REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Riciclaggio - Contenuto - Consumazione istantanea - Sussistenza - Perfezionamento - Individuazione. (Cp, articolo 648-bis)
La fattispecie di riciclaggio di cui all'articolo 648-bis Cp sanziona la condotta di chi sostituisce o trasferisce denaro o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero, con formulazione aperta, pone in essere condotte atte ad ostacolare l'identificazione della loro provenienza illecita, configurandosi come fattispecie a consumazione istantanea, sicché si perfeziona con il mero compimento di attività volte ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del denaro, dei beni e altre utilità.
Truffa - Bene giuridico - Individuazione - Illecito civilistico - Distinzione . (Cp, articolo 640)
Nel delitto di truffa, la punibilità non deriva solamente dalla lesione alla sfera patrimoniale del singolo, già tutelato dalla disciplina civilistica in materia di contratti, ma anche dall'interesse pubblicistico acché non sia leso il dovere di lealtà e correttezza e la libertà di scelta dei contraenti; a tal fine non è sufficiente, però, la mera violazione di un tale dovere, essendo richiesta per la consumazione del reato anche una effettiva lesione del patrimonio altrui, con correlato conseguimento di un ingiusto profitto del reo; per artifizio va, inoltre, intesa la simulazione o la dissimulazione della realtà, in modo da indurre in errore il soggetto passivo, e per raggiro ogni macchinazione atta a far scambiare il falso con il vero.
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
Maltrattamenti in famiglia - Elemento oggettivo - Individuazione - Elemento soggettivo - Contenuto. (Cp, articolo 572)
L'elemento oggettivo del delitto di maltrattamenti in famiglia è integrato dalla condotta dell'agente che sottopone la vittima ad atti di vessazione reiterata e tali da cagionarle sofferenza, prevaricazione e umiliazioni, costituenti fonti di uno stato di disagio continuo e incompatibile con normali condizioni di esistenza, rilevando, a tal fine, non soltanto le percosse, le lesioni, le ingiurie, le privazioni e umiliazioni imposte alla vittima, ma anche gli atti di disprezzo e di offesa arrecati alla sua dignità, che si risolvano nell'inflizione di vere e proprie sofferenze morali; sotto il profilo soggettivo, il delitto è integrato dal dolo generico consistente nella volontà di sottoporre la persona di famiglia, convivente o altrimenti legata a sé, ad un'abituale condizione di soggezione psicologica e di sofferenza.
REATI CONTRO LA PERSONA
Atti persecutori - Estinzione del reato - Remissione di querela processuale - Contenuto. (Cp, articoli 152 e 612-bis; Cpp, articoli 340)
In tema di atti persecutori, è idonea ad estinguere il reato nella fattispecie perseguibile a querela di parte non solo la remissione di querela ricevuta direttamente dall'autorità giudiziaria, ma anche quella effettuata davanti ad un ufficiale di polizia giudiziaria, atteso che l'articolo 612-bis, comma 4, Cp, facendo riferimento alla remissione "processuale", evoca la disciplina risultante dal combinato disposto dagli articoli 152 Cp e 340 Cpp, che prevede la possibilità effettuare la remissione anche con tali modalità.
Lesioni personali volontarie - Natura - Condotta tipica - Elemento soggettivo - Individuazione - Dolo eventuale - Sufficienza. (Cp, articolo 582)
Il delitto di lesioni personali volontarie è reato a forma libera, la cui condotta tipica può consistere in qualsiasi atto, o nell'impiego di qualsiasi mezzo, lesivo dell'integrità personale, oltre che ingiusto, cioè non legittimo secondo l'ordinamento giuridico, mentre integra l'elemento psicologico anche il dolo eventuale, consistente nella mera accettazione del rischio che la manomissione fisica della persona altrui possa determinare effetti lesivi.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Dei privati - Resistenza a pubblico ufficiale - Elemento oggettivo - Elemento soggettivo - Individuazione. (Cp, articolo 337)
Integra l'elemento oggettivo del delitto di resistenza a pubblico ufficiale qualunque condotta aggressiva, violenta o minacciosa tale da coartare la libertà del pubblico ufficiale mentre compie un atto doveroso del proprio ufficio o che sia idoneo ad ostacolare l'esercizio della pubblica funzione al fine di impedirlo e di opporsi ad esso senza restare nell'ambito della mera manifestazione offensiva quale espressione di un semplice disprezzo verso il pubblico ufficiale; sul piano soggettivo, è richiesta la coscienza e volontà di usare violenza o minaccia per opporsi al compimento dell'atto e la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un rappresentante dell'autorità che sta adempiendo ad un dovere del proprio ufficio.
REATO
Circostanze aggravanti - Motivi abietti o futili - Nozione . (Cp, articolo 61, n. 1)
In tema di circostanze aggravanti, agli effetti dell'articolo 61, n. 1, Cp, il motivo è abietto quando è idoneo a scatenare un sentimento di particolare ripugnanza secondo le idee ed i costumi sociali, mentre è futile quando non costituisce un motivo valido per agire, rappresentando più che altro un pretesto per poter scatenare la propria intenzione criminosa, quindi che riveli nell'agente un grado tale di perversità da destare un profondo senso di ripugnanza in ogni persona di media moralità, e che provochi ripulsione per non essere giustificabile per l'abnormità di fronte al sentimento umano.
Continuazione - Riconoscimento - Indici rivelatori - Indicazione - Preordinazione - Prova. (Cp, articolo 81, comma 2)
Ai fini del riconoscimento della continuazione tra gli "indici rivelatori" della proiezione di un unico ed iniziale atteggiamento antidoveroso rilevante agli effetti dell'articolo 81, comma 2, Cp vi è la distanza cronologica dei fatti-reato, oltre alle condizioni di tempo e di luogo, sicché quanto più è breve il lasso temporale e la distanza dei luoghi intercorrente tra le diverse violazioni, tanto più è plausibile che vi sia una identità volitiva e teleologica, mentre l'identità intellettiva in termini di preordinazione nonché teleologica deve desumersi dal movente ed obiettivo comune.
Reati contro la fede pubblica - Delitto di cui all'articolo 95 Dpr n. 115/2002 - Rapporto con il delitto di cui all'articolo 483 Cp - Specialità - Natura di pericolo - Sussistenza - Conseguenze. (Cp, articolo 483; Dpr n. 115 del 2002)
Il delitto di cui all'articolo 95 Dpr n. 115 del 2002 - norma incriminatrice speciale rispetto al delitto di falsità ideologica commessa dal privato di cui all'articolo 483 Cp - sanzionante le falsità o le omissioni nelle dichiarazioni o nelle comunicazioni per l'attestazione delle condizioni di reddito in vista dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ha natura di reato di pericolo sicché, in caso di falsa attestazione, è configurabile anche se il reddito realmente percepito avrebbe ugualmente consentito l'ammissione del soggetto beneficiario al patrocinio; ne consegue che l'inganno potenziale derivante dalla falsa attestazione di dati necessari per determinare al momento dell'istanza le condizioni di reddito sussiste anche quando le alterazioni od omissioni di fatti veri risultino poi ininfluenti per il superamento del limite di reddito previsto dalla legge per l'ammissione al beneficio.
Reati contro l'amministrazione della giustizia - Evasione - Detenzione domiciliare - Abitazione - Nozione - Ragioni. (Cp, articolo 385)
In tema di evasione dalla detenzione domiciliare, agli effetti dell'articolo 385 Cp deve intendersi per abitazione lo spazio fisico delimitato dall'unità abitativa in cui la persona conduce la propria vita domestica, con esclusione di ogni altra pertinenza, ad eccezione di quegli ambiti parzialmente aperti (balconi, terrazzi) o scoperti (cortili interni, chiostrine) che costituiscano parte integrante dell'unità immobiliare, in quanto la detenzione domiciliare deve svolgersi secondo modalità analoghe a quelle della misura intra muraria; ciò al fine di agevolare i controlli di polizia sulla reperibilità del sottoposto ed evitare contatti con l'esterno e frequentazioni del detenuto con soggetti che non è autorizzato ad incontrare e, comunque, il libero movimento della persona che può essere vanificato anche dal trattenersi negli spazi condominiali comuni, controlli che devono avere il carattere della prontezza e della non aleatorietà.
STUPEFACENTI
Detenzione e spaccio - Fatto di lieve entità - Condizioni - Valutazione complessiva del fatto - Parametri - Indicazione. (Dpr 309/1990, articolo 73, comma 5)
In tema di stupefacenti, la fattispecie di cui all'articolo 73, comma 5, Dpr n. 309/1990, avente natura autonoma di reato, accorda una peculiare attenuazione alla dimensione offensiva del fatto concreto, a condizioni che, per le caratteristiche relative ai mezzi, alle modalità o circostanze dell'azione, ovvero alla qualità e quantità delle sostanze droganti, esso si riveli come minimamente pericoloso rispetto al risultato della diffusione degli stupefacenti tra i possibili assuntori; a tal fine, nella valutazione complessiva del fatto, rilevano, oltre al parametro puramente quantitativo, i mezzi e le modalità della condotta, che deve essere caratterizzata da un connotato di rudimentalità, che appaia indice di un'attività illecita discontinua, non professionale né organizzata, pertanto non gravemente incisiva per la diffusione della droga.


