LAVORO E FORMAZIONE
Previdenza e assistenza - Lavoratore dipendente - Contributi previdenziali e assicurativi - Obblighi del datore di lavoro - Omesso versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni - Superamento della soglia di punibilità - Effetti ai fini del riconoscimento del fatto di particolare tenuità. (Decreto legge 12 settembre 1983 n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983 n. 638, articolo 2, comma 1-bis; Cp, articolo 131-bis)
IL PRINCIPIO
In tema di reati caratterizzati da una soglia di punibilità, per i quali pure è possibile, nella ricorrenza delle condizioni di legge, l'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'articolo 131 bis del Cp (cfr. sezioni Unite, 25 febbraio 2016, Tushaj), solo il superamento in misura significativa della soglia di punibilità preclude la configurabilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, laddove, invece, se tale superamento è di poco superiore, il giudice può procedere a valutare i restanti parametri afferenti la fattispecie concreta nella sua globalità (nella specie, relativa al reato di cui all'articolo 2, comma 1 bis, del decreto legge 12 settembre 1983 n. 463, convertito nella legge 11 novembre 1983 n. 638, modificato dall'articolo 3, comma 6, del decreto legislativo 15 gennaio 2016 n. 8, che ha introdotto la soglia di punibilità di euro 10.000 annui, la Corte ha ritenuto corretto il diniego del fatto di lieve entità, a fronte di un superamento della soglia di punibilità di quasi il 25% dell'importo della soglia stessa).
Secondo assunto convincente, in tema di reati caratterizzati da una soglia di punibilità, per i quali pure è possibile, nella ricorrenza delle condizioni di legge, l'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'articolo 131 bis del Cp (cfr. sezioni Unite, 25 febbraio 2016, Tushaj, la quale, in particolare, nell'ambito di procedimento penale per il reato di guida sotto l'influenza dell'alcool, ha escluso che la previsione di una soglia di punibilità sia di per sé ostativa all'applicabilità dell'istituto), già solo il superamento in misura significativa di detta soglia preclude però la configurabilità di tale beneficio; mentre, laddove tale superamento è di poco superiore, può procedersi a valutare i restanti parametri afferenti la condotta nella sua interezza (cfr. sezione III, 7 ottobre 2020, Giovananza, che, sempre relativamente ad una fattispecie relativa al reato di omesso versamento dei contributi previdenziali, ha ritenuto corretto il diniego della causa di non punibilità, motivato con il significativo scostamento dell'omissione - quasi 13.000 euro relativamente all'annualità in contestazione- rispetto alla soglia di punibilità; nonché, sezione III, 20 maggio 2021, Tirelli, che, sempre in tema, ha ritenuto corretto il diniego argomentato valorizzando negativamente il consistente discostamento dalla soglia di punibilità - appunto pari ad euro 10.000 annui - essendosi in presenza di un'omissione pari a complessivi 66.000 euro).
REATI CONTRO LA PERSONA
Reati contro la libertà sessuale - Violenza sessuale- Rapporti sessuali con la moglie contro la sua volontà - Mancato dissenso esplicito - Configurabilità del reato. (Cp, articolo 609bis)
IL PRINCIPIO
In tema di violenza sessuale, il mancato dissenso ai rapporti sessuali con il proprio coniuge, in costanza di convivenza, non ha valore scriminante quando sia provato che la parte offesa abbia subito tali rapporti per le violenze e le minacce ripetutamente poste in essere nei suoi confronti, con conseguente compressione della sua capacità di reazione per timore di conseguenze ancor più pregiudizievoli, dovendo, in tal caso, essere ritenuta sussistente la piena consapevolezza dell'autore delle violenze del rifiuto, seppur implicito, ai congiungimenti carnali.
È principio pacifico quello secondo cui integra il reato di cui all'articolo 609 bis del Cp nella forma cosiddetta "per costrizione" qualsiasi forma di costringimento psico-fisico idonea ad incidere sull'altrui libertà di autodeterminazione, ivi compresa l'intimidazione psicologica che sia grado di provocare la coazione della vittima a subire gli atti sessuali, a nulla rilevando l'esistenza di un rapporto di coppia coniugale o paraconiugale tra le parti, atteso che non esiste all'interno di un tale rapporto un "diritto all'amplesso", né conseguentemente il potere di esigere o imporre una prestazione sessuale senza il consenso del partner. Ed anzi, in questa prospettiva, si è affermato, in termini identici alla sentenza annotata, che non avrebbe valore scriminante neppure il fatto che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali e li subisca, quando è provato che l'autore, per le violenze e le minacce ripetutamente poste in essere nei confronti della vittima, abbia la consapevolezza del rifiuto implicito della stessa agli atti sessuali (sezione III, 14 dicembre 2018, X.). Nella vicenda esaminata nella sentenza massimata, la Corte territoriale aveva affermato che dal narrato della persona offesa non emergeva il suo dissenso agli atti sessuali subiti e che, di conseguenza, sussisteva il dubbio sulla consapevolezza dell'imputato di agire in assenza del consenso del coniuge. Secondo la Cassazione, invece, in accoglimento del ricorso del procuratore generale, i giudici di appello non avevano, però, considerato che la donna aveva soggiaciuto all'imposizione del rapporto sessuale a causa di un grave timore per la propria incolumità in ragione della condotta vessatoria tenuta nei suoi confronti dal marito.
ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI
Deposito telematico - File avente estensione "pdf.p7m" - Firma elettronica digitale - Sussistenza - Fattispecie. (Cpp, articoli 310 e 591; decreto legislativo 10 ottobre 2022 n. 150, articolo 87 bis)
Al fine della verifica della sussistenza della firma digitale su un atto di impugnazione, non si richiedono accertamenti ulteriori nel caso in cui risulta che il file abbia estensione "pdf.p7m", posto che questa è, di per sé, probante dell'avvenuta firma digitale (in applicazione del principio, la Corte ha ritenuto che erroneamente era stato dichiarato inammissibile l'appello cautelare, documentato da file avente detta estensione, trasmesso dal difensore a mezzo PEC).
AZIONE PENALE
Querela - Contestazione del reato come commesso in un determinato mese - Termine per la presentazione della querela - Dies a quo - Individuazione - Primo giorno del mese - Configurabilità - Ragioni. (Cp, articolo 124)
Ai fini della valutazione della tempestività della proposizione della querela, qualora il reato sia contestato come commesso genericamente in un determinato mese, senza alcuna indicazione del giorno, per il principio del favor rei il fatto deve ritenersi commesso nel primo giorno del mese indicato.
IMPUTATO
Imputabilità - Vizio di mente - Accertamento - Richiesta di parte - Necessità - Esclusione - Possibilità del giudice di procedervi d'ufficio - Sussistenza - Fattispecie. (Cp, articoli 85, 88 e 89)
Il giudice è tenuto ad accertare la capacità di intendere e di volere dell'imputato anche d'ufficio, quando vi siano elementi che facciano dubitare della sua imputabilità (la Corte ha censurato la decisione del giudice di merito che, a fronte della richiesta di accertamento sull'imputabilità formulata dalla difesa ai sensi dell'articolo 507 del Cpp, producendo certificazione sanitaria di struttura pubblica che attestava la presa in carico dell'imputata perché affetta da disturbo affettivo maggiore di tipo bipolare accompagnato a scompenso psicopatologico, l'aveva rigettata in modo non adeguatamente motivato).
PROCEDIMENTO PENALE
Riti alternativi al dibattimento- Applicazione della pena su richiesta delle parti - Richiesta dell'imputato subordinata alla sostituzione della pena detentiva- Inscindibilità della richiesta - Omessa sostituzione della pena detentiva - Conseguenze - Fattispecie. (Cpp, articolo 444; cp, articolo 20 bis; legge 24 novembre 1981 n. 689, articolo 53 e seguenti)
In tema di patteggiamento, la richiesta dell'imputato di applicazione di una sanzione sostitutiva è congiunta e non alternativa a quella di applicazione della pena, sicché grava sul giudice l'obbligo di controllarne l'ammissibilità e di rigettare la richiesta stessa nel caso in cui la sostituzione non sia applicabile, senza possibilità di scindere i termini del patto intervenuto tra le parti, che ha natura unitaria in vista della applicazione della pena concordata [nella specie, l'imputato e il pubblico ministero avevano concordato l'applicazione della pena con sostituzione, ai sensi dell'articolo 20 bis del Cp, della reclusione, nella misura concordata, con la detenzione domiciliare; il giudice, invece, nell'accogliere l'istanza di patteggiamento, non aveva sostituito la reclusione con la detenzione domiciliare, né aveva in alcun modo motivato in ordine alla mancata applicazione della sanzione sostitutiva: la Cassazione, accogliendo il ricorso dell'imputato, ha annullato senza rinvio la decisione sostenendo che il giudice avrebbe potuto solo accogliere o rigettare l'istanza di patteggiamento, ma non avrebbe potuto modificare i termini dell'accordo raggiunto tra le parti].
PROVA PENALE
Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni - Conversazione tra presenti - Registrazione a opera di uno dei partecipi - Prova documentale - Utilizzabilità - Sussistenza - Applicabilità della disciplina prevista per le intercettazioni ambientali - Esclusione. (Cpp, articoli 191, 234 e 266)
L'attività d'indagine realizzata con la "microfonatura" della persona offesa ad opera della polizia giudiziaria non è qualificabile come intercettazione "ambientale" soggetta alla disciplina degli articoli 266 e segg. del Cpp, ma costituisce una semplice prova documentale [per il cui apprezzamento, secondo la Corte, è da considerare fisiologica la volontà della persona "microfonata" di sollecitare risposte autoaccusatorie da parte dell'indagato].
Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni- Valutazione della prova - Contenuto delle intercettazioni - Competenza del giudice di merito - Sindacato di legittimità - Limiti. (Cpp, articoli 187 e segg., 266, 606)
Costituisce questione di fatto, rimessa all'esclusiva competenza del giudice di merito, l'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni intercettate, il cui apprezzamento non può essere sindacato in sede di legittimità se non nei limiti della manifesta illogicità e irragionevolezza della motivazione con cui esse sono recepite.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Ricettazione - Oggetto materiale - Assegno falsificato - Effetti della depenalizzazione del reato presupposto. (Cp, articolo 648; decreto legislativo 15 gennaio 2016 n. 7)
La ricezione di assegni con clausola di non trasferibilità falsificati dopo la abolitio criminis effettuata con il decreto legislativo n. 7 del 15 gennaio 2016 non integra il reato di ricettazione perché non sussiste il delitto presupposto, dovendo la rilevanza penale del fatto essere valutata con esclusivo riferimento al momento in cui ha avuto luogo la condotta tipica di ricezione della cosa.
REATI CONTRO LA PERSONA
Reati contro la libertà sessuale - Elemento materiale. (Cp, articolo 609-bis)
In tema di violenza sessuale, l'elemento oggettivo consiste sia nella violenza fisica in senso stretto, sia nella intimidazione psicologica che sia in grado di provocare la coazione della vittima a subire gli atti sessuali, sia anche nel compimento di atti di libidine subdoli e repentini, compiuti senza accertarsi del consenso della persona destinataria, o comunque, prevenendone la manifestazione di dissenso. Al riguardo, l'idoneità della violenza o della minaccia a coartare la volontà della vittima va esaminata non secondo criteri astratti e aprioristici, ma valorizzando in concreto ogni circostanza oggettiva e soggettiva, sicché essa può sussistere anche in relazione ad una intimidazione psicologica attuata in situazioni particolari tali da influire negativamente sul processo mentale di libera determinazione della vittima, senza necessità di protrazione nel corso della successiva fase esecutiva. Pertanto, non è richiesto né che la violenza sia tale da annullare la volontà del soggetto passivo, essendo sufficiente che la volontà risulti coartata, né che l'uso della violenza o della minaccia sia contestuale al rapporto sessuale per tutto il tempo, dall'inizio fino al congiungimento, essendo sufficiente che il rapporto sessuale non voluto dalla parte offesa sia consumato anche solo approfittando dello stato di prostrazione, angoscia o diminuita resistenza in cui la vittima è ridotta.
Violenza privanza - Sequestro di persona - Differenze - Rapporti. (Cp, articoli 605 e 610)
Il reato di violenza privata, preordinato a reprimere fatti di coercizione non espressamente contemplati da specifiche disposizioni di legge, ha in comune con il delitto di sequestro di persona l'elemento materiale della costrizione, ma se ne differenzia perché in esso viene lesa la libertà psichica di autodeterminazione del soggetto passivo, mentre nel sequestro di persona viene lesa la libertà di movimento. Con la conseguenza che, per il principio di specialità di cui all'articolo 15 del Cp, non è configurabile il delitto di violenza privata qualora la violenza, fisica o morale, sia stata usata direttamente ed esclusivamente per privare la persona offesa della libertà di movimento [nella specie, era rimasto accertato che gli imputati avevano indotto la vittima, "accerchiandola", a salire su un'autovettura, per chiarire una questione, trattenendola poi contro la sua volontà a bordo del veicolo: la Corte ha dichiarato assorbita nel sequestro di persona la violenza privata, perché la violenza era stata utilizzata al solo fine ultimo di privare la vittima della libertà di movimento].
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Peculato - Concorso di persone - Concorso dell'extraneus - Condizioni. (Cp, articoli 110 e 314)
Al reato di peculato possono certamente concorrere con l'agente pubblico, ai sensi dell'articolo 110 del Cp, anche soggetti non qualificati e non è necessario che il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio sia l'esecutore materiale della condotta appropriativa, ben potendo questa essere compiuta da un extraneus. Ciò che, tuttavia, è indispensabile è che il correo privo di qualifica soggettiva, per appropriarsi della cosa, sfrutti la relazione "di possesso per ragioni di ufficio o di servizio" del pubblico agente con la res. Infatti, se non vi è lo sfruttamento strumentale di detta relazione propria del pubblico agente non si configura il peculato, ma, al più, altri reati quali il furto o l'appropriazione indebita.
SENTENZA PENALE
Condanna a pena sostitutiva - Richiesta dell'imputato - Accertamenti necessari ai fini della decisione. (Cpp, articolo 545-bis)
È illegittimo il rigetto della richiesta di applicazione della misura sostitutiva motivato dal giudice con la mera constatazione dell'assenza, al momento dell'udienza in cui è stata pronunciata la condanna, dell'assenso da parte dell'ente presso il quale avrebbe dovuto svolgersi il lavoro di pubblica utilità e del relativo programma. Infatti, l'articolo 545 bis, comma 1, ultimo periodo, del Cpp prevede una eventuale, autonoma fase di giudizio, successiva alla lettura del dispositivo, mirata alla valutazione sanzionatoria, nel caso in cui occorra acquisire ulteriori informazioni, non acquisite in precedenza e ritenute necessarie a tal fine, senza particolari formalità o limitazioni di oggetto. Per l'effetto, non può il giudice limitarsi a rigettare la richiesta, ma deve procedere agli ulteriori accertamenti indicati nel comma 2 dello stesso articolo 545 bis del Cpp, motivando, in esito a tali accertamenti, sulle ragioni che l'hanno portato ad accogliere o rigettare la richiesta.


