigliere positivo al Covid e quindi nell’impossibilità di spostarsi. Per renderne possibile la partecipazione, sia pure dietro autorizzazione del comitato di presidenza, si è resa necessaria una modifica al Regolamento interno che ha richiesto gran parte della giornata per potere essere poi approvata dal plenum solo in serata.
La nomina quindi slitta tra oggi e domani pomeriggio in un clima comunque di grande incertezza. Perchè se il favorito è l’attuale Pg di Firenze Marcello Viola, che in commissione direttivi ha ottenuto due voti, a ruota ci sono, con un voto ciascuno, il procuratore di Bologna Giuseppe Amato e l’aggiunto di Milano Maurizio Romanelli. Forte quindi la possibilità, che alla guida della pubblica accusa sia chiamato per la prima volta un magistrato che non appartiene all’ufficio milanese, comunque scosso negli ultimi mesi dalle ripercussioni del caso Amara.
Nel frattempo è partita con lo svolgimento delle audizioni la corsa per la carica di Procuratore antimafia. Nessun voto per ora, ma il “borsino” delle quotazioni vede favorito il capo della Procura di Napoli Giovanni Melillo sul procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. Ma la domanda è stata presentata anche dai procuratori di Catania, Carmelo Zuccaro, di Messina, Maurizio De Lucia e di Lecce, Leonardo Leone De Castris. In corsa anche Viola, al netto della candidatura a Milano. E, unica candidatura interna alla Dna, quella di Giovanni Russo, procuratore aggiunto e reggente dopo l’uscita di Federico Cafiero de Raho.
Gratteri corre da outsider, sponsorizzato al Csm da figure a lui affini come Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita, più svincolati dagli equilibri di corrente, mentre Melillo, che nel 2017 venne preferito a de Raho alla guida della Procura di Napoli, è stato capo di gabinetto al ministero della Giustizia durante l’amministrazione di Andrea Orlando.

