L’imputato prosciolto per particolare tenuità del fatto all’esito del giudizio abbreviato ha interesse a impugnare la decisione per ottenere una formula più favorevole, considerate le conseguenze extra-penali della pronuncia. Non essendo ammesso l’appello, per impugnare il proscioglimento può proporre ricorso per Cassazione anche per vizi della prova e della motivazione indicati dalla disciplina generale del ricorso. È quanto chiarisce la Corte di Cassazione, Quarta Sezione Penale, con sentenza 34308 del 2026, poiché la decisione può produrre conseguenze nei giudizi civili, amministrativi e disciplinari, comporta l’iscrizione nel casellario e può incidere sulla futura applicazione della stessa causa di non punibilità. 

La particolare tenuità non equivale a una piena assoluzione “innocua”. La Cassazione sottolinea che la pronuncia accerta il fatto, la sua illiceità penale e la sua commissione da parte dell’imputato.

La Corte dichiara espressamente di condividere un orientamento già presente nella giurisprudenza di legittimità e lo ricollega alle Sezioni Unite n. 40049/2008, Guerra, sull’interesse dell’imputato a ottenere una formula di proscioglimento più favorevole. La Cassazione richiama sul punto, tra gli altri, precedenti del 2024 e 2025 che riconoscono la ricorribilità per Cassazione contro il proscioglimento per particolare tenuità; viene inoltre ricordata, nel percorso argomentativo, la legge Pecorella (legge n. 46/2006) come precedente storico per spiegare la legittimità della limitazione dell’appello nell’abbreviato.

La vicenda

All’esito di un giudizio abbreviato, l’imputato era stato prosciolto da un’accusa relativa alla detenzione di sostanza stupefacente perché il fatto era stato ritenuto di particolare tenuità. La difesa ha impugnato comunque la decisione, sostenendo che gli elementi raccolti non dimostravano la destinazione della sostanza a un uso diverso da quello personale. In particolare, contestava che il giudice avesse trascurato elementi documentali relativi alla capacità economica dell’imputato e ai prelievi di denaro, indicati come elementi a discarico.

La sentenza della Cassazione

La Cassazione ha preliminarmente riconosciuto l’interesse dell’imputato a contestare una pronuncia di particolare tenuità per ottenere una formula liberatoria più favorevole. Ha però chiarito che, trattandosi di proscioglimento pronunciato all’esito del giudizio abbreviato, non è ammesso l’appello dell’imputato ma resta esperibile il ricorso per Cassazione. Nel merito ha riscontrato una mancanza di motivazione sulla documentazione difensiva e ha annullato la decisione con rinvio per un nuovo giudizio.

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