REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Sezione II, sentenza 13 ottobre 2025 n. 33683; Pres. Verga; Rel. Messini D'Agostini; Pm (conf.) Serrao D'Aquino; Ric. Proc. gen. App. Roma in proc. Iaccarino

Appropriazione indebita - Mandato - Mandatario senza rappresentanza - Appropriazione della res - Reato - Sussistenza. (Cp, articolo 646)

IL PRINCIPIO

Commette il delitto di appropriazione indebita anche il mandatario senza rappresentanza che si appropri delle cose ricevute durante l'esecuzione del mandato, con l'animus di trattenerle per sé e di non ritrasferirle al mandatario, a meno che egli non abbia legittimo diritto di ritenzione, non essendo rilevante, ai fini penalistici, la distinzione tra mandato con e senza rappresentanza poiché, in entrambe le ipotesi, le cose o il denaro ricevuti in esecuzione del mandato appartengono alla sfera giuridica del mandante e vi è un obbligo, anche per il mandatario senza rappresentanza, di restituire le stesse al mandante.

Nota

Vale ricordare che l'ordinamento civile conosce due forme di mandato: con o senza rappresentanza. Nella prima ipotesi, il mandatario agisce in nome e per conto del mandante e gli acquisti effettuati dal primo si accrescono direttamente nel patrimonio del secondo (articoli 1704 e 1388 del codice civile). Nel caso di mandato senza rappresentanza, invece, il mandatario agisce in nome proprio, ma pur sempre nell'interesse del rappresentato, il quale ha facoltà, entro certi limiti, di acquisire comunque direttamente alcuni effetti giuridici dell'operato del mandatario: in particolare, il mandante, sostituendosi al mandatario, può esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato (articolo 1705, comma 2, del codice civile) e può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto dal mandatario che ha agito in nome proprio (articolo 1706, comma 1, del codice civile). Peraltro, la differenza fra le due figure di mandato non presenta alcuna rilevanza nell'ambito penale, proprio con particolare riferimento al reato di appropriazione indebita commesso dal mandatario sulle cose o sul denaro ricevuti durante l'esecuzione del mandato. In questo senso è la sentenza massimata; nonché, in precedenza, tra le altre, Sezione II, 3 maggio 2016, parte civile in proc. Danielis ed altro, dove si è ravvisato il reato di appropriazione indebita nella condotta del mandatario che, violando le disposizioni impartitegli dal mandante, si appropri del denaro ricevuto utilizzandolo per propri fini e, quindi, per scopi diversi ed estranei agli interessi del mandante; nonché, Sezione II, 28 giugno 2016, Camusso.

REATI CONTRO LA PERSONA

Sezione III, sentenza 24 settembre 2025 n. 31847; Pres. Di Nicola; Rel. Vergine; Pm (conf.) Non indicato; Ric. X.

Violenza sessuale - Condizioni di inferiorità psichica - Significato - Fattispecie. (Cp, articolo 609 bis, comma 2, numero 1)

IL PRINCIPIO

Il delitto di induzione a compiere o subire atti sessuali con abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa, di cui all'articolo 609-bis, comma 2, numero 1, del Cp, si configura anche nel caso di approfittamento di una situazione di vulnerabilità preesistente o, comunque, indipendente rispetto alla condotta del soggetto agente, posto che la condizione di inferiorità della vittima dev'essere valutata sul piano oggettivo, indipendentemente dalle cause che l'hanno generata. Ciò in quanto la nozione di "condizioni di inferiorità psichica o fisica", di cui alla formula della norma, si riferisce alla situazione di subalternità, soggezione e vulnerabilità determinata da una qualunque causa psichica o fisica, non necessariamente assoluta, posto che la fattispecie in questione è distinta dal legislatore rispetto a quelle caratterizzate da violenza, minaccia o abuso di autorità, e mira a tutelare la corretta formazione della volontà di autodeterminarsi nella sfera sessuale [nella specie, risultava che la vittima era risultata in una condizione di forte ubriachezza].

Nota

In tema di violenza sessuale, per assunto pacifico, rientrano tra le condizioni di "inferiorità psichica o fisica ", previste dall'articolo 609-bis, comma 2, numero 1, del Cp, anche quelle conseguenti alla volontaria assunzione di alcolici o di stupefacenti, in quanto anche in tali casi la situazione di menomazione della vittima, a prescindere da chi l'abbia provocata, può essere strumentalizzata per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell'agente (tra le altre, sezione III, 19 gennaio 2018, P. ed altro; nonché, di recente, Sezione III, 29 aprile 2025, X.). In proposito, per escludere la configurabilità del reato di violenza sessuale con abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa, non è sufficiente che la persona con la quale è intercorso il rapporto sessuale abbia acconsentito a compiere o a subire l'atto sessuale, ma è necessario accertare se tale consenso non si configuri quale conseguenza di una strumentalizzazione della inferiorità delta vittima da parte dell'autore del fatto, che abbia sfruttato le condizioni di minorata capacità di resistenza o di comprensione della natura dell'atto da parte del soggetto passivo mediante una condotta di induzione, consistente nel convincimento della vittima a sottostare ad atti che diversamente non avrebbe compiuto, e di abuso che si verifica quando le condizioni di menomazione sono strumentalizzate per accedere alla sfera intima della persona che, versando in una situazione precaria, viene ridotta a mezzo per soddisfare l'altrui libidine (sezione III, 15 dicembre 2023, X.).

ESECUZIONE PENALE

Sezione I, sentenza 6 ottobre 2025 n. 32915; Pres. Santalucia; Rel. Centofanti; Pm (diff.) Monferini; Ric. Proc. gen. App. Milano in proc. Stasi

Trattamento penitenziario - Misure alternative alla detenzione - Regime di semilibertà - Presupposti - Fattispecie. (Legge 26 luglio 1975 n. 354, articolo 48 e seguenti)

L' ammissione alla misura della semilibertà - che attua la decarcerazione solo parziale del condannato, ammesso a svolgere fuori dall'istituto, per parte del giorno, attività lavorativa, o altra attività risocializzante - presuppone, in uno con l'avvenuta espiazione della necessaria quota parte di pena, una prognosi favorevole, avendo riguardo ai progressi compiuti in ambito trattamentale, in ordine alla possibilità di un suo graduale reinserimento nella società [cfr. articolo 50, comma 4, dell'ordinamento penitenziario]. Date queste condizioni, la misura diviene essa stessa strumento del trattamento individualizzato, rispondendo alla finalità di emenda mediante la più avanzata prospettiva di risocializzazione che è in grado di offrire, extra moenia, il lavoro (che è l'attività che di regola la sostanzia), elemento cardine del moderno sistema rieducativo penitenziario (v. Corte Cost. n. 158 del 2001) [nella specie, è stato rigettato il ricorso del procuratore generale avverso l'ammissione al regime di semilibertà dell'autore di un condannato per grave fatto omicidiario, giacché risultava che il tribunale aveva apprezzato, in modo logico ed esauriente, l'evoluzione favorevole di personalità, indicativa della progressiva risocializzazione del detenuto, pienamente convalidata da tutti gli operatori penitenziari, avendo lo stesso tribunale, in modo parimenti convincente, neutralizzato la valenza in ipotesi negativa di un'intervista non autorizzata rilasciata dal detenuto durante un permesso premio].

GIUDICE

Sezione III, sentenza 3 ottobre 2025 n. 32599; Pres. Aceto; Rel. Vergine; Pm (conf.) non indicato; Ric. Proc. Rep. Trib. Milano in proc. X.

Indagini preliminari - Attività - Incidente probatorio - Richiesta di incidente probatorio per l'escussione di minori o di vittime vulnerabili - Declaratoria di inammissibilità - Atto abnorme. (Cpp, articoli 392, comma 1-bis, 606)

È abnorme e, pertanto, ricorribile per cassazione il provvedimento con il quale il giudice rigetta, per insussistenza delle condizioni di vulnerabilità della vittima o di non rinviabilità della prova, la richiesta di incidente probatorio avente ad oggetto la testimonianza della persona offesa di uno dei reati compresi nell'elenco di cui all'articolo 392, comma 1-bis, primo periodo, del Cpp, trattandosi di presupposti la cui esistenza è presunta per legge. Infatti, l'interpretazione lettera della disposizione autorizza a sostenere che il riconoscimento dello status di vittima vulnerabile connesso alla tipologia del reato per il quale si procede, preclude al giudice la verifica concreta della indifferibilità dell'atto ovvero della non rinviabilità dell'assunzione della prova; si tratta, in sostanza, di presupposto dell'incidente probatorio che deve considerarsi oggetto di una presunzione iuris et de iuresicché, in presenza della acclarata appartenenza del teste da ascoltare ad una delle categorie protette, l'accertamento in concreto dell'esistenza requisito della non rinviabilità deve considerarsi escluso per legge non rientrando nello spettro del sindacato discrezionale spettante, in tale ipotesi, al giudice (sezioni Unite, 12 dicembre 2024, Proc. Rep. Trib. Termini Imerese in proc. X.).

Sezioni unite, sentenza 2 ottobre 2025 n. 32583; Pres. Cassano; Rel. Messini D' Agostini; Pm (conf.) Senatore; Ric. Fi.

Giudice per le indagini preliminari - Competenza - Competenza per i reati distrettuali - Individuazione - Esclusione della gravità indiziaria limitatamente ai reati o alle circostanze aggravanti di cui all'articolo 51, commi 3-bis, 3-quater, 3-quinquies del Cpp - Incompetenza del giudice distrettuale - Esclusione. (Cpp, articoli 51, commi 3-bis, 3-quater, 3-quinquies del Cpp, e 328, commi 1-bis e 1-quater)

L'esclusione, nell'ambito di una procedura cautelare, della gravità indiziaria in ordine ai reati o alle circostanze aggravanti ricompresi nel catalogo di cui all'articolo 51, commi 3-bis, 3-quater, 3-quinquies del Cpp non determina l'incompetenza del giudice per le indagini preliminari distrettuale ex articolo 328, commi 1-bis e 1-quater, del Cpp (a supporto, la Corte ha richiamato il dato testuale delle citate disposizioni normative, che, al fine di determinare la legittimazione della procura distrettuale e la conseguente competenza del giudice per le indagini preliminari e per l'udienza preliminare distrettuale, fanno riferimento ai "procedimenti" riguardanti i delitti indicati nel richiamato articolo 51: poiché "procedimento" a carico di un determinato soggetto sorge con l'iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro, ai sensi dell'articolo 335 del Cpp, ne deriva che, sino a quando permanga l'iscrizione per un titolo di reato "qualificante" e si "proceda" anche per il suo accertamento, deve restare ferma la deroga al criterio ordinario di attribuzione della competenza, attratta in sede distrettuale, a prescindere dalle decisioni assunte nella fase cautelare, in quanto detto riferimento è diretto al procedimento principale e quindi al delitto per il quale si procede; in altri termini, la competenza "derivata" del giudice per le indagini preliminari distrettuale, in deroga agli ordinari criteri di attribuzione della competenza, è da ritenere insensibile alle vicende del subprocedimento cautelare) [conf. sezioni Unite, 26 giugno 2025-2 ottobre 2025 n. 32584, Cascino].

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Sezione II, sentenza 3 ottobre 2025 n.32783; Pres. Caputo; Rel. Recchione; Pm (conf.) Gargiulo; Ric. Mo.

Rapina - Soggetto passivo - Non necessaria coincidenza con il proprietario. (Cp, articolo 628)

Per integrare il delitto di rapina non è necessario che la persona destinataria della violenza coincida con chi è proprietario dei beni appresi.

Sezione II, sentenza 6 ottobre 2025 n. 32898; Pres. Pellegrino; Rel. Pardo; Pm (conf.) Marzagalli; Ric. Fa.

Usura - Confisca per equivalente - Legittimità. (Cp, articolo 644; Cpp, articolo 321)

Alla luce dei principi espressi dalle sezioni Unite (sentenza 26 settembre 2024, Massini), la confisca di denaro è diretta soltanto quando sussista prova della derivazione causale del denaro dal reato per cui si procede mentre, è per equivalente, quando tale rapporti di pertinenzialità non sussista; con la rilevante conseguenza che, solo ove il titolo di reato per cui si proceda consente la confisca per equivalente, sarà possibile aggredire una somma di denaro differente da quella di diretta derivazione causale dal reato produttivo di profitto, altrimenti non potendosi procedere alla apprensione del tantundem. Tale possibilità della confisca per equivalente è prevista per il reato di usura [cfr. articolo 644, ultimo comma, del Cp), cosicché ai fini del provvedimento non si richiede l'esistenza di un nesso di pertinenzialità del bene rispetto al reato contestato, essendo consentita la confisca per equivalente di somme di denaro per un valore corrispondente al profitto del delitto consumato.

REATI CONTRO LA PERSONA

Sezione V, sentenza 2 ottobre 2025 n. 32533; Pres. Scarlini; Rel. Brancaccio; Pm (diff.) Parasporo; Ric. parte civile Bevere in proc. Sa.

Diffamazione - Diffamazione tramite internet - Consumazione - Conseguenze. (Cp, articolo 595)

Il delitto di diffamazione commesso tramite inserimento del contenuto diffamatorio in un sito internet ha natura di reato istantaneo di evento, che si consuma nel momento in cui la frase o l'immagine lesiva diventano fruibili da parte di terzi mediante l'inserimento nel "web", che costituisce un ambiente comunicativo per sua natura destinato ad essere normalmente visionato da più persone. È da tale momento, quindi, che inizia a decorrere il termine di prescrizione del reato ed è a tale momento che occorre avere riguardo ai fini del calcolo del dies a quo per la tempestività della querela, sempre che l'interessato non dia dimostrazione del contrario.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sezione VI, sentenza 6 ottobre 2025 n. 32839; Pres. Ricciarelli; Rel. Di Geronimo; Pm (diff.) Balsamo; Ric. X.

Resistenza a un pubblico ufficiale - Elemento materiale - Rilevanza dell'atto pubblico che si vuole ostacolare. (Cp, articolo 337)

Il reato di resistenza a pubblico ufficiale presuppone espressamente che la condotta illecita sia finalisticamente diretta ad impedire il compimento di un atto d'ufficio, tant'è che è richiesto il dolo specifico, che si concreta nel fine di ostacolare l'attività pertinente al pubblico ufficio o servizio in atto. Pertanto, non integrano il delitto di resistenza a pubblico ufficiale le espressioni di minaccia rivolte a quest'ultimo, quando non rivelino alcuna volontà di opporsi allo svolgimento dell'atto d'ufficio, ma rappresentino piuttosto una forma di contestazione della pregressa attività svolta dal pubblico ufficiale stesso.

REATO

Sezione III, sentenza 3 ottobre 2025 n. 32585; Pres. Liberati; Rel. Galanti; Pm (conf.) Molino; Ric. Ca.

Contravvenzioni - Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - Condotta materiale - Idoneità della condotta ad arrecare pregiudizio - Accertamento. (Cp, articolo 659)

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'articolo 659 del Cp, l'effettiva idoneità delle emissioni rumorose ad arrecare pregiudizio alla quiete al riposo ed alle occupazioni di un numero indeterminato di persone costituisce un accertamento in fatto rimesso all'apprezzamento del giudice del merito, il quale non è tenuto a basarsi esclusivamente sull'espletamento di specifici accertamenti di natura tecnica, ben potendo fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti; ciò perché non sarebbe coerente con il principio di atipicità della prova e del libero convincimento del giudice penale il ricorso esclusivo ad accertamenti di natura tecnica.

STUPEFACENTI

Sezione VI, sentenza 6 ottobre 2025 n. 32853; Pres. Ricciarelli; Rel. Di Nicola Travaglini; Pm (conf.) Balsamo; Ric. Au.

Attività illecite - Detenzione - Destinazione a un uso non esclusivamente personale - Dimostrazione - Valorizzazione del quantitativo detenuto - Condizioni. (Dpr 9 ottobre 1990 n. 309, articolo 73)

Il dato ponderale dello stupefacente rinvenuto non determina alcuna presunzione di destinazione della droga a un uso non personale, dovendosi valutare globalmente anche le altre circostanze dell'azione. Tuttavia, l'entità dello stupefacente, sul piano della logicità dell'apprezzamento, letta con altri elementi, quali l'insufficienza delle risorse disponibili e la naturale deperibilità dello stupefacente, incompatibile con un'ampia e duratura scorta, può legittimamente fondare la conclusione di merito della destinazione allo spaccio.

Riproduzione riservata Ⓒ