la QUESTIONE

Cosa si intende per contratto derivato? Quali sono i possibili vizi del contratto derivato? E le conseguenze?

Riferimenti normativi: Codice civile: artt. 1322, 1325 ss.; D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58: artt. 21, 23 e 30; Delibera Consob n. 11522 del 1° luglio 1998; Delibera Consob n. 20307 del 15 febbraio 2018 (Regolamento Intermediari); Direttiva 2014/65/UE (MiFID II): art. 24; Regolamento (UE) n. 600/2014 (MiFIR); Regolamento (UE) n. 1286/2014 (PRIIPs); Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A.: art. 4.7.1; Cassazione civ., Sez. Un., 12 maggio 2020, n. 8770; Cassazione civ., Sez. I, 29 luglio 2021, n. 21830; Cassazione civ., Sez. I, Ord. 10 agosto 2022, n. 24654; Cassazione civ., Sez. I, Ord. 3 febbraio 2026, n. 2262;

Definizione di “contratto derivato”

Il contratto derivato non è definito legislativamente, ma solo menzionato dall’art. 1 (“definizioni”) del T.U.F. (D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58: “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52”).

L’art. 1, infatti, al n. 2, (modificato dal D.Lgs. 17.01.2003, n. 6, ed in seguito sostituito dall’art. 1 D.Lgs. 17.09.2007, n. 164), definisce quali siano gli “strumenti finanziari” e, tra di essi, prevede i contratti...

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