Quali sono i contributi tassati e quali invece quelli esclusi dal reddito, a seguito dell’erogazione delle prestazioni assistenziali da parte di Cassa Forense? A rispondere a queste domande è lo stesso ente previdenziale degli avvocati, con una nota pubblicata su CFNews.it, dettando chiarimenti importanti, a seguito di interpello all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, utili ai fini della dichiarazione dei redditi.

Quali contributi sono tassati

L’interpello ha consentito “di definire con certezza la tassazione delle prestazioni assistenziali, fornite da Cassa Forense ai propri iscritti, chiarendo quali contributi concorrono alla formazione del reddito e quali, invece, restano fiscalmente irrilevanti” spiega innanzitutto l’ente. Si tratta di una distinzione non solo teorica, ma che “incide in modo diretto sulla dichiarazione dei redditi degli iscritti e sulla corretta gestione degli adempimenti fiscali”.

In generale, precisa la Cassa, “sono soggette a tassazione le prestazioni che il fisco riconduce a un reddito di lavoro autonomo, ai sensi dell’articolo 54 del TUIR, o a un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente, ai sensi dell’articolo 50, comma 1, lettera c), del TUIR”.

Rientrano tra le somme fiscalmente imponibili le prestazioni che presentano un collegamento diretto con l’attività professionale forense o con la capacità reddituale dell’iscritto.

Tra queste figurano: assistenza indennitaria per infortunio o malattia; indennità di maternità e paternità; contributi per calamità naturali che abbiano inciso sull’attività professionale; sostegni economici per il follow up oncologico; contributi per strumenti informatici e attrezzature per lo studio legale; contributi per corsi di alta formazione; borse di studio per il titolo di cassazionista (ecc.).

Secondo Cassa Forense, queste erogazioni “pur avendo finalità assistenziale, presentano un collegamento diretto con l’attività lavorativa e, per questo, assumono rilievo fiscale”.

Le prestazioni escluse dal reddito

Restano invece escluse dalla tassazione le misure che non possono essere ricondotte né al reddito professionale né alle altre categorie reddituali previste dall’articolo 6 del TUIR.

Si tratta principalmente di contributi destinati al sostegno familiare o personale dell’iscritto, tra cui: contributi per familiari non autosufficienti con gravi disabilità; contributi straordinari per finalità assistenziali; aiuti per famiglie numerose o monogenitoriali; contributi per nascita, affidamento o adozione di figli; contributi per centri estivi; ecc.

La tabella riepilogativa

Per rendere ancora più chiara la distinzione, la Cassa ha elaborato anche una tabella riepilogativa, quale “strumento operativo utile per orientarsi tra le diverse misure assistenziali – e – comprendere fin dal momento dell’erogazione, l’impatto fiscale delle prestazioni ricevute”.

È essenziale, infatti, “per i professionisti – conclude Cassa Forense - la corretta qualificazione delle somme percepite per evitare errori dichiarativi e possibili contestazioni”.

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