AZIONE PENALE
Querela - Validità - Condizioni - Formule sacramentali - Esclusione - Volontà di punizione - Univocità - Necessità - Contenuto incerto - Conseguenze - In dubio pro reo - Applicabilità. (Cp, articolo 120; Cc, articolo 1370; Cpp, articoli 5129, 529 e 531)
In tema di querela, la validità dell'atto non presuppone l'impiego di formule sacramentali, essendo sufficiente la denunzia dei fatti e la chiara manifestazione della parte lesa di voler perseguire penalmente la vicenda denunziata, in forma esplicita o implicita, ma detta volontà di punizione del colpevole deve essere univoca e non può essere dedotta da un comportamento successivo alla presentazione della denuncia, di tal che, quando il tenore di questa risulti assolutamente incerto, essa deve essere interpretata, sia per il generale canone ermeneutico di cui all'articolo 1370 del codice civile, sia per il principio generale vigente nel settore penale in dubio pro reo, nel senso di escludere la natura di querela dell'atto di denuncia.
PREVIDENZA E ASSISTENZA
Infortuni sul lavoro - Responsabilità colposa - Accertamento giudiziale - Rischio della regola cautelare violata - Concretizzazione nell'evento causato - Necessità. (Dlgs n. 81/2008; Cp, articoli 43 e 590)
In tema di responsabilità colposa nell'ambito degli infortuni occorsi in ambiente lavorativo è necessario accertare non solo la violazione della regola cautelare ma anche la constatazione che il rischio che la cautela intende presidiare si sia concretizzato nell'evento (cosiddetta causalità della colpa) poiché alla colpa dell'agente va ricondotto solo quell'evento che sia causalmente ricollegabile alla condotta omessa ovvero a quella posta in essere in violazione della regola cautelare
PROCESSO PENALE
Conclusioni della parte civile nei confronti del solo imputato - Revoca tacita della costituzione nei confronti del responsabile civile citato o intervenuto in giudizio - Esclusione - Ragioni. (Cpp, articoli 74 e 538)
La presentazione delle conclusioni della parte civile nei confronti del solo imputato, e non anche del responsabile civile che sia stato citato o sia intervenuto in giudizio, non comporta revoca tacita della costituzione di parte civile nei confronti del responsabile civile, in quanto, in forza della solidarietà ope legis tra imputato e responsabile civile, prevista dall'articolo 538 Cpp, le conclusioni nei confronti di uno solo degli obbligati si estendono anche all'altro.
PROVA PENALE
Mezzi di prova - Acquisizione in dibattimento del verbale delle dichiarazioni rese in fase di indagini - Condizioni. (Cpp, articoli 512 e 526-bis)
In tema di prova, ai fini dell'acquisizione in dibattimento del verbale delle dichiarazioni rese in corso di indagini ai sensi dell'articolo 512 Cpp la parte interessata deve dimostrare l'obiettiva impossibilità di superare gli ostacoli derivanti dall'omessa convocazione del teste, poiché la causa della mancata comparizione nonostante i vari avvisi ricevuti in via informale dal Pm deve ritenersi volontaria, sì da comportare anche il divieto di utilizzazione previsto dall'articolo 526-bis Cpp.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Obbligo di mantenimento dei figli minori - Perduranza - Indicazione. (Cp, articolo 570)
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, lo stato di bisogno e l'obbligo del genitore di contribuire al mantenimento dei figli minori non vengono meno quando questi siano assistiti economicamente da altri, anche in relazione alla percezione di eventuali cespiti reddituali relativi ad elargizioni a carico della pubblica assistenza.
Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Sottrazione agli obblighi inerenti alla potestà genitoriale nei confronti dei figli minori - Omessa prestazione dei mezzi di sussistenza - Progressione criminosa - Esclusione - Conseguenze - Concorso di reati - Sussistenza. (Cp, articoli 81 e 570, commi 1 e 2)
In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, la condotta di sottrazione agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà genitoriale nei confronti dei figli minori e quella di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza, previste, rispettivamente, nel primo e secondo comma dell'articolo 570 Cp, non sono in rapporto di continenza o progressione criminosa, ma hanno ad oggetto fatti del tutto eterogenei nella loro storicità e considerazione sociale, sicché danno luogo da una pluralità di reati in concorso formale o, ricorrendone i presupposti, in continuazione tra loro.
REATI CONTRO LA PERSONA
Adescamento di minori - Elemento oggettivo - Influenza della volontà del minore adescato - Necessità - Forme di persuasione - Indicazione - Elemento soggettivo - Movente sessuale - Necessità - Prova - Indicazione. (Cp, articolo 609-undecies)
Nel reato di adescamento di minori di cui all'articolo 609-undecies, ciò che connota la condotta è un atteggiamento di direzione ed influenza della volontà del minore attuato attraverso forme di persuasione che vanno dall'ipotesi più grave della minaccia a quella più subdola della lusinga, la quale richiede comunque un allettamento - fatto di frasi adulatorie, parole amiche, promesse o finte attenzioni - con cui l'agente cerchi di attrarre la persona offesa al proprio volere, mentre l'elemento soggettivo del reato esige la prova del movente sessuale - che può essere la violenza sessuale, la prostituzione minorile o altro - desunta facendo ricorso a parametri oggettivi e dello specifico obiettivo di tale natura.
Atti persecutori - Elemento materiale - Contenuto - Elemento soggettivo - Indicazione. (Cp, articolo 612-bis)
Integra l'elemento materiale del delitto di atti persecutori la reiterata ed assillante comunicazione di messaggi di contenuto persecutorio, ingiurioso o minatorio, oggettivamente irridenti ed enfatizzanti la patologia della persona offesa, diretta a plurimi destinatari ad essa legati da un rapporto qualificato di vicinanza, ove l'agente, a livello soggettivo, agisca nella ragionevole convinzione che la vittima ne venga informata e nella consapevolezza, dell'idoneità del proprio comportamento abituale a produrre uno degli eventi alternativamente previsti dalla norma incriminatrice.
Atti persecutori - Molestie private - Distinzione - Indicazione. (Cp, articoli 612-bis e 660)
Il criterio distintivo tra il reato di atti persecutori e quello di molestie private di cui all'articolo 660 Cp consiste nel diverso atteggiarsi delle conseguenze della condotta che, in entrambi i casi, può estrinsecarsi in varie forme di molestie, sicché si configura il delitto di cui all'articolo 612-bis Cp solo qualora le condotte molestatrici siano idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste la contravvenzione di cui all'articolo 660 Cp ove le molestie si limitino ad infastidire la vittima del reato.
Minaccia - Esercizio di una facoltà legittima utilizzata per scopi diversi da quelli legali - Reato - Configurabilità - Effettiva lesione - Necessità - Esclusione. (Cp, articolo 612)
Ai fini della configurabilità del reato di minaccia, ex articolo 612 del Cp, si richiede la prospettazione di un male futuro ed ingiusto - la cui verificazione dipende dalla volontà dell'agente - che può derivare anche dall'esercizio di una facoltà legittima la quale, tuttavia, sia utilizzata per scopi diversi da quelli per cui è tipicamente preordinata dalla legge; non è, peraltro, necessario che il bene tutelato dalla norma incriminatrice sia realmente leso, essendo sufficiente che il male prospettato possa incutere timore nel soggetto passivo, menomandone la sfera della libertà morale.
Violenza privata - Consumazione - Indicazione. (Cp, articolo 610)
Il delitto di violenza privata è reato istantaneo e si consuma nel momento in cui si realizza la limitazione coattiva della libertà di determinazione ed azione della vittima, essendo irrilevante che gli effetti della imposizione si protraggano nel tempo e l'offeso possa successivamente eliminare.


