Da domani, mercoledì 23 settembre, e fino al 29 settembre i penalisti si asterranno dalle udienze e da ogni altra attività giudiziaria nel settore penale. La protesta, proclamata dall’Unione delle Camere penali italiane, nasce dalla mancata risposta delle istituzioni sulla captazione dei colloqui riservati tra detenuti e difensori nel carcere di Perugia “Capanne”, ma investe più in generale quello che l’UCPI definisce un «arretramento delle garanzie» e l’emergenza penitenziaria.
Numerose le adesioni sul territorio. Da ultima è arrivata ieri anche la Camera Penale di Isernia. Anche in questo caso i penalisti denunciano una “grave violazione del diritto di difesa e della segretezza dei colloqui tra detenuti e difensori” e lamentano l’assenza di risposte istituzionali ritenute adeguate sugli accertamenti ispettivi richiesti.
Nella delibera, l’Unione delle camere penali sottolinea l’inerzia del ministero della Giustizia, nonostante l’impegno assunto dal Ministro della giustizia il 4 giugno scorso di avviare accertamenti tramite l’Ispettorato generale. Al contrario, non è stata fornita alcuna informazione, né dal Ministro né dal Procuratore generale di Perugia, sollecitati con ripetute richieste.
A questa vicenda i penalisti aggiungono lo stallo della riforma sul sequestro di dispositivi digitali, i tentativi di ampliare l’uso delle intercettazioni, l’estensione dei poteri preventivi di polizia anche verso i minori, la proposta di modifica dell’imputabilità minorile e la persistente emergenza da sovraffollamento carcerario (139,5% di capienza reale, 33 suicidi nel 2026).
All’astensione hanno già comunicato formalmente l’adesione o adottato proprie comunicazioni di astensione numerose Camere territoriali, tra cui Isernia, Monza, Verbania, Belluno, Pordenone, Napoli Nord, Modena, Bolzano, La Spezia, Trani, Nocera Inferiore, Messina, Latina, Reggio Emilia, Bergamo, Siracusa e la Camera Penale Regione Ligure.
La mobilitazione è stata inoltre rilanciata dalle Camere penali di Torino, Bologna, Bari, Trento e Imperia-Sanremo e Milano.
L’astensione avrà effetti anche su alcuni procedimenti di forte richiamo mediatico proprio a Milano. Non prenderà il via l’udienza preliminare sulla morte di Ramy Elgaml, fissata a Milano per il 24 settembre, che vede imputati l’amico Fares Bouzidi e sette carabinieri. Slitta inoltre ancora una volta la testimonianza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, prevista per il 28 settembre nel processo in cui è parte civile contro Fabrizio Corona, imputato per diffamazione. L’astensione inciderà anche su un’udienza del processo Visibilia, che vede tra gli imputati l’ex ministra Daniela Santanchè.

