CIRCOLAZIONE STRADALE
Guida in stato di ebbrezza - Positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità - Estinzione del reato - Valutabilità del fatto ai fini della "recidiva nel biennio" ex articolo 186, comma 2, lettera c), Cds - Legittimità. (Cds, articolo 186, comma 2)
In tema di guida in stato di ebbrezza, l'estinzione del reato a seguito del positivo espletamento del lavoro di pubblica utilità, presupponendo l'avvenuto accertamento del fatto, non impedisce al giudice di valutarlo in un successivo processo quale precedente specifico ai fini del giudizio circa la "recidiva nel biennio", prevista dall'articolo 186, comma 2, lettera c), Codice della strada.
MARCHI E BREVETTI
Integra il delitto di cui all'articolo 474 Cp la detenzione per la vendita di prodotti recanti marchio contraffatto senza che abbia rilievo la configurabilità della contraffazione grossolana, considerato che la norma incriminatrice tutela, in via principale e diretta, non già la libera determinazione dell'acquirente, ma la fede pubblica, intesa come affidamento dei cittadini nei marchi e segni distintivi, che individuano le opere dell'ingegno e i prodotti industriali e ne garantiscono la circolazione anche a tutela del titolare del marchio; si tratta, pertanto, di un reato di pericolo, per la cui configurazione non occorre la realizzazione dell'inganno non ricorrendo quindi l'ipotesi del reato impossibile qualora la grossolanità della contraffazione e le condizioni di vendita siano tali da escludere la possibilità che gli acquirenti siano tratti in inganno.
PROCESSO PENALE
La mancata partecipazione al giudizio di appello della parte civile, per il principio dell'immanenza della costituzione, non può essere interpretata come revoca tacita o presunta di questa, posto che la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2, Cpp vale solo per il processo di primo grado ove, in mancanza delle conclusioni non si forma il petitum sul quale il giudice possa pronunziarsi, mentre invece le conclusioni rassegnate in primo grado restano valide in ogni stato e grado del processo.
PUBBLICO MINISTERO
Contestazione suppletiva di circostanza aggravante - Idoneità - Limiti temporali - Individuazione - Tardività rispetto al verificarsi delle cause estintive del reato - Conseguenze in tema di reato divenuto procedibile a querela. (Cp, articolo 120; Cpp, articoli 516, 517 e 529; Dlgs n. 150/2022, articolo 85)
La contestazione suppletiva di circostanza aggravante da parte del pubblico ministero di udienza è idonea a produrre effetti giuridici, quali far sorgere il dovere del giudice di pronunciarsi nel merito della stessa ovvero in riferimento alla sua incidenza sul termine di prescrizione e sul regime di procedibilità, solo se intervenga prima del verificarsi delle cause di non punibilità previste dall'articolo 129 Cpp, con la conseguenza che laddove la modifica dell'imputazione avvenga quanto il reato si è già estinto per mancanza della necessaria - sopravvenuta - condizione di procedibilità, detta modifica non è idonea a modificare il regime di procedibilità di detto reato divenuto procedibile a querela ai sensi del Dlgs n. 150/2022.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Furto - Consumato o tentato - Distinzione - Criteri - Individuazione. (Cp, articoli 56 e 624)
Ai fini della distinzione tra il reato di furto consumato e quello tentato non hanno rilevanza né il criterio spaziale né il criterio temporale, sicché è sufficiente, ai fini della consumazione, la sottrazione della cosa alla disponibilità del detentore e il correlativo impossessamento di essa da parte dell'agente, anche per breve lasso di tempo, con la conseguenza che si realizza l'ipotesi di furto consumato anche se l'agente sia stato costretto ad abbandonare la refurtiva subito dopo la sottrazione a causa del pronto intervento dell'avente diritto o della forza pubblica.
Furto in abitazione - Privata dimora - Nozione - Individuazione. (Cp, articolo 624-bis)
In tema di furto in abitazione, ai fini della configurabilità del reato rientrano nella nozione di privata dimora esclusivamente i luoghi nei quali si svolgono non occasionalmente atti della vita privata, e che non siano aperti al pubblico né accessibili a terzi senza il consenso del titolare, compresi quelli destinati ad attività lavorativa o professionale.
Ai fini della configurabilità del reato di occupazione abusiva è richiesto il dolo specifico del fine di occupare l'immobile in maniera non occasionale o di trarne altrimenti profitto, da desumere sulla base di elementi probatori che univocamente consentano di ravvisarlo.
In tema di reati contro il patrimonio, è consentita la qualificazione come furto della condotta avente ad oggetto lo stesso bene del quale sia stata originariamente addebitata la ricettazione, sussistendo tra le due condotte una sostanziale immutazione del fatto, costituito nella sua essenzialità dall'acquisizione del possesso di un oggetto sottratto al legittimo proprietario, differenziandosene solo per le modalità dell'acquisizione.
In tema di truffa, qualora non vi sia coincidenza tra il soggetto passivo del raggiro, ossia la persona indotta in errore dalla condotta fraudolenta dell'agente ed il soggetto passivo del reato, vale a dire il titolare dell'interesse patrimoniale, è priva di effetto la querela presentata dal primo, con conseguente difetto della richiesta condizione di procedibilità.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
In tema di maltrattamenti in famiglia, lo stato di inferiorità psicologica della vittima non deve necessariamente tradursi in una situazione di completo abbattimento, ma può consistere anche in un avvilimento generale conseguente alle vessazioni patite, non escludendo sporadiche reazioni vitali ed aggressive della vittima la sussistenza di uno stato di soggezione a fronte di soprusi abituali.


