APPELLO PENALE
Giudizio di appello - Sindacato in sede di legittimità - Sentenze di primo e secondo grado - Concordanza nella valutazione delle prove - Integrazione reciproca - Configurabilità. (Cpp, articolo 546)
In tema d'appello penale, ai fini del controllo di legittimità, la struttura giustificativa della sentenza di appello si salda con quella di primo grado, per formare un unico complessivo corpo argomentativo, allorquando i giudici del gravame, esaminando le censure proposte dall'appellante con criteri omogenei a quelli del primo giudice ed operando frequenti riferimenti ai passaggi logico giuridici della prima sentenza, concordino nell'analisi e nella valutazione degli elementi di prova posti a fondamento della decisione
Sentenza d'appello - Motivazione per relationem - Omesso esame delle doglianze già rigettate in primo grado - Legittimità. (Cpp, articolo 546)
In tema di appello penale, è legittima la motivazione per relationem della sentenza di secondo grado che recepisce in modo critico e valutativo quella impugnata, limitandosi a ripercorrere e ad approfondire alcuni aspetti del complesso probatorio oggetto di contestazione da parte della difesa, ed omettendo di esaminare quelle doglianze dell'atto di appello che hanno già trovato risposta esaustiva nella sentenza del primo giudice.
REATI CONTRO IL PATRIMONIO
Invasione di terreni o edifici - Convinzione del soggetto attivo della piena proprietà del terreno - Elemento soggettivo - Configurabilità - Ignoranza inevitabile - Esclusione - Ragioni. (Cp, articoli 5 e 633)
In tema di invasione di terreni o edifici, di cui all'articolo 633 Cp, la convinzione del soggetto attivo del reato della piena proprietà del terreno costituisce errore sul precetto che non esclude il dolo ai sensi dell'articolo 5 Cp, non sussistendo alcuna obiettiva situazione di incertezza sulla portata applicativa o sul contenuto della norma extrapenale, tale da far ritenere l'ignoranza inevitabile.
Riciclaggio - Natura - Reato a forma libera - Evento - Individuazione - Attività materiale di trasferimento da un luogo ad un altro del bene oggetto di delitto presupposto - Reato - Configurabilità - Fattispecie. (Cp, articolo 648-bis)
Il delitto di riciclaggio è reato a forma libera che può essere integrato da qualsiasi condotta idonea ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene ricevuto, purché causalmente produttiva dell'evento di pericolo, costituito dal trasferimento, espressione che non vi è ragione di interpretare quale sinonimo empirico di atto negoziale dispositivo della proprietà o del possesso; per contro, anche l'attività materiale di trasferimento da un luogo ad altro è idonea ad integrare il reato, ove valga a rendere di fatto più difficoltosa l'identificazione dell'origine illecita (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile il reato in caso di trasferimento di un'autovettura provento di furto all'estero, in uno Stato extracomunitario, per l'oggettiva diminuzione delle probabilità di risalire al reato presupposto ed all'avente diritto, dovuta alla recisione del collegamento con il luogo di provenienza).
REATI CONTRO LA FAMIGLIA
Maltrattamenti in famiglia - Condotte vessatorie e violente intervallate da condotte lecite - Configurabilità - Ragioni. (Cp, articolo 572)
Il reato di maltrattamenti in famiglia è integrato anche quando le sistematiche condotte violente e sopraffattrici ai danni della vittima non realizzano l'unico registro comunicativo inter partes, ma sono intervallate da condotte prive di tali connotazioni o dallo svolgimento di attività familiari, anche gratificanti per la parte lesa, poiché le ripetute manifestazioni di mancanza di rispetto e di aggressività conservano il loro connotato di disvalore in ragione del loro stabile prolungarsi nel tempo.
REATI CONTRO LA PERSONA
Atti persecutori - Evento del reato - Prova - Individuazione. (Cp, articolo 612-bis)
In tema di atti persecutori, la prova dell'evento del reato di cui all'articolo 612-bis Cp, consistente nel grave e perdurante stato di ansia e di paura causato nella vittima, può essere legittimamente dedotta dalla natura dei comportamenti dell'agente, che si manifestino attraverso modalità ripetute ed ossessive, fino allo sfinimento e significativamente prolungate nel tempo, nonché dalle dichiarazioni della vittima del reato, dai comportamenti serbati in conseguenza delle condotte subite, quali il ricorso ripetuto alle forze dell'ordine, la registrazione delle chiamate e la necessità di farsi accompagnare da parenti per sfuggire alle intrusioni dell'agente.
Atti persecutori - Molestie private - Distinzione - Individuazione. (Cp, Articoli 612-bie e 660)
Il criterio distintivo tra il delitto di atti persecutori e la contravvenzione di molestie private consiste nel diverso atteggiarsi delle conseguenze della condotta che, in entrambi i casi, può estrinsecarsi in varie forme di molestie, sicché si configura il delitto di cui all'articolo 612-bis Cp qualora le condotte moleste siano idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste la contravvenzione di cui all'articolo 660 Cp ove le molestie si limitino ad infastidire la vittima del reato.
Atti persecutori - Reciprocità dei comportamenti molesti - Configurabilità del reato - Condizioni - Valutazione giudiziale - Contenuto - Indicazione. (Cp, articolo 612-bis)
In tema di atti persecutori, la reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del reato, incombendo però sul giudice, in siffatta ipotesi, un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dello stato d'ansia o di paura della presunta persona offesa, del suo effettivo timore per l'incolumità propria o di persone ad essa vicine o della necessità del mutamento delle abitudini di vita, essendo necessaria una verifica più approfondita sugli eventi del comportamento tenuto volta ad accertare in quali termini tali condotte persecutorie vengano poste in essere e se esse siano o meno maturate in un ambito di litigiosità tra due soggetti che, potrebbe portare a escludere, ove si accerti una posizione di parità tra di loro, la configurabilità del reato il quale presuppone la sussistenza di un disequilibrio della posizione della vittima rispetto a quella dell'autore dei comportamenti intimidatori o vessatori.
Estorsione - Condotta minacciosa - Idoneità - Valutazione - Criteri - Individuazione. (Cp, articolo 629)
In tema di estorsione, la connotazione di una condotta come minacciosa e la sua idoneità ad integrare l'elemento strutturale del delitto di cui all'articolo 629 Cp vanno valutale in relazione a concrete circostanze oggettive, quali la personalità sopraffattrice dell'agente, le circostanze ambientali in cui io stesso opera, l'ingiustizia della pretesa, le particolari condizioni soggettive della vittima, vista come persona di normale impressionabilità.
REATO
Cause di non punibilità - Particolare tenuità del fatto. (Cp, articoli 131-bis e 133)
In tema di particolare tenuità del fatto, ai sensi dell'articolo 131-bis Cp, il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ex articolo 133. primo comma, Cp, delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell'entità del danno o del pericolo.
Contravvenzioni - Molestie private - Natura abituale - Esclusione - Unica azione molesta o di disturbo - Rilevanza - Condizioni - Elemento psicologico - Individuazione - Convinzione di agire per un fine non biasimevole - Rilevanza - Esclusione. (Cp, articolo 660)
In tema di molestie private, la contravvenzione di cui all'articolo 660 Cp non è necessariamente abituale, per cui può essere realizzato anche con una sola azione di disturbo o di molestia, purché essa sia ispirata da biasimevole motivo, oppure abbia in sé il carattere della petulanza, che consiste in un modo di agire pressante ed indiscreto, tale da interferire sgradevolmente nella sfera privata di altri, mentre l'elemento psicologico della contravvenzione di cui all'articolo 660 Cp consiste nella coscienza e volontà della condotta tenuta nella consapevolezza della sua idoneità a molestare e disturbare il soggetto passivo, senza che possa rilevare l'eventuale convinzione di operare per un fine non biasimevole o addirittura per il ritenuto conseguimento della soddisfazione di un proprio diritto, con modalità legali.
Misure di sicurezza - Libertà vigilata - Imputato assolto per vizio di mente - Applicabilità - Ragioni - Scadenza del termine minimo annuale - Cessazione dello stato di libero vigilato - Esclusione - Conseguenze. (Cpp, articolo 530; Cp, articoli 222 e 228, comma 5)
In tema di misure di sicurezza personali, la libertà vigilata è applicabile anche nei confronti del soggetto assolto per vizio totale di mente, a seguito della parziale declaratoria di incostituzionalità dell'articolo 222 Cp, ad opera della sentenza costituzionale n. 253 del 2003 e la scadenza del termine minimo di un anno, previsto dall'articolo 228, comma 5, Cp, non determina la cessazione dello stato di libero vigilato, il quale invece dura sino al provvedimento di revoca, previo accertamento della cessazione della pericolosità, con la conseguenza che è legittimo il provvedimento di proroga della misura adottato successivamente alla scadenza di detto termine.


