AVVOCATO

Sezione II, ordinanza 9 luglio 2026 n. 22985 - Pres. Cirillo; Rel. Penta; Ric. M.S.; Controric. R.C.D.

Compensi - Recesso del cliente - Pattuizione forfettaria del corrispettivo - Determinazione del compenso in misura proporzionale alle prestazioni rese - Sussiste. (Cpc, articoli 342 e 434)

IL PRINCIPIO

In materia di prestazioni professionali, il recesso del cliente, giustificato o meno, non incide sulla determinazione della misura del compenso, se non nel senso che esso è dovuto non per tutta l'opera commessa, ma solo per l'opera svolta. Sicché, in caso di pattuizione forfettaria del corrispettivo, correttamente la parte di esso spettante per le prestazioni rese alla data del recesso viene determinata in misura proporzionale rispetto all'intero compenso.

Nota

Nell'occasione, la Corte, inoltre, ha richiamato la sentenza n. 36481/2022 delle sezioni Unite che avevano affermato il principio secondo cui gli articoli 342 e 434 del cpc, nel testo formulato dal Dl n. 83 del 2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 134 del 2012, vanno interpretati nel senso che l'impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa che confuti e contrasti le ragioni addotte dal primo giudice, senza, però, che occorra l'utilizzo di particolari forme sacramentali o la redazione di un progetto alternativo di decisione da contrapporre a quella di primo grado, tenuto conto della permanente natura di revisio prioris instantiae del giudizio di appello, il quale mantiene la sua diversità rispetto alle impugnazioni a critica vincolata. (M.Pis.)

ASSICURAZIONE

Sezione III, ordinanza 13 luglio 2026 n. 23093 - Pres. e Rel. Rossetti; Ric. G.I. spa; Controric. T.R.

Danni - Clausola di decadenza dell'assicurato in caso di denunzia oltre la scadenza contrattuale - Vessatorietà della stessa - Conseguenze. (Cc, articoli 1341 e 1932)

Nell'assicurazione contro i danni la clausola la quale commini la decadenza dell'assicurato dal diritto di percepire l'indennizzo, se la denuncia di sinistro venga da lui inviata oltre 30 giorni dalla scadenza del contratto, sebbene non possa dirsi vietata dall'articolo 1932 del codice civile, è vessatoria ex articolo 1341 del codice civile e necessita della doppia sottoscrizione a pena di nullità. (M.Pis.)

ASSOCIAZIONI, ENTI E ORDINI

Sezione I, ordinanza 14 luglio 2026 n. 23141 - Pres. Giusti; Rel. Reggiani; Ric. P.G.; Controric. A. spa

Associazioni non riconosciute - Responsabilità solidale di chi agisce concretamente - Ammissibilità. (Cc, articoli 38, 1944 e 1957)

La responsabilità personale e solidale di colui che agisce in nome e per conto dell'associazione non riconosciuta, prevista dall'articolo 38 del codice civile, non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell'associazione, bensì all'attività negoziale concretamente svolta per conto di essa e risoltasi nella creazione di rapporti obbligatori fra questa e i terzi. Tale responsabilità non concerne, neppure in parte, un debito proprio dell'associato, ma ha carattere accessorio, anche se non sussidiario, rispetto alla responsabilità primaria dell'associazione stessa, con la conseguenza che l'obbligazione, avente natura solidale, di colui che ha agito per essa è inquadrabile fra quelle di garanzia ex lege assimilabili alla fideiussione. Chi invoca in giudizio tale responsabilità ha, dunque, l'onere di provare la concreta attività svolta in nome e nell'interesse dell'associazione, non essendo sufficiente la prova in ordine alla carica rivestita all'interno dell'ente. (M.Pis.)

AVVOCATO

Sezione II, ordinanza 15 luglio 2026 n. 23262 - Pres. Fortunato; Rel. Penta; Ric. R.G. spa; Controric. M.V.

Attività professionale - Procura ad litem - Differenza con il contratto di patrocinio - Effetti. (Cc, articoli 1372, 1388 e 1703)

In tema di attività professionale svolta da avvocati, mentre la procura ad litem è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (cosiddetto "contratto di patrocinio") con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte; a tal punto che, ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, non è indispensabile il rilascio di una procura ad litem, essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell'attività processuale. (M.Pis.)

Sezione III, ordinanza 14 luglio 2026 n. 23154 - Pres. Frasca; Rel. Simone; Ric. L.A.; Controric. G. spa

Rimborso spese per assistenza stragiudiziale - Danno emergente - Liquidazione secondo i parametri forensi - Prova - Necessità. (Cc, articoli 1223, 1226, 1227, 2043, 2054, 2056, 2697, 2727 e 2729)

Il rimborso delle spese di assistenza stragiudiziale ha natura di danno emergente, consistente nel costo sostenuto per l'attività svolta da un legale in detta fase precontenziosa. L'utilità di tale esborso, ai fini della possibilità di porlo a carico del danneggiante, deve essere valutata ex ante, cioè in vista di quello che poteva ragionevolmente presumersi essere l'esito futuro del giudizio. Da ciò consegue il rilievo che l'attività stragiudiziale, anche se svolta da un avvocato, è comunque qualcosa d'intrinsecamente diverso rispetto alle spese processuali vere e proprie. Ne deriva che, se la liquidazione deve avvenire necessariamente secondo i parametri forensi, essa resta soggetta ai normali oneri di domanda, allegazione e prova secondo l'ordinaria scansione processuale, al pari delle altre voci di danno emergente. (M.Pis.)

CONTRATTO

Sezione I, ordinanza 1° luglio 2026 n. 22586 - Pres. Scoditti; Rel. Nazzicone; Ric. C.A.; Controric. E.M.A.

Simulazione - Prova - Alienazione di un immobile solo apparente - Necessità. (Cc, articoli 1414 e 1415)

Ad integrare gli estremi della simulazione non è sufficiente la prova che, attraverso l'alienazione di un bene, il debitore abbia inteso sottrarlo alla garanzia generica dei creditori, ma è necessario provare specificamente che questa alienazione sia stata soltanto apparente, nel senso che né l'alienante abbia inteso dismettere la titolarità del diritto, né l'altra parte abbia inteso acquisirla. (M.Pis.)

CONTRATTO BANCARIO

Sezione I, ordinanza 13 luglio 2026 n. 23124 - Pres. Scoditti; Rel. Vitrò; Ric. R.O.; Controric. D.B. spa

Intermediazione finanziaria - Termine decennale per l'azione di risarcimento nei confronti dell'intermediario - Decorrenza. ( Cc, articoli 1176 e 2935)

In tema di intermediazione finanziaria, il termine di prescrizione decennale per l'esercizio, da parte del cliente, dell'azione di risarcimento dei danni cagionati dall'inadempimento dell'intermediario agli obblighi informativi su di lui gravanti in occasione di operazioni di investimento o disinvestimento, compiute in esecuzione del contratto quadro tra gli stessi stipulato, inizia a decorrere solo quando si manifesta in concreto per il cliente il pregiudizio patrimoniale, ossia la conseguenza dannosa da lui oggettivamente percepibile, secondo il metro dell'ordinaria diligenza, e rappresentata dalla perdita patrimoniale sofferta, essendo questo il momento in cui il diritto al risarcimento può essere fatto valere rispetto a un danno effettivamente determinatosi. (M.Pis.)

CONTRATTO DI AGENZIA

Sezione II, ordinanza 13 luglio 2026 n. 23117 - Pres. Criscuolo; Rel. Penta; Ric. V.I. spa; Controric. T. srl

Diritto di accesso alla documentazione contabile - Per il soddisfacimento del diritto alle provvigioni - Dimostrazione dell'interesse ad agire - Necessità. (Cc, articoli 1218, 1749, 1751 e 2697)

In materia di contratto di agenzia, il diritto all'accesso e alla documentazione contabile, di cui all'articolo 1749 del codice civile, come risultante dall'articolo 4 del Dlgs n. 65 del 1999, è funzionalmente e strumentalmente collegato al soddisfacimento del diritto alle provvigioni ed alle indennità collegate al rapporto di agenzia, in quanto l'acquisizione della documentazione in possesso del solo preponente deve essere indispensabile per sorreggere, sul piano probatorio, la domanda formulata in relazione a diritti determinati o determinabili, sicché incombe alla parte, che agisce al fine di ottenere l'esibizione documentale, dedurre e dimostrare l'esistenza dell'interesse ad agire con circostanziato riferimento alle vicende rilevanti del rapporto e l'indicazione dei diritti, determinati o determinabili, al cui accertamento è finalizzata l'istanza. (M.Pis.)

DEMANIO E PATRIMONIO

Sezione I, ordinanza 10 luglio 2026 n. 23050 - Pres. Mercolino; Rel. D'Orazio; Ric. K. Srl; Controric. R.C.

Marittimo - Canoni demaniali - Beni edificati sul suolo demaniale in concessione - Principio dell'accessione e diritto di ritenzione delle opere - Conseguenze. (Cc, articoli 934, 936 e 1623; Legge 296/06, articolo 143)

In tema di demanio marittimo, l'articolo 49 del codice della navigazione, nello stabilire, con riferimento ai beni edificati su suolo demaniale in concessione, che in mancanza di diversa previsione alla scadenza di quest'ultima le opere non amovibili restano acquisite allo Stato, salva la facoltà dell'autorità concedente di ordinarne la demolizione, da un canto costituisce espressione del generale principio dell'accessione di cui all'articolo 934 del codice civile, e, d'altro canto, deroga al disposto del successivo articolo 936, che riconosce il diritto all'indennizzo per il costruttore in caso di ritenzione delle opere da parte del proprietario; e va interpretato nel senso che tale accessione si verifica, "ipso iure", al termine del periodo di concessione. (M.Pis.)

ENTI PUBBLICI

Sezione I, ordinanza 11 luglio 2026 n. 23066 - Pres. Mercolino; Rel. Ruggiero; Ric. C.S. a rl; Controric. C.N.

Contratti - Conclusione per iscritto - Mancanza - Nullità rilevabile anche d'ufficio dal giudice. (Regio decreto 2440/1823, articoli 16 e 17)

I contratti degli enti pubblici - in forza di quanto disposto dagli articoli 16 e 17 del regio decreto 18 novembre 1923 n. 2440 - devono sempre essere conclusi per iscritto dagli organi di detti enti legittimati ad esprimerne la volontà all'esterno, essendo altrimenti nulli, sicché la loro conclusione e il loro contenuto non possono essere mai desunti da atti o fatti concludenti. La nullità dei contratti degli enti pubblici non stipulati per iscritto può e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice. (M.Pis.)

ESECUZIONE CIVILE

Sezione III, ordinanza 1° luglio 2026 n. 22597 - Pres. Scarano; Rel. Gorgoni; Ric. C.L.; Controric. H.D.I.A. spa

Espropriazione forzata - Beni immobili - Acquisto immobile all'asta - Prezzo - Stima - Sopravvalutazione - Responsabilità del geometra - Per erroneità della perizia - Risarcimento danni - Liquidazione - Danno da perdita di chance - Verifica incidenza dell'errore al fine di conseguire il bene a condizioni economicamente più favorevoli. (Cc, articoli 1226, 2697)

L'erronea rappresentazione delle caratteristiche e del valore dell'immobile, ove incida sulla determinazione dell'aggiudicatario, può integrare perdita di chance patrimoniale, consistente nella concreta possibilità di partecipare alla gara e formulare l'offerta sulla base di una corretta rappresentazione del bene. Ai fini del risarcimento non è richiesta la prova certa che, in assenza dell'errore, l'acquirente si sarebbe aggiudicato l'immobile ad un prezzo inferiore, essendo sufficiente la dimostrazione, anche presuntiva, della serietà e apprezzabilità della possibilità perduta. La relativa liquidazione va compiuta in via equitativa, mediante criteri probabilistici e inferenze induttive, indicando il criterio di determinazione adottato, muovendo dai dati oggettivi accertati, compresa la divergenza tra valore stimato e valore effettivo. (M.Pis.)

ESPROPRIAZIONI

Sezione I, ordinanza 1° luglio 2026 n. 22596 - Pres. Mercolino; Rel. Scalia; Ric. M.M.; Controric. C.C.P.

Indennità - Per acquisizione sanante - Valore venale del bene - Determinazione - Criterio del cosiddetto costo di trasformazione - Illegittimità. (Dpr 327/01, articolo 42 bis; Cc, articoli 934 e 936)

In tema di liquidazione dell'indennità per acquisizione sanante, ai sensi dell'articolo 42-bis del Dpr 327/2001, il valore venale del bene va determinato senza considerare quello dell'opera pubblica realizzata dalla Pa, ma tenendo conto della destinazione urbanistica, al momento dell'acquisizione, dell'area oggetto del procedimento ablatorio, poiché essa connota le attuali caratteristiche giuridiche, in particolare di edificabilità, del bene stesso. Da tale premessa deriva la illegittimità della determinazione basata sul criterio del cosiddetto costo di trasformazione, che, pur epurata la stima dal valore dell'opera pubblica realizzata, consideri le caratteristiche di una sottozona diversa da quella propria del bene al momento dell'acquisizione (recante un indice di edificabilità inferiore a quello effettivo), attribuendo così allo stesso un valore diverso da quello venale effettivo. (M.Pis.)

FALLIMENTO

Sezione I, ordinanza 12 luglio 2026 n. 23075 - Pres. Ferro; Rel. Vella; Ric. G. srl; Controric. Y SPV srl

Concordato preventivo - Giudizio di accertamento dei crediti - Esclusione - Sentenza di omologazione del concordato - Effetti. (Legge fallimentare, articoli 168, 176 e 184)

Nella procedura di concordato preventivo non è contemplato, come in sede fallimentare, un giudizio di accertamento dei crediti nei confronti del debitore, funzionale alla selezione delle posizioni concorrenti ai fini della partecipazione al riparto dell'attivo, essendo soltanto prevista, dall'articolo 176, comma 1, della legge fallimentare, una ricognizione della platea dei creditori ai soli fini del voto e del calcolo delle maggioranze, senza che ciò pregiudichi le pronunzie definitive sulla sussistenza dei crediti stessi. Pertanto, la sentenza di omologazione del concordato preventivo determina, ai sensi dell'articolo 184 della legge fallimentare, esclusivamente un vincolo definitivo sulla riduzione quantitativa dei crediti, in ragione dell'efficacia remissorio-liberatoria che caratterizza la procedura concorsuale, ma non comporta la formazione di un giudicato sull'esistenza, entità e rango di questi ultimi, né sugli altri diritti implicati nella procedura stessa, presupponendone un accertamento non giurisdizionale, ma meramente amministrativo, di carattere delibativo e volto al solo scopo di consentire il calcolo delle maggioranze richieste ai fini dell'approvazione della proposta, fermo restando il diritto delle parti di far accertare in via ordinaria il credito e il privilegio che lo assiste. (M.Pis.)

Sezione I, ordinanza 9 luglio 2026 n. 22955 - Pres. Ferro; Rel. Vella; Ric. D.S.2015 srl; Int. F.D.S. 2015 srl

Dichiarazione di fallimento - Start-up - Termine quinquennale di non assoggettabilità - Decorrenza. (Legge 221/12, articolo 31; Legge fallimentare, articoli 160, 161 e 162)

Il termine quinquennale di non assoggettabilità della "start-up" innovativa a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo II della legge n. 3 del 2012 e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 31 del Dl n. 179 del 2012, convertito dalla legge n. 221 del 2012, decorre dalla data di costituzione della società, e non dalla data di deposito della domanda e della autocertificazione del legale rappresentante circa il possesso dei prescritti requisiti formali e sostanziali, cui consegue l'iscrizione nella sezione speciale delle start up innovative presso il Registro delle imprese, a norma dell'articolo 25 del predetto decreto. (M.Pis.)

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