AMBIENTE E TERRITORIO

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 8 maggio 2026 n. 658 - Giudice L. Carboni

Rifiuti - Gestione non autorizzata - Soggetto svolgente attività economica anche di fatto - Sufficienza - Qualifica formale - Necessità - Esclusione - Fattispecie. (Dlgs 152/2006, articolo 256, comma 2)

Il reato di gestione non autorizzata di rifiuti cui all'articolo 256, comma 2, Dlgs 3 aprile 2006, n. 152, è configurabile nei confronti di qualsiasi soggetto che abbandoni rifiuti nell'esercizio, anche di fatto, di una attività economica, indipendentemente dalla qualifica formale dell'agente o della natura dell'attività medesima. (Fattispecie in cui i prevenuti, incaricati da altri soggetti della rimozione dei rifiuti dalla casa degli stessi, abbandonavano a bordo strada sacchi contenenti materiale di risulta).

CIRCOLAZIONE STRADALE

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 15 maggio 2026 n. 627 - Giudice F. Borsetta

Guida in stato di ebbrezza - Veicolo fermo o in moto - Irrilevanza - Ragioni - Fermata - Nozione - Indicazione. (Codice della strada, articolo 187)

in materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la "fermata" costituisca una fase della circolazione, talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall'imputato risultato positivo all'alcoltest fosse, al momento dell'effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto

PROCESSO PENALE

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 11 giugno 2026 n. 745 - Giudice F. Borsetta

Prove - Messaggi WhatsApp e screenshot di conversazioni telematiche - Prova documentale - Configurabilità - Conseguenze. (Costituzione, articolo 15; Cpp, articoli 234 e 254)

In tema di prova, i messaggi whatsApp e gli screenshot di conversazioni telematiche costituiscono prove documentali ai sensi dell'articolo 234 Cpp con la conseguenza che la loro acquisizione mediante riproduzione fotografica è del tutto legittima e non richiede le tutele formali o le procedure proprie delle intercettazioni telefoniche o dell'acquisizione di corrispondenza di cui all'articolo 254 Cpp.

REATI CONTRO IL PATRIMONIO

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 25 maggio 2026 n. 738 - Giudice L. Carboni

Danneggiamento - Soggetto avente rapporto di fatto con la cosa danneggiata avente origine non illegale - Diritto di querela - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie. (Cp, articoli 120 e 635)

Il diritto di querela per il reato di danneggiamento, di cui all'articolo 635 Cp spetta anche a chi che abbia solo un rapporto di fatto di origine non illegale con la cosa danneggiata, in quanto la tutela accordata dalla indicata previsione incriminatrice si riferisce a qualunque soggetto che, per un qualsiasi titolo giuridico, utilizzi il bene interessato o comunque ne riceva una utilità. (Fattispecie in cui il Tribunale ha ritenuto che la querelante, pur non essendo il legittimo proprietario del veicolo, di proprietà della di lui madre, in quanto utilizzatore abituale del veicolo, fosse legittimato a sporgere querela).

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 20 maggio 2026 n. 732 - Giudice L. Carboni

Furto - Aggravato dalla violenza sulle cose - Allaccio abusivo alla rete di distribuzione di energia elettrica - Configurabilità. (Cp, articoli 624 e 625, n. 2)

Risponde del reato di furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose e dalla destinazione a un pubblico servizio, chi si avvalga consapevolmente dell'allaccio abusivo alla rete di distribuzione realizzato da terzi per alimentare la propria attività commerciale.

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 14 giugno 2026 n. 749 - Giudice F. Borsetta

Furto in abitazione - Pertinenza di privata dimora - Nozione - Fattispecie. (Cp, articolo 624-bis; Cc, articolo 818)

In tema di furto in abitazione, si considera "pertinenza" di luogo destinato a privata dimora ogni bene idoneo ad arrecare una diretta utilità economica all'immobile principale o, comunque, funzionalmente ad esso asservito e destinato al suo servizio od ornamento in modo durevole, non necessitando un rapporto di contiguità fisica tra i beni. (Fattispecie in cui gli imputati si erano introdotti nel garage dell'abitazione della vittima, ritenuta dal Tribunale pertinenza della predetta abitazione, idonea ad integrare la fattispecie contestata).

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 14 giugno 2026 n. 749 - Giudice F. Borsetta

Furto - Impossessamento della refurtiva - Mancato allontanamento dal luogo della sottrazione - Esercizio sulla cosa di un potere momentaneo - Consumazione - Sussistenza - Tentativo - Esclusione. (Cp, articoli 56 e 624)

Risponde di furto consumato e non semplicemente tentato chi, dopo essersi impossessato della refurtiva, non si sia ancora allontanato dal luogo della sottrazione e abbia esercitato sulla cosa un potere del tutto momentaneo, essendo stato costretto ad abbandonarla subito dopo il fatto per il pronto intervento dell'avente diritto.

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 11 giugno 2026 n. 647 - Giudice C. Arban

Rapina - Impropria - Violenza - Ambito - Individuazione - Fattispecie. (Cp, articolo 628)

In tema di rapina impropria, integra il requisito della violenza qualsiasi atto o fatto posto in essere dall'agente, al fine di impossessarsi di quanto sottratto ovvero per conseguire l'impunità, anche in epoca anteriore all'impossessamento, che si risolva, comunque, in una coartazione della libertà fisica, o anche solo psichica, del soggetto passivo o di terzi (nelle specie, le forze dell'ordine) conseguentemente indotti, contro la propria volontà, a fare, tollerare od omettere qualche cosa.

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 23 giugno 2026 n. 726 - Giudice D. Della Dora Gullion

Ricettazione - Elemento soggettivo - Individuazione. (Cp, articolo 648)

In tema di ricettazione, l'elemento soggettivo consiste nella coscienza e volontà dell'agente di compiere il fatto materiale tipico, con la consapevolezza della provenienza della cosa da un delitto, tale consapevolezza è desumibile da qualsiasi elemento utile, quale il comportamento dell'imputato, la mancata giustificazione del possesso, la non attendibile indicazione della provenienza della cosa, nonché dal fine di procurare, a sé o ad altri, un profitto.

REATI CONTRO LA FAMIGLIA

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 30 giugno 2026 n. 570 - Giudice A. Tassan

Maltrattamenti in famiglia - Atti persecutori - Rapporto - Famiglia e convivenza - Nozione - Individuazione - Conseguenze - Atti vessatori perpetrati dopo la cessazione della convivenza - Reato di cui all'articolo 612-bis, comma 2, Cp - Configurabilità. (Cp, articoli 612-bis e 572)

Nel rapporto tra maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, il divieto di interpretazione analogica delle norme incriminatrici impone di intendere i concetti di "famiglia" e di "convivenza" rilevante ai sensi dell'articolo 572 Cp nell'accezione più ristretta, intesa come comunità connotata da una radicata e stabile relazione affettiva interpersonale e da una duratura comunanza di affetti implicante reciproche aspettative di mutua solidarietà ed assistenza, fondata sul rapporto di coniugio o di parentela o, comunque, su una stabile condivisione dell'abitazione, seppur non necessariamente continuativa; pertanto, è configurabile l'ipotesi aggravata di atti persecutori di cui all'articolo 612-bis, comma 2, Cp, e non il reato di maltrattamenti in famiglia, quando le reiterate condotte moleste e vessatorie siano perpetrate dall'imputato dopo la cessazione della convivenza more uxorio con la persona offesa.

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 30 maggio 2026 n. 502 - Giudice C. Arban

Violazione degli obblighi di assistenza familiare - Inadempimento dell'obbligo di corresponsione dell'assegno di mantenimento stabilito in sede civile - Reato - Configurabilità - Generica indigenza - Irrilevanza. (Cp, articolo 570-bis)

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, di cui all'articolo 570-bis Cp, l'elemento materiale e psicologico è integrato dal semplice inadempimento dell'obbligo di corresponsione dell'assegno di mantenimento nella misura stabilita dal giudice civile, senza necessità della prova dello stato di bisogno dell'avente diritto e dalla produzione della mancanza dei mezzi di sussistenza. L'assenza di dolo per impossibilità di adempiere non si concretizza con la generica indigenza o con lo stato di difficoltà economica autodeterminato, ma è necessaria la prova dell'assoluta e incolpevole impossibilità di adempiere senza rinunciare a una dignitosa sopravvivenza.

REATI CONTRO LA PERSONA

Tribunale di Trieste, sezione penale, sentenza 3 giugno 2026 n. 805 - Giudice L. Carboni

Violenza privata - Sostituzione della serratura dell'abitazione coniugale - Configurabilità - Fattispecie. (Cp, articolo 610)

Integra il reato di violenza privata, di cui all'articolo 610 Cp, la condotta di chi sostituisce la serratura di casa impedendo al coniuge di farvi accesso. (Fattispecie in cui il Tribunale ha escluso l'invocata applicabilità della particolare tenuità del fatto, ex articolo 131-bis Cp, essendo il fatto avvenuto in un contesto di conflittualità per l'allontanamento del coniuge e le conseguenze del reato siano state ridotte con la successiva consegna delle chiavi).

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