COMMERCIO
COMMERCIO
Commercio di prodotti con segni falsi - Bene protetto - Elemento materiale - Individuazione - Vendita di prodotti industriali con segni mendaci - Distinzione. (Cp, articoli 474 e 517)
Il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi di cui all’articolo 474 Cp ha per oggetto la tutela della fede pubblica e richiede, a livello materiale, la contraffazione o l’alterazione del marchio o del segno distintivo della merce, mentre quello di vendita di prodotti industriali con segni mendati di cui all’articolo 517 Cp ha per oggetto la tutela dell’ordine economico e richiede la semplice imitazione del marchio, non necessariamente registrato o riconosciuto, purché detta imitazione sia idonea a trarre in inganno gli acquirenti.
IMPUGNAZIONI
IMPUGNAZIONI
Revisione - Prova nuova - Ritrattazione del testimone d’accusa - Esclusione. (Cpp, articoli 444 e 630)
In tema di revisione, non integra “prova nuova” richiesta ai sensi dell’articolo 630 Cpp la sola ritrattazione del testimone d’accusa, essendo necessari specifici elementi di prova che avvalorino la falsità della deposizione.
Sentenza di patteggiamento - Revisione - Ammissibilità - Condizioni. (Cpp, articoli 444 e 630)
È ammissibile la richiesta di revisione fondata su nuove prove ex articolo 630, comma 1, lettera a), Cpp di una sentenza di patteggiamento per inconciliabilità con l’accertamento compiuto in altro giudizio, ma è necessario che l’inconciliabilità si riferisca ai fatti stabiliti a fondamento della sentenza di condanna e non già alla loro valutazione. (In motivazione, la Corte ha precisato che è proprio la natura ontologicamente “debole” dell’accertamento sotteso alla sentenza di applicazione della pena a rendere più acuta l’istanza di garanzia assecondata dalla revisione).
FISCO
FISCO
Reati tributari - Occultamento delle scritture contabili - Consumazione - Individuazione. (Dlgs 74/2000, articolo 5)
n tema di reati tributari, il momento consumativo del reato di occultamento delle scritture contabili di cui all’articolo 5 Dlgs 74/2000 va individuato, alla luce del disposto di cui al comma 2 dello stesso articolo 5, nella scadenza del termine di novanta giorni a decorrere dal termine finale previsto per legge per la presentazione della dichiarazione annuale relativa all’imposta sui redditi od Iva.
PREVIDENZA E ASSISTENZA
PREVIDENZA E ASSISTENZA
Contributi e prestazioni - Reato di omesso versamento di ritenute previdenziali - Termine trimestrale per provvedere alla regolarizzazione postuma - Natura - Causa di non punibilità - Conseguenze - Pagamento integrale - Necessità. (Dl n. 463/1983, articolo 2, comma 1-bis; legge n. 638/1983, articolo 1; Dlgs n. 211/1994)
In tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, il termine di tre mesi concesso al datore di lavoro per provvedere al pagamento del dovuto costituisce causa di non punibilità del reato già consumato e non invece una condizione di procedibilità dello stesso, con la conseguenza che ai fini dell’operatività dell’esimente è necessario che il pagamento avvenga in misura integrale, non essendo sufficiente un pagamento parziale ovvero rateale che riduca il debito al di sotto della soglia di rilevanza penale.
PROCEDIMENTO PENALE
PROCEDIMENTO PENALE
Citazione - Omesso avviso dell’udienza al difensore di fiducia nominato tempestivamente - Nullità assoluta - Sussistenza - Notifica effettuata al difensore d’ufficio - Rilevanza - Esclusione - Ragioni. (Cpp, articoli 96, 97, 178 e 179)
L’omesso avviso dell’udienza al difensore di fiducia tempestivamente nominato dall’imputato o dal condannato integra una nullità assoluta ai sensi degli articoli 178, comma 1, lettera c) e 179, comma 1, Cpp, quando di esso è obbligatoria la presenza, a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata al difensore d’ufficio e che in udienza sia stato presente un sostituto nominato ex articolo 97, comma 4, Cpp.
PROVA PENALE
PROVA PENALE
Valutazione - Testimonianza della persona offesa del reato - Attendibilità - Verifica giudiziale - Contenuto. (Cpp, articolo 192)
In tema di valutazione della prova testimoniale, il vaglio dell’attendibilità della persona offesa passa attraverso la verifica giudiziale dell’intrinseca consistenza delle sue dichiarazioni rese alla luce di criteri quali la precisione, la coerenza logica, la costanza, la spontaneità, la genuinità, il disinteresse, dovendosi porre a base dell’analisi ogni elemento ricavabile dal processo che supporti concretamente il giudizio di attendibilità da affidare a circostanze fattuali ed oggettive.
Valutazione - Testimonianza - Dichiarazioni accusatorie della persona offesa - Presunzione di attendibilità - Esclusione - Doveri del giudice - Verifica della credibilità - Valutazione anche d’ufficio - Necessità - Inversione dell’onere della prova a carico dell’imputato - Esclusione. (Cpp, articolo 192)
In tema di valutazione della prova testimoniale, le dichiarazioni accusatorie della persona offesa non sono assistite da alcuna presunzione di credibilità, con la conseguenza che il giudice deve procedere anche d’ufficio ad una rigorosa e pregnante verifica di attendibilità intrinseca ed estrinseca del racconto accusatorio, che deve essere confrontato con tutti gli altri elementi processuali, non potendo gravare sull’imputato l’onere di provare la falsità della deposizione.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Frode assicurativa - Mancata attivazione della procedura di cui all’articolo 148 Dlgs n. 209/2005 - Proposizione della querela - Termine ordinario - Configurabilità - Decorrenza - Individuazione. (Cp, articoli 124 e 642; Dlgs n. 209/2009, articolo 148)
In tema di frode assicurativa, anche nel caso in cui non sia stata attivata la procedura amministrativa di cui all’articolo 148 Dlgs 209/2005, il termine per la proposizione della querela è quello ordinario trimestrale previsto dall’articolo 124 del Cp, decorrente dallo spirare di quello di trenta giorni dalla comunicazione all’interessato della decisione di effettuare approfondimenti, ricollegando a tal momento una sorta di presunzione di conoscenza dell’illecito.
Frode assicurativa - Reato a consumazione anticipata - Conseguimento del vantaggio - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Falsa denuncia di sinistro inesistente - Consumazione - Individuazione. (Cp, articoli 124 e 642)
Il delitto di frode assicurativa è reato istantaneo ed a consumazione anticipata e, pertanto, non richiede il conseguimento effettivo di un vantaggio - che non si identifica necessariamente nell’indennizzo ma può consistere in qualsiasi beneficio connesso al contratto di assicurazione - ma soltanto che la condotta fraudolenta sia diretta ad ottenerlo ed idonea a raggiungere lo scopo; ne consegue che, ove il reato sia integrato dalla falsa denuncia alla assicurazione per dichiarazione di un sinistro inesistente o per aggravamento delle conseguenze di un sinistro, è sempre dal momento della ricezione della richiesta di risarcimento che il delitto può ritenersi consumato in tutti i suoi elementi costitutivi, tale essendo la frazione temporale in cui l’agente denuncia un sinistro non accaduto, come previsto dall’articolo 642, comma 2, Cp.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
Delitti contro l’assistenza familiare - Violazione degli obblighi familiari - Elemento materiale - Contenuto - Impossibilità assoluta di somministrare i mezzi di sussistenza - Rilevanza - Forza maggiore - Condizioni. (Cp, articoli 45, 570, commi 1 e 2, e 570-bis)
In tema di reati contro l’assistenza familiare, ai fini della configurabilità dell’elemento materiale del delitto di violazione degli obblighi familiari di cui all’articolo 570 Cp devono sussistere sia la disponibilità di risorse sufficienti da parte dell’obbligato che lo stato di effettivo bisogno del soggetto passivo, con la conseguenza che l’impossibilità assoluta di somministrare i mezzi di sussistenza esclude il reato, in termini di “forza maggiore” ex articolo 45 del Cp, solo se è rigorosamente e concretamente provata dal soggetto obbligato, e non soltanto affermata, e si traduca in un’incolpevole indigenza tale da non consentire neppure un adempimento parziale.
Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Omesso versamento dell’assegno di mantenimento da parte del genitore separato - Reato - Configurabilità. (Cp, articolo 570)
Integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare di cui all’articolo 570, comma 2, n. 2, Cp la condotta del genitore separato che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori, omettendo di versare l’assegno di mantenimento.
REATI CONTRO LA PERSONA
REATI CONTRO LA PERSONA
Atti persecutori - Natura - Reato complesso - Ragioni. (Cp, articolo 612-bis)
In tema di atti persecutori, il reato di cui all’articolo 612-bis Cp ha carattere complesso in senso lato, essendone elementi costitutivi fatti già costituenti autonomi reati, quali le minacce o le molestie rivolte alla persona offesa, nonché un quid pluris costituito dall’evento da esse generato, alternativamente tipizzato nello stato di ansia o di paura, o nel fondato timore di un male per sé o per altri, ovvero il cambiamento delle proprie abitudini di vita.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Abuso d’ufficio - Modifiche introdotte dal Dl 76/2020 - Effetti - Abolitio criminis parziale - Contenuto. (Cp, articoli 2 e 323; Dl n. 76/2002, articolo 23)
In tema di abuso d’ufficio, la modifica introdotta con l’articolo 23 del Dl 76/2020, n. 76 ha ristretto l’ambito applicativo dell’articolo 323 Cp determinando una parziale abolitio criminis in relazione alle condotte commesse prima dell’entrata in vigore della riforma realizzate mediante violazione di norme regolamentari o di norme di legge generali o astratte, dalle quali non siano ricavabili regole di condotta specifiche espresse o che lascino residuare margini di discrezionalità.
Dei privati - Oltraggio a pubblico ufficiale - Pluralità di persone - Individuazione - Presenza di almeno due “civili” - Necessità. (Cp, articolo 341-bis)
In tema di oltraggio a pubblico ufficiale, l’offesa all’onore ed al prestigio del pubblico ufficiale deve avvenire alla presenza di almeno due persone, tra le quali non possono computarsi quei soggetti che, pur non direttamente attinti dall’offesa, assistano alla stessa nello svolgimento delle loro funzioni, essendo integrato il requisito della pluralità di persone unicamente da persone estranee alla pubblica amministrazione (ossia dai “civili”), ovvero da persone che, pur rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, siano presenti in quel determinato contesto spazio-temporale non per lo stesso motivo d’ufficio in relazione al quale la condotta oltraggiosa sia posta in essere dall’agente.
Dei privati - Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativo - Consumazione - Coincidenza con l’accertamento - Condizioni. (Cp, articolo 334; Cpp, articolo 192)
In tema di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento penale o dall’autorità amministrativo, il momento consumativo del reato previsto dall’articolo 334 Cp può essere ritenuto, anche sulla base di elementi indiziari, coincidente con quello dell’accertamento, salvo che venga rigorosamente provata 1’esistenza di situazioni idonee a confutare la valutazione presuntiva e a rendere almeno dubbia l’epoca di commissione del fatto.
REATO
REATO
Cause di non punibilità - Particolare tenuità del fatto - Preclusione derivante dalla pluralità delle violazioni - Serialità - Configurabilità - Continuazione - Rilevanza - Esclusione. (Cp, articoli 81 cpv. e 131-bis)
L’applicazione della causa di esclusione della punibilità della particolare tenuità del fatto di cui all’articolo 131-bis Cp deve ritenersi preclusa nelle sole ipotesi in cui il dato obiettivo della pluralità delle violazioni possa essere interpretato come espressivo di un carattere di serialità dei comportamenti, mentre non è di per sé ostativa la pluralità di reati unificati nel vincolo della continuazione.


