COMMERCIO

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 12 marzo 2025 n. 1029 - Giudice L. Magnani

Prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi contraffatti - Introduzione di prodotti contraffatti nel territorio nazionale - Bene giuridico - Individuazione - Materiale contraffazione - Necessità - Fabbricazione di merce usurpando titoli di proprietà industriale - Differenze - Individuazione. (Cp, articoli 473, 474 e 571-ter)

In tema di tutela penale dei brevetti e segni distintivi, ai fini dell'integrazione dei reati di cui agli articoli 473 e 474 Cp, posti a tutela del bene giuridico della fede pubblica, è necessaria la materiale contraffazione o alterazione dell'altrui marchio o segno distintivo che siano tali da ingenerare confusione nei consumatori e da nuocere al generale affidamento, a differenza del reato previsto di fabbricazione di merce usurpando titoli di proprietà industriale dall'articolo 517-ter Cp, che tutela esclusivamente il patrimonio del titolare della proprietà industriale, il quale ricorre sia nell'ipotesi di prodotti realizzati ad imitazione di quelli con marchio altrui, sia nell'ipotesi di fabbricazione, utilizzazione e vendita di prodotti "originali" da parte di chi non ne è titolare.

FISCO

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 13 marzo 2025 n. 292 - Giudice F. Pisaturo

Reati tributari - Distruzione o occultamento di documenti contabili - Omessa tenuta della documentazione contabile - Reato - Configurabilità. (Dlgs n. 74/2000, articolo 10)

In tema di reati tributari, integra il delitto di distruzione od occultamento di documenti contabili di cui all'articolo 10 Dlgs n. 74/2000 anche l'omessa tenuta della documentazione contabile, essendo sufficiente un'impossibilità relativa ovvero una semplice difficoltà di ricostruzione del volume degli affari e dei redditi.

PROVA PENALE

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 15 settembre 2025 n. 325 - Pres. R. Cascini; rel. R. Crucioli

Mezzi di prova - Messaggistica archiviata nei cellulari - Documento - Configurabiità - Esclusione - Acquisibilità - Condizioni - Accesso diretto da parte della polizia giudiziaria - Esclusione - Consenso dell'indagato all'acquisizione - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie. (Costituzione, articolo 15; Cpp, articoli 234, 253 e 254)

In tema prove, la messaggistica archiviata nei telefoni cellulari non può più essere considerata alla stregua di un mero documento, liberamente acquisibile senza la garanzia costituzionale prevista dall'articolo 15 della Costituzione è assoggettata alla disciplina dell'articolo 254 Cpp che impone la necessità di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, necessariamente motivato al fine di giustificare il sacrificio della segretezza della corrispondenza, senza la possibilità di accesso diretto da parte della polizia giudiziaria, che ha solo il potere di acquisire materialmente il dispositivo elettronico ma senza accesso diretto al suo contenuto, analogamente a quanto previsto per l'invio della corrispondenza postale dall'articolo 254, comma 2, Cpp, e fermo quanto disposto dall'articolo 253 del Cpp sull'apertura dei plichi o di corrispondenza con l'autorizzazione del pm quando ciò sia necessario per l'assicurazione elementi di prova che potrebbero andare persi a causa del ritardo; trattandosi di una attività svolta dalla Pg nei confronti di un soggetto, già gravato da elementi indiziari tali da giustificare l'acquisizione della posizione di indagato, il consenso che si assume essere stato prestato liberamente dall'indagato non può supplire alla carenza di un provvedimento emesso dall'autorità giudiziarie, di autorizzazione preventiva o di convalida successiva dell'atto di indagine possono in essere, invece, in totale autonomia dalla pg. (Fattispecie in tema di violenza sessuale in cui il telefono dell'imputato è stato consegnato in presenza del difensore ed analizzato in sede di interrogatorio davanti il Pm in cui messaggi intercorsi tra l'imputato e la parte offesa sono stati visti esaminando il cellulare di quest'ultima).

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 25 febbraio-17 marzo 2025 n. 840 - Giudice L. Magnani

Furto - Impossessamento della cosa sottratta - Durata limitata - Irrilevanza - Ragioni. (Cp, articolo 624)

In tema di furto, ai fini della consumazione del reato è irrilevante che il possesso della cosa sottratta alla persona offesa, illecitamente conseguito dall'agente per effetto dell'azione sottrattiva, abbia avuto una durata molto limitata, giacché una volta che il soggetto attivo fugge, portando con sé la refurtiva, quest'ultima esce dalla sfera di controllo del soggetto passivo per entrare nella disponibilità autonoma dell'agente medesimo.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 21 marzo 2025 n. 1214 - Giudice F. Pisaturo

Rapina - Impossessamento della refurtiva sotto il controllo delle forze dell'ordine - Tentativo - Esclusione - Ragioni - Momento consumativo - Individuazione. (Cp, articoli 56 e 628)

Integra il reato di rapina, consumata, e non tentata, la condotta di chi si impossessa della refurtiva, acquisendone l'autonoma disponibilità, pur se l'impossessamento sia avvenuto sotto il controllo, anche costante, delle forze dell'ordine, laddove queste siano intervenute solo dopo la sottrazione, in quanto il delitto previsto dall'art. 628 Cp si consuma nel momento e nel luogo in cui si verificano l'ingiusto profitto e l'altrui danno patrimoniale, a nulla rilevando, invece, la mera temporaneità del possesso conseguito.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 30 maggio 2025 n. 1325 - Giudice E. Centore

Sottrazione di persone incapaci - Sottrazione di un figlio da parte di un genitore contro la volontà dell'altro - Reato - Configurabilità - Fattispecie. (Cp, articolo 574)

Integra il reato di sottrazione di persone incapaci di cui all'articolo 574 Cp la condotta del genitore che, contro la volontà dell'altro, sottragga a quest'ultimo il figlio per un periodo di tempo significativo, impedendo l'altrui esercizio della potestà genitoriale e allontanando il minore dall'ambiente d'abituale dimora. (Fattispecie in cui l'imputata, dopo essersi allontanata dalla casa familiare, si era trasferita in Romania senza comunicare al padre del minore l'indirizzo di residenza, rendendosi irreperibile al telefono, omettendo qualsivoglia confronto sulla gestione del minore, che il padre scoprì essere in Romania solo grazie all'aiuto di un investigatore privato).

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 3 giugno 2025 n. 1414 - Giudice E. Rizzo

Violazione degli obblighi di assistenza - Delitto di cui all'articolo 570-bis Cp - Mancata corresponsione delle somme stabilite in sede civile - Configurabilità - Inadempimento - Rilevanza - Ragioni. (Cp, articolo 570-bis)

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, il delitto di cui all'articolo 570-bis Cp (articolo 3 legge n. 54/2006) è integrato non dalla mancata prestazione dei mezzi di sussistenza, ma dalla mancata corresponsione delle somme stabilite in sede civile, cosicché l'inadempimento costituisce di per sé oggetto del precetto penalmente rilevante, non essendo consentito al soggetto obbligato operarne una riduzione e non essendo necessario verificare se per tale via si sia prodotta o meno la mancanza di mezzi di sussistenza.

REATI CONTRO LA PERSONA

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 13 marzo 2025 n. 888 - Pres. R. Cascini; rel. V. Vinelli

Violenza sessuale - Rapporti sessuali - Dissenso della vittima - Conseguenze - Reato - Configurabilità - Ragioni - Errore sul dissenso - Rilevanza - Esclusione. (Cp, articolo 609-bis)

In tema di violenza sessuale, il dissenso della vittima, anche se espresso in modo implicito, importa la configurabilità del delitto, posto che il consenso ai rapporti sessuali deve essere chiaro, esplicito, inequivocabile, essendo irrilevante, pertanto, l'errore sull'esistenza o meno dell'espressione del dissenso.

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 13 marzo 2025 n. 49 - Giudice E. Rizzo

Dei privati - Oltraggio a pubblico ufficiale - Pluralità di persone - Nozione - Persone estranee alla Pa - Necessità - Ragioni. (Cp, articolo 341-bis)

In tema di oltraggio a pubblico ufficiale, il requisito della pluralità di persone alla cui presenza deve svolgersi la condotta oltraggiosa è integrato unicamente da persone estranee alla pubblica amministrazione, ovverosia dai "civili" ovvero da persone che, pur rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, siano presenti in quel determinato contesto spaziotemporale non per lo stesso motivo d'ufficio in relazione al quale la condotta oltraggiosa sia posta in essere dall'agente.

REATO

Tribunale di Genova, sezione penale, sentenza 22-23 maggio 2025 n. 2006 - Giudice F. Pisaturo

Atti osceni all'intero o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori - Atti di autoerotismo in vagone di un treno locale - Configurabilità - Ragioni - Effettiva presenza dei minori - Necessità - Esclusione. (Cp, articolo 527)

Integra il delitto di atti osceni all'interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori, di cui all'articolo 527, comma secondo, Cp, il compimento di atti di autoerotismo all'interno di un vagone di un treno locale abitualmente utilizzato dai minori per i propri spostamenti per raggiungere le scuole o ritornare dalle stesse o, comunque, per muoversi da un paese all'altro, trattandosi di sito in cui, in base ad un'attendibile valutazione statistica, vi sia la significativa probabilità della presenza di più soggetti minorenni, senza che degli stessi sia richiesta l'effettiva presenza.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 20 febbraio-11 marzo 2025 n. 756 - Giudice P. Calderan

Delitti contro la fede pubblica - Uso di atto falso - Nozione - Individuazione - Conseguenze - Mera esibizione del documento falso - Sufficienza. (Cp, articolo 489)

In tema di reati contro la fede pubblica, la nozione di uso di atto falso comprende qualsiasi modo di avvalersi del falso documento per uno scopo conforme alla natura dell'atto, con la conseguenza che ad integrare il reato è sufficiente la semplice esibizione del documento falso, quale che sia il significato che il soggetto intenda attribuire all'atto in esso contenuto.

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 22-23 maggio 2025 n. 929 - Giudice F. Pisaturo

Reddito di cittadinanza - Delitto di false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del beneficio - Errore sulla sussistenza del diritto a percepire l'erogazione - Rilevanza a fini scusanti - Esclusione - Ragioni . (Cp, articolo 5; Dl n. 4/2019, articolo 7; Legge n. 26/2019)

In tema di false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del reddito di cittadinanza, l'ignoranza o l'errore circa la sussistenza del diritto a percepirne l'erogazione si risolve in un errore su legge penale, che non esclude la sussistenza del dolo ex articolo 5 Cp, in quanto l'anzidetta disposizione integra il precetto penale di cui all'articolo 7 del Dl n. 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019.

Tribunale di Genova, sezione II penale, sentenza 27 febbraio 2025 n. 357 - Giudice P. Calderan

Reddito di cittadinanza - Delitto di false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del beneficio - Natura - Reato a condotta plurima - Individuazione. (Dl n. 4/2019, articolo 7, comma 3; Legge n. 26/2019)

In tema di reddito di cittadinanza, la speciale figura delittuosa di cui all'articolo 7, comma 3, Dl n. 4/2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 26/2019 volta a sanzionare la condotta di falsa dichiarazione espressa nella richiesta di ottenimento del beneficio, costituisce reato a forma plurima, estrinsecabile con il rendere o con l'utilizzare dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, oppure con l'omettere informazioni dovute.

Tribunale di Genova, sezione I penale, sentenza 26 febbraio 2025 n. 839 - Giudice M. Canepa

Reddito di cittadinanza - Istanza materialmente eseguita da un Caf - Dichiarazioni mendaci - Integrazione del reato di false dichiarazioni - Esclusione - Ragioni . (Dl n. 4/2019, articolo 7, comma 1; Legge n. 26/2019)

In tema di reddito di cittadinanza, non commette reato previsto e punito dall'articolo 7, comma 1, del Dl n. 4/2019, convertito con modificazioni dalla legge n. 26/2019) il soggetto che gode della misura, quando la presentazione dell'istanza contenenti dichiarazioni attestanti cose non vere sia stata materialmente eseguita da un Caf, le cui indicazioni sono state acriticamente seguite dal soggetto istante privo degli strumenti linguistici e culturali per comprendere il significato delle proprie dichiarazioni.

STUPEFACENTI

Tribunale di Genova, sezione penale, sentenza 13 marzo 2025 n. 866 - Giudice S. Macciò

Detenzione e spaccio - Fatto di lieve entità di cui all'articolo 73, comma 5, Dpr n. 309/1990 - Attenuante di cui all'articolo 62, n. 4, Cp - Automatico riconoscimento della circostanza - Esclusione - Ragioni - Accertamento - Contenuto. (Cp, articolo 62, n. 4, Cp; Dpr 309/1990, articolo 73, comma 5)

In tema di stupefacenti, alla qualificazione giuridica del fatto in termini di lieve entità ai sensi dell'articolo 73, comma 5, Dpr 9 ottobre 1990 n. 309, non consegue automaticamente il riconoscimento dell'attenuante di cui all'articolo 62, n. 4, Cp, essendo necessario accertare, a tal fine, che risultino di speciale tenuità sia l'entità del lucro perseguito o effettivamente conseguito dall'agente, sia la gravità dell'evento dannoso o pericoloso prodotto dalla condotta criminosa, posto che se si ragionasse sul solo dato del profitto della singola operazione, si rischierebbe un errore parallelo a quello della preconcetta esclusione che una vendita di minima entità di droga possa vedersi riconoscere l'attenuante in questione.

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