REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Tribunale di Gorizia, sentenza penale, sentenza 20 dicembre 2023-9 marzo 2024 n. 1144 - Giudice Coppari

Truffa - Natura - Reato istantaneo e di danno - Perfezionamento - Idoneità dei mezzi utilizzati - Accertamento - Condizioni. (Cp, articolo 640)

La truffa è un reato istantaneo e di danno che si perfeziona nel momento e nel luogo in cui alla realizzazione della condotta tipica da parte dell'autore fa seguito la deminutio patrimonii del soggetto passivo, sicché, una volta accertato il nesso di causalità tra l'artificio e il raggiro e l'altrui induzione in errore, non è necessario stabilire l'idoneità in astratto dei mezzi usati, quando questi si siano dimostrati idonei in concreto, né vale ad escludere il delitto l'eventuale sospetto o dubbio serbato dalla persona offesa.

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 9 gennaio-14 febbraio 2024 n. 16 - Giudice Bonasia

Truffa - Truffa contrattuale - Stipula negoziale indotta all'esclusivo scopo di conseguire un ingiusto profitto con altrui danno - Configurabilità. (Cp, articolo 640)

In tema di truffa contrattuale, quando un contraente, nell'indurre l'altro alla stipulazione del contratto sia stato sollecitato esclusivamente dall'intento di conseguire un ingiusto profitto con altrui danno di guisa che il contratto è soltanto mezzo adottato dall'agente per la concreta realizzazione del profitto, la successiva inadempienza non costituisce un mero illecito civile, ma la fase conclusiva di un'azione criminosa e precisamente una truffa il cui momento consumativo coincide normalmente con il sorgere del rapporto contrattuale.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 15-27 febbraio 2024 n. 34 - Pres. Coppari; Rel. Bonasia

Maltrattamenti in famiglia - Aggravante speciale della violenza assistita - Sospensione della responsabilità genitoriale - Applicabilità - Ragioni - Abuso della responsabilità genitoriale - Ambito. (Cp, articoli 34, comma 2, 61, n. 11-quinquies e 572, comma 2)

In tema di maltrattamenti in famiglia, la violenza assistita che integra la circostanza aggravante speciale di cui all'articolo 61, n. 11-quinquies, Cp, ora confluita nel comma 2 dell'articolo 572 Cp, è idonea a costituire la base giuridica per la sospensione della responsabilità genitoriale ai sensi dell'articolo 34, comma 2, del Cp, da ricollegare alla più generale clausola normativa di aver riportato una condanna per un reato commesso con abuso della responsabilità genitoriale, fattispecie sussistente non solo nel caso in cui la violenza assistita sia stata idonea a configurare di per sé una condotta di maltrattamenti ai danni dei minori, spettatori della violenza o della vessazione di un altro familiare, ma anche quando la violenza assistita sia configurata come aggravante di un reato commesso nei confronti di costui.

REATI CONTRO LA PERSONA

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 23 gennaio-1 marzo 2024 n. 72 - Giudice Bonasia

Diffamazione - Aggravata dal mezzo della pubblicità - Commento pubblicato su un blog avente natura politica - Configurabilità del reato - Condizioni. (Cp, articolo 595)

Integra il reato di diffamazione aggravata la pubblicazione, quale commento social sotto un post, di uno scritto che, pur nell'ambito di una polemica politica, travalica i limiti della continenza e della correttezza del linguaggio, degenerando in un attacco personale denigratorio e offensivo.

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 9 gennaio 2024 n. 23 - Giudice Bonasia

Lesioni personali - Malattia - Nozione - Individuazione. (Cp, articolo 582)

Ai fini della configurabilità del delitto di lesioni personali, la nozione di malattia non comprende tutte le alterazioni di natura anatomica, che possono anche mancare, bensì solo quelle da cui deriva una limitazione funzionale o un significativo processo patologico o l'aggravamento di esso ovvero una compromissione delle funzioni dell'organismo, anche non definitiva, ma comunque significativa.

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 9 gennaio 2024 n. 17 - Giudice Bonasia

Minaccia - Mero comportamento - Configurabilità del reato - Condizioni. (Cp, articolo 612)

In tema di minaccia, anche un mero comportamento può integrare il reato di cui all'articolo 612 Cp quando la condotta si inserisca in un contesto reiterato di espressioni di inequivoco contenuto minaccioso e esso risulti oggettivamente caratterizzato da atteggiamenti marcatamente minacciosi.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 23 gennaio-1 marzo 2024 n. 74 - Giudice Bonasia

Dei privati - Oltraggio a pubblico ufficiale - Assorbimento nel reato di resistenza a pubblico ufficiale - Esclusione - Condizioni. (Cp, articoli 15, 81, comma 1, 337 e 341-bis)

In tema di delitti dei privati contro la pubblica amministrazione, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale di cui all'articolo 341-bis del Cp non è assorbito bensì concorre con quello di delitto di resistenza a pubblico ufficiale, anche qualora la condotta offensiva sia finalizzata allo scopo di opporsi all'azione del pubblico ufficiale, in quanto la condotta ingiuriosa non è elemento costitutivo del reato previsto dall'articolo 337 Cp.

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 23 gennaio-1 marzo 2024 n. 78 - Giudice C. Bonasia

Dei privati - Oltraggio a pubblico ufficiale - Espressioni offensive - Udibilità a soggetti terzi - Sufficienza - Ragioni. (Cp, articolo 341-bis)

Ai fini della configurabilità del reato di oltraggio di cui all'articolo 341-bis Cp è sufficiente che le espressioni offensive rivolte al pubblico ufficiale siano udibili a terzi soggetti, poiché già questa potenzialità costituisce un aggravio psicologico che può compromettere la sua prestazione, disturbandolo mentre compie un atto del suo ufficio, facendogli avvertire condizioni avverse, per lui e per la Pa di cui fa parte, e ulteriori rispetto a quelle ordinarie.

REATO

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 26-31 gennaio 2024 n. 101 - Giudice Arban

Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto - Modifiche operate dal Dlgs n. 150/2022 sulle condizioni ostative - Oltraggio a pubblico ufficiale - Applicabilità a fatti pregressi - Esclusione - Ragioni. (Cp, articolo 131-bis e 341-bis; Dlgs 150/2022)

In tema di causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, l'esclusione della sua applicabilità al delitto di oltraggio a pubblico ufficiale di cui all'articolo 341-bis Cp, come introdotta dalla novella operata dal Dlgs n. 150/2022 (cd. riforma Cartabia) non è applicabile ai fatti pregressi, avuto riguardo alla natura sostanziale della fattispecie, con conseguente applicazione della previgente versione dell'articolo 131-bis Cp - che consentiva il proscioglimento per tenuità del fatto senza distinguere in ordine alla natura del reato - costituente sul punto norma penale più favorevole.

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 13 dicembre 2023-20 febbraio 2024 n. 1128 - Giudice Coppari

Delitti contro la fede pubblica. (Cp, articoli 476 e 482)

In tema di delitti contro la fede pubblica, l'atto, di cui si contesta la falsità materiale, al di là del proprio nomen juris, deve avere attitudine ad assumere rilevanza giuridica e/o valore probatorio interno alla pubblica amministrazione, con la conseguenza che non integra il reato di cui agli articoli 476 e 482 del Cp una copia non autenticata del documento di cui si contesti la falsità, non essendo non in grado di assumere l'apparenza del documento originale.

Tribunale di Gorizia, sentenza 30 gennaio 2024 n. 113 - Giudice Mangiante

Delitto tentato - Desistenza volontaria - Concorrente nel reato - Applicabilità - Condizioni. (Cp, articoli 56 e 110)

In tema di tentativo, la desistenza volontaria, applicabile qualora non vi siano cause esterne che rendano impossibile o gravemente rischiosa la prosecuzione dell'azione, si applica al concorrente nel reato plurisoggettivo a condizione che lo stesso non si sia limitato ad interrompere la propria azione criminosa, occorrendo un quid pluris consistente nell'annullamento del contributo dato alla realizzazione collettiva e nell'eliminazione delle conseguenze dell'azione che fino a quel momento si sono prodotte.

SENTENZA PENALE

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 30 gennaio-1 marzo 2024 n. 115 - Giudice Bonasia

Assoluzione con formula dubitativa - Causa estintiva del reato - Applicabilità - Esclusione - Ragioni - Conseguenze - Ammissione di nuove prove - Possibilità - Esclusione. (Cpp, articoli 129 e 530, comma 2; Cp, articolo 157)

La regola probatoria di cui all'articolo 530, comma 2, Cpp, consistente nel dovere per il giudice di pronunciare sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova della responsabilità, essendo dettata esclusivamente per il normale esito del processo che sfocia in una sentenza emessa al compimento dell'attività dibattimentale, a seguito di un'approfondita valutazione di tutto il compendio probatorio acquisito agli atti, non può trovare applicazione in presenza di una causa estintiva del reato, quale la prescrizione, ipotesi in cui vale, invece, la regola di giudizio di cui all'articolo 129 del Cpp, con l'ulteriore conseguenza è precluso al giudice, all'esito dell'istruttoria dibattimentale ed in presenza di un compendio probatorio insufficiente o contraddittorio, esercitare i poteri di ufficio ex articolo 507 Cpp, dovendo dichiarare immediatamente l'estinzione del reato enunciandone la causa nel dispositivo.

SICUREZZA PUBBLICA E FORZE DI POLIZIA

Tribunale di Gorizia, sezione penale, sentenza 16-18 gennaio 2024 n. 52 - Giudice Bonasia

Misure di prevenzione personale - Destinatario di avviso orale - Violazione del divieto di possedere cellulari - Reato di cui all'articolo 76 Dlgs 159/2011 - Configurabilità - Esclusione - Ragioni. (Costituzione, articolo 15; Dlgs 159/2011, articoli 3 e 76)

In tema di misure di sicurezza personali, non integra il reato di cui all'articolo 76 del Dlgs n. 159/2011 la violazione del divieto di possedere o utilizzare telefoni cellulari da parte del destinatario di un mero avviso orale del Questore, emesso ai sensi dell'articolo 3 del citato decreto, non rientrando tale condotta tra quelle sanzionabili, posto che il divieto può essere disposto solo con un provvedimento dell'Autorità Giudiziaria, in forza della garanzia costituzionale dell'articolo 15 della Carta Fondamentale, con la conseguenza che il Questore non può incidere con un atto amministrativo su una tale libertà, che, essendo espressione di un potere di natura discrezionale, non può incidere su un ambito individuale tutelato da una riserva di legge assoluta.

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