RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE
Conservazione della garanzia patrimoniale - Azione revocatoria ordinaria -Fideiussione per future obbligazioni del debitore principale - Atti del fideiussore in pregiudizio dei creditori - Esperibilità della revocatoria - Sussiste. (Cc, articoli 167, 170, 2755 e 2901)
IL PRINCIPIO
L'azione revocatoria ordinaria presuppone, per la sua esperibilità, la semplice esistenza di un debito, e non anche la sua concreta esigibilità, con la conseguenza che, concessa fideiussione in relazione alle future obbligazioni del debitore principale connesse all'apertura di credito regolata in conto corrente, gli atti dispositivi del fideiussore successivi alla detta apertura di credito ed alla prestazione della fideiussione, se compiuti in pregiudizio delle ragioni del creditore, sono soggetti all'azione revocatoria, ai sensi dell'articolo 2901, n. 1, prima parte, del codice civile, in base al mero requisito soggettivo della consapevolezza del fideiussore (e, in caso di atto a titolo oneroso, del terzo) di arrecare pregiudizio alle ragioni del creditore (scientia damni) ed al solo fattore oggettivo dell'avvenuto accreditamento, giacché l'insorgenza del credito deve essere apprezzata con riferimento al momento dell'accreditamento e non a quello, eventualmente successivo, dell'effettivo prelievo da parte del debitore principale della somma messa a sua disposizione.
Secondo la Corte, il fondo patrimoniale costituito ex articolo 167 del codice civile impone un vincolo di destinazione su determinati beni, per far fronte ai bisogni della famiglia, con la conseguenza, in ragione di quanto dispone l'articolo 170 del codice civile, che la esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia. Deve, pertanto, accertarsi in fatto se il debito si possa dire contratto per soddisfare i bisogni della famiglia (o se il titolare del credito non ne conosceva l'estraneità a tali bisogni), precisando, tuttavia, che, se è vero che tale finalità non si può dire sussistente per il solo fatto che il debito sia sorto nell'esercizio dell'impresa, è vero altresì che tale circostanza non è nemmeno idonea ad escludere, in via di principio, che il debito si possa dire contratto, appunto, per soddisfare tali bisogni (si veda la sentenza della Cassazione 28/5/2020, n. 10166). La rispondenza o meno dell'atto ai bisogni della famiglia richiede una verifica estesa al riscontro di compatibilità con le più ampie esigenze dirette al pieno mantenimento e all'armonico sviluppo familiare, cosicché l'estraneità non può considerarsi desumibile soltanto dalla tipologia di atto (ad esempio la fideiussione prestata in favore di una società, come nella vicenda per cui è causa) in sé e per sé considerata. (M.Pis.)
ARBITRATO
Lodo - Impugnazione - Per scadenza del termine di deposito del lodo - Decorrenza. (Cpc, articoli 820, 821 e 829)
In materia di impugnazione di lodo arbitrale rituale e di vizio di nullità per decadenza degli arbitri per scadenza del termine di deposito del lodo, il termine per eccepire la decadenza è concesso, ai sensi dell'articolo 821 del cpc sino a prima della deliberazione del lodo, ma è necessario che non siano nel frattempo scattate le proroghe ex lege di cui al quarto comma dell'articolo 820 del cpc, proroghe che operano di diritto, al fine di assicurare il pieno esercizio del diritto di difesa, e che determinano lo slittamento in avanti del termine per la pronuncia del lodo. (M.Pis.)
ASSICURAZIONE
Assicurazione - Veicoli - Circolazione - Assicurazione Obbligatoria) - Risarcimento del danno - Diritto di rivalsa dell'assicuratore della Rca - Destinatario - "Assicurato". (Cc, articoli 1223, 1224, 1225, 1226 e 2056)
L'assicuratore della Rca può esercitare il diritto di rivalsa di cui all'articolo 144 del codice delle assicurazioni nei confronti di qualsiasi soggetto che abbia la veste di "assicurato" ai sensi dell'articolo 1904 del codice civile: e dunque il proprietario o comproprietario, il conducente (salvo il caso della circolazione nolente domino), l'usufruttuario, l'acquirente con patto di riservato dominio o l'utilizzatore in leasing, anche se tutti costoro siano persone diverso dal contraente della polizza. (M.Pis.)
BANCHE E ISTITUTI DI CREDITO
Contratti bancari - Conservazione della documentazione relativa alle operazioni bancarie - Termine decennale - Sufficienza. (Cc, articoli 2730 e 2735; Dlgs 385/1993, articolo 119)
In tema di rapporti bancari, il termine decennale entro il quale la banca è tenuta alla conservazione della documentazione relativa alle operazioni bancarie, ai sensi dell'articolo 119, comma quarto, del Dlgs 385/93, costituisce espressione di un principio di carattere generale, applicabile anche ai contratti conclusi anteriormente all'entrata in vigore del Dlgs n. 385 del 1993 e, ancor prima, della legge 17 febbraio 1992, n. 154: sia l'esistenza dell'obbligo di conservazione e di rilascio della copia che l'applicazione del termine decennale si desumono dalla lettura della normativa codicistica (articolo 2220 del codice civile) e di quella speciale in materia bancaria, non essendovi spazio per un'interpretazione delle stesse che affermi la sussistenza dell'obbligo ed escluda al tempo stesso l'applicazione del termine, e risultando il cliente ampiamente tutelato dalla possibilità di esercitare il diritto di ottenere quella documentazione entro un lasso di tempo notevolmente ampio, in funzione del quale è costruito essenzialmente l'obbligo di conservazione della banca. (M.Pis.)
COMPETENZA E GIURISDIZIONE
In materia di impresa - Controversia per la nullità di contratto di intermediazione nell'acquisto di azioni - Competenza del tribunale ordinario - Sussiste. (Legge 27/12, articolo 2; Dlgs 168/03, articolo 3; Cc, articoli 2359, 2497 e 2545)
La competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa, nelle controversie relative alle partecipazioni sociali o ai "diritti inerenti", si determina in relazione all'oggetto della controversia, dovendo sussistere un legame diretto di questa con i rapporti societari e le partecipazioni sociali riscontrabile alla stregua del criterio generale del petitum sostanziale, identificabile in funzione della causa petendi; per cui rientra nella competenza del Tribunale ordinario la controversia recata dall'azione diretta a ottenere la nullità di un contratto di intermediazione nell'acquisto di azioni a fine di investimento, la cui causa petendi si rinviene nel contratto di investimento e non nel trasferimento della partecipazione sociale. (M.Pis.)
CONTRATTO
Risoluzione - Restituzione delle prestazioni ricevute - Mancata richiesta - Emissione di provvedimento restitutorio da parte del giudice - Inammissibilità. (Cc, articoli 1224, 1282, 1458 e 2033)
La risoluzione del contratto, pur comportando - per l'effetto retroattivo sancito dall'articolo 1458 del Cc - l'obbligo del contraente di restituire la prestazione ricevuta, non autorizza il giudice a emettere il provvedimento restitutorio in assenza di domanda dell'altro contraente, atteso che rientra nell'autonomia delle parti disporre degli effetti della risoluzione, chiedendo, o meno, la restituzione della prestazione rimasta senza causa. (M.Pis.)
EDILIZIA E URBANISTICA
Distanze legali - Esenzione - Muri di cinta - Manufatti idonei a recingere il fondo - Ammissibilità. (Cc, articoli 873 e 878)
L'esenzione dal rispetto delle distanze tra costruzioni, prevista dall'articolo 878 del codice civile, si applica sia ai muri di cinta, qualificati dalla destinazione alla recinzione di una determinata proprietà, dall'altezza non superiore a tre metri, dall'emersione dal suolo nonché dall'isolamento di entrambe le facce da altre costruzioni, sia ai manufatti che, pur carenti di alcuni di tali requisiti, siano comunque idonei a delimitare un fondo e abbiano ugualmente la funzione e l'utilità di demarcare la linea di confine e di recingere il fondo. (M.Pis.)
Distanze legali tra edifici - Computabilità nella volumetria - Vano scale - Opera edilizia - Sussiste. (Cc, articoli 873, 1158, 1159)
In tema di distanze legali tra edifici, costituisce volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione, solo il manufatto privo di autonomia funzionale, anche potenziale, perché destinato a contenere impianti serventi di un edificio principale, per esigenze tecnico strutturali dell'abitazione, che non possono essere ubicati nello stesso. Pertanto, non rientra in tale nozione il vano scale, il quale è parte integrante del fabbricato, presentando connotati di consistenza e stabilità, idonei ad attribuirgli natura di opera edilizia. (M.Pis.)
ESECUZIONE CIVILE
Accordo per la composizione della crisi omologato ex articolo 12 della legge 3/2012 - Conversione in liquidazione del patrimonio sovraindebitato - Ricorribilità in cassazione ex articolo 111 della Costituzione - Esclusione . (Legge 3/12, articolo 14 ter e quater)
In tema di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento, ove la relativa proposta sia dichiarata inammissibile, il provvedimento del giudice non ha natura decisoria, atteso che non decide su diritti contrapposti, e dunque non è ricorribile in cassazione ai sensi dell'articolo 111 della Costituzione, mentre sono ricorribili ai sensi del predetto articolo i provvedimenti resi in sede di reclamo avverso l'omologazione della proposta o il suo diniego, posto che essi integrano una decisione su diritti soggettivi contrapposti resa nel contraddittorio delle parti e divengono come tali suscettibili di tendenziale stabilizzazione equipollente a un giudicato allo stato degli atti. (M.Pis.)
Espropriazione forzata - Beni in comunione legale - Notifica del pignoramento al coniuge non debitore - Denuntiatio - Conseguenze. (Cpc, articoli 492, 512, 599 e 617)
In tema di espropriazione forzata su beni in comunione legale promossa dal creditore particolare di uno dei coniugi, la notifica dell'atto di pignoramento al coniuge non debitore ha natura di mera denuntiatio (equiparabile, quanto agli effetti, all'avviso ex articolo 599 del codice di procedura civile) dell'avvenuta sottoposizione a vincolo del bene in sua contitolarità; qualora, tuttavia, detto atto sia in concreto strutturato come un pignoramento (rechi cioè l'ingiunzione ad astenersi, gli avvisi e gli avvertimenti previsti dall'articolo 492 del cpc), il coniuge non debitore assume le vesti di esecutato, sicché è legittimo l'intervento nella procedura di creditori suoi personali e il concorso di questi nella distribuzione sulla quota del ricavato di spettanza di tale coniuge. (M.Pis.)
FALLIMENTO
Accertamento del passivo - Credito lavoristico dei dirigenti di imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria - Cessati dal lavoro dopo l'ammissione alla procedura - Ammissibilità. (Cc, articoli 1359; Legge fallimentare, articolo 111)
Deve essere ammesso al passivo in prededuzione ex articolo 111 della legge fallimentare il credito lavoristico maturato in favore di dirigenti di imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria che siano cessati dal rapporto di lavoro solo successivamente al provvedimento di ammissione alla procedura, essendo la sua prosecuzione indubitabilmente funzionale alle esigenze di continuazione dell'attività di impresa; che nel caso di specie non risulta in contestazione che il rapporto di lavoro subordinato intrattenuto dal ricorrente sia continuato senza soluzione di continuità anche con l'amministrazione straordinaria. (M.Pis.)
Dichiarazione di fallimento - Entro l'anno di cancellazione dal registro delle imprese - Necessità - Fattispecie. (Legge fallimentare, articoli 10 e 22)
La legge fallimentare secondo cui la dichiarazione di fallimento nei confronti di una società insolvente deve intervenire entro l'anno dalla cancellazione della società dal Registro delle Imprese è comunque rispettata, nel senso previsto dall'articolo 22, comma cinque, legge fallimentare ove il decreto della Corte di Appello che accolga il reclamo avverso il decreto di rigetto delle domande di fallimento intervenga entro e non oltre il decorso dell'anno dalla cancellazione della società, restando solo in tal caso irrilevante la circostanza che la pronuncia della successiva sentenza dichiarativa di fallimento intervenga oltre il suddetto termine annuale. (M.Pis.)
Dichiarazione di fallimento - Reclamo - Per la presenza di requisiti di ammissione all'amministrazione straordinaria - Nuova dichiarazione di fallimento - Periodo sospetto ex articolo 64 della legge fallimentare - Individuazione . (Dlgs 270/99, articoli 3, 18, 19, 27 e 30; Legge fallimentare, articolo 67)
Nel caso in cui il reclamo contro la sentenza di fallimento venga accolto perché l'impresa aveva i requisiti dimensionali per l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, alla revoca del fallimento segua quindi la dichiarazione di insolvenza ai sensi dell'articolo 3 del Dlgs n. 270 del 1999 e a questa segua, all'esito del periodo di osservazione, una nuova dichiarazione di fallimento per l'assenza di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali, il dies a quo per il calcolo a ritroso del periodo sospetto rilevante ai fini delle azioni recuperatorie ex articolo 64 e seguenti della legge fallimentare corrisponde al giorno della pubblicazione della prima sentenza dichiarativa del fallimento. (M.Pis.)
Liquidazione del patrimonio - Stato passivo - Impugnazione - Legittimazione del debitore - Esclusione. (Legge 3/12, articolo 14 octies)
In tema di procedura di liquidazione del patrimonio, non sussiste la legittimazione del debitore sovraindebitato a impugnare il decreto di formazione dello stato passivo a termini degli articoli 14 octies, comma 4 e 10, comma 6, della legge n. 3/2012, attesa la posizione del liquidatore quale rappresentante della massa dei creditori, il quale esercita prerogative proprie dei creditori e non in qualità di avente causa del debitore. (M.Pis.)
FAMIGLIA E FILIAZIONE
Convivenza more uxorio - Ripetizione di elargizioni in costanza di convivenza - Adempimento di obbligazione naturale - Conseguenze. (Cc, articoli 2034, 2041 e 2043)
L'attribuzione patrimoniale a favore del convivente more uxorio configura l'adempimento di un'obbligazione naturale, sempre che il giudice di merito, ad esito di un giudizio di fatto, incensurabile in sede di legittimità, abbia ritenuto che l'attribuzione medesima sia adeguata alle circostanze e proporzionata all'entità del patrimonio e alle condizioni sociali del solvens. (M.Pis.)
IMPUGNAZIONI
Impugnazioni civili - Appello - Inserimento nel fascicolo di copia della sentenza impugnata - Necessità - Reperimento in atti di una copia - Sufficienza. (Cpc, articoli 347 e 348)
In tema di impugnazioni, il precetto enunciato dall'articolo 347, secondo comma, del codice di procedura civile - secondo cui l'appellante deve inserire nel proprio fascicolo copia della sentenza impugnata - mira a garantire soltanto la possibilità dell'esame della sentenza impugnata da parte del giudice d'appello, sicché l'improcedibilità dell'appello per mancato deposito di copia della sentenza impugnata non trova applicazione se, al momento della decisione, se ne trovi comunque allegata agli atti una copia, e il giudice della impugnazione sia posto in grado di avere piena conoscenza, sia pure con modalità diverse da quelle prescritte, del contenuto della sentenza; ne consegue che è corretto l'operato del giudice il quale, ai fini della decisione sulla impugnazione, esamini la copia conforme all'originale della sentenza di primo grado depositata dall'appellante contestualmente al deposito della comparsa conclusionale. (M.Pis.)
Impugnazioni civili - Revocazione della sentenza di cassazione - Errore di fatto - Esposizione dei fatti rilevanti - Necessità . (Cpc, articoli 365, 366, 391 bis e 398)
La domanda di revocazione della sentenza della Corte di Cassazione per errore di fatto, da proporre, in base al disposto dell'articolo 391 bis del codice di procedura civile, con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti, deve contenere, a pena di inammissibilità, l'indicazione del motivo della revocazione, prescritta dall'articolo 398, comma secondo, del codice di procedura civile e la esposizione dei fatti di causa rilevanti, richiesta dall'articolo 366, n. 3, del cpc e non anche la riproposizione dei motivi dell'originario ricorso per Cassazione. (M.Pis.)
Impugnazioni civili - Ricorso per cassazione - Istanza di trasmissione del fascicolo - Mancato deposito - Effetti. (Cpc, articolo 369)
Ai fini della procedibilità del ricorso per cassazione, rileva che il ricorrente, nel rispetto del termine indicato dall'articolo 369 del cpc, formuli l'istanza di trasmissione del fascicolo d'ufficio al giudice a quo, la quale deve essere restituita munita del visto, non potendo discendere dal suo mancato deposito "insieme col ricorso" la sanzione della improcedibilità del giudizio di legittimità: una differente soluzione, di carattere formalistico, determinerebbe un ingiustificato diniego di accesso al giudizio di impugnazione, in contrasto con il principio di effettività della tutela giurisdizionale. (M.Pis.)


