La Corte Ue, sentenza nella causa C-155/25, boccia il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nella scuola: viola il diritto dell’Unione. 

In Italia, il «personale ATA» viene assunto con contratti a tempo determinato per coprire temporaneamente posti vacanti, mentre può essere assunto a tempo indeterminato solo mediante concorsi riservati ai dipendenti appartenenti a tale categoria che dimostrino di aver maturato almeno due anni di esperienza. La Commissione europea ritiene tale sistema incompatibile con il diritto dell’UE in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro utilizzo e privilegia le procedure di assunzione permanente. Per questo motivo ha presentato alla Corte di giustizia un ricorso per inadempimento contro l’Italia.

Ed i giudici di Lussemburgo l’hanno accolto. In primo luogo, osserva la decisione, il quadro normativo italiano non fissa alcun limite alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale ATA. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi, la Corte afferma che il requisito secondo cui la partecipazione presuppone il compimento di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato non fa che favorire proprio il ricorso a questa forma contrattuale anche a fronte di esigenze di personale permanenti.

Inoltre, per la Corte Ue, l’Italia non può giustificare il ricorso reiterato ai contratti a termine del personale ATA con generiche esigenze di flessibilità, perché la normativa non indica condizioni concrete che ne legittimino l’uso. Né bastano i concorsi pubblici, organizzati in modo sporadico e imprevedibile, a prevenire l’abuso della precarietà.

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